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70 anni senza Benito Mussolini. E’ giunta l’ora della verità!

duceditNel momento in cui scriviamo questo articolo a Reggio Calabria impazza la polemica: la messa organizzata, come ogni anno in una nota chiesa cittadina, in memoria di Benito Mussolini è stata annullata dalla curia dopo le proteste di alcuni dirigenti del Partito Democratico Sovietico. Ovviamente il “sovietico” è una nostra aggiunta che però calza a pennello a tali signori. Non vogliamo però scadere nella polemica spicciola nei confronti poi di tali ridicoli personaggi, epigoni di una politica italiana sempre più alla deriva ed in mano a buffoni e giullari di turno.

Nel 2015 si celebra il 70esimo anniversario della scomparsa di Benito Mussolini: a tutt’oggi non sappiamo cosa successe, chi uccise Mussolini, cosa accadde al famoso “Oro di Dongo” e soprattutto cosa ne è stato del carteggio Mussolini-Churchill della cui esistenza siamo praticamente certi avendo lo stesso avuto decine di testimoni tra i quali molti scomparsi in circostanze a dir poco misteriose.
Siamo sicuri che di questa verità ancora oggi esistano testimoni ben precisi. Non parlo di uomini che probabilmente saranno tutti tornati al Creatore ma di documenti, foto, carteggi che in questi 70 anni sono stati sepolti e dimenticati in qualche armadio impolverato di Scotland Yard.

Si, perché è proprio lì che noi crediamo si trovi la risposta ai nostri interrogativi: in quei giorni concitati di fine aprile 1945 il Duce era ricercato da tutti: tedeschi, inglesi, americani, partigiani. Tutti gli stavano alle costole. Gli americani lo avrebbero voluto vivo mentre per i tedeschi in fuga il Duce era il lasciapassare verso il confine. C’era però chi lo voleva morto e pure in fretta: inglesi e partigiani.
I primi per gli oramai noti rapporti tra Mussolini e Churchill; i partigiani che in attesa di compiere la rivoluzione in stile Unione Sovietica non potevano permettersi una presenza ingombrante come quella di un Benito Mussolini pur vecchio e malato. Questi i motivi per i quali il Duce doveva morire ma da chi e come fu ucciso rimangono ancora un mistero.
Dall’aprile 1945 l’intelligence inglese sguinzaglia i suoi uomini in Italia alla ricerca delle diverse copie del carteggio e lo stesso Churchill più volte viene in visita nel nostro paese con meta le località di residenza di alcuni sospetti possessori dei preziosi documenti.
A quei documenti infatti Mussolini faceva riferimento subito dopo la sua cattura e ne raccomandava ai partigiani la custodia in quanto sarebbero serviti al tavolo della pace. Nessuno invece li utilizza a Parigi durante la conferenza di Pace. Se ne guarderebbe bene un volpone come De Gasperi: quei documenti infatti rappresenterebbero forse una scintilla per una terza guerra mondiale ma soprattutto sarebbero un’eredità del Fascismo che avrebbe potuto mitigare le sorti dell’Italia e che invece doveva essere odiato sempre più dagli italiani.

image_thumb3Oggi, trascorsi 70 anni da quegli eventi, è giunta l’ora della verità; è giunta l’ora di richiedere la verità e noi de Ilduce.net lo faremo. Scriveremo al ministero inglese e all’ambasciata a Roma per ottenere quei documenti che più volte sono stati richiesti da alcuni storici e da ex appartenenti al servizio segreto americano, che dunque esistono, e sui quali vigeva fino a pochi anni fa il segreto di Stato. Oggi quel segreto è caduto ed è quindi diritto di tutti gli italiani conoscere la verità!
Verità che siamo sicuri di ottenere dallo stato inglese se non ci verranno messi i bastoni tra le ruote: mentre infatti nel resto dei paesi europei la seconda guerra mondiale è una passione già sopita da diversi decenni, in Italia, per l’assenza di questa verità ed un popolo che ancora oggi è ferocemente diviso tra fascisti (o presunti tali) e antifascisti si fatica ad arrivare ad una pacificazione storica a causa delle innumerevoli menzogne che hanno riguardato la guerra di resistenza partigiana e la mattanza di fascisti, preti, civili inermi seguita al 25 aprile ed eseguita in gran parte dai partigiani comunisti.

Proprio quel Mussolini stanco e ammalato, che aveva visto crollare sotto le bombe tantissime delle opere del Fasciamo, si auspicava una pronta ripresa dell’Italia e del suo popolo e sperava in una verità che sarebbe emersa fuori “soltanto quando gli animi si saranno sopiti”. Eppure ciò non è ancora accaduto se è vero come è vero che a 70 anni di distanza accade quel che accade in una città come Reggio Calabria dove si fa appello addirittura alla curia per far annullare una messa di suffragio al Duce d’Italia.

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Un commento

  1. Ci manchi tanto Nostro Caro Duce!

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