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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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Il MAGGIORE
ADRIANO VISCONTI
Oggi vorrei parlare di...
uno dei tanti episodi risalenti alla fine del 2° conflitto mondiale,
nei quali i partigiani misero in bella vista la loro solita infame e
meschina condotta.
Quello che qui di seguito riporto, riguarda l`assassinio di un dei
più grandi assi della Aviazione Militare Italiana , poi passato
nella Aviazione Nazionale Repubblicana.
Il
Magg. Adriano Visconti, Asso della Regia Aeronautica prima e
dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana poi, utilizzò il C. 205
“Veltro” nel corso del 1944, a difesa dei cieli dell’Italia
centro-settentrionale, ottenendo numerose vittorie aeree. In
particolare con il “Veltro” gli sono stati confermati l’abbattimento
di due P38 “Lightning” e di altrettanti P47 “Thunderbolt”, vittorie
tutte ottenute tra il 3 gennaio del 1944 ed il 30 aprile dello
stesso anno.
La sua partecipazione al conflitto fu ininterrotta dal giorno della
dichiarazione di guerra fino alla tragica conclusione. Assegnato
inizialmente alla 23° squadriglia del 2° Gruppo Aviazione Presidio
Coloniale dotata di Ca 309, presso Menastir, passò successivamente
alla 159° squadriglia del 50° Stormo Assalto, basato a Tobruk,
pilotando i Ca 310 ed i Ba 65. Promosso tenente nel novembre 1940,
fu inquadrato nella 76° squadriglia, del 7° Gruppo Caccia Terrestre,
portando in combattimento prima il Macchi C. 200 "Saetta" e poi il
più prestante Macchi C. 202 "Folgore" sui cieli maltesi e africani.
Nel 1943, già capitano, gli fu affidato il comando della 310°
Squadriglia Caccia Aerofotografica equipaggiata con i nuovissimi
Macchi C. 205 V nella speciale versione fotografica modificata a
Guidonia.
Il 9 settembre fu protagonista di un episodio eccezionale, quando
riportò il suo Macchi C 205 Veltro a Guidonia con a bordo ben tre
specialisti stipati nell’abitacolo e nella fusoliera.
Dopo l’8 Settembre Visconti fu impegnato nella formazione dell’
A.N.R. (AVIAZIONE NAZIONALE REPUBBLICANA), comandando
inizialmente la 1a Squadriglia e successivamente, divenuto Maggiore,
il 1° Gruppo Caccia, Visconti partecipò a numerosi combattimenti
aerei ottenendo varie vittorie che gli valsero l’attribuzione di
quattro dei cosiddetti “premi del Duce” e di varie altre
decorazioni.
La
conclusione del conflitto, per uno dei più popolari e decorati
piloti italiani fu tragica.
Il 29 aprile '45, a Gallarate, Adriano Visconti sottoscrisse un
accordo controfirmato da rappresentanti della Regia Aeronautica, del
C.L.N.A.I., del C.L.N. e da 4 capi partigiani tra i quali Aldo
Aniasi (partigiano"Iso", che dopo la guerra fu deputato del PCI
e sindaco di Milano). L'accordo garantiva la libertà ai
sottufficiali ed agli avieri del Gruppo, l'incolumità personale di
tutti gli ufficiali, nonché l'impegno di consegnarsi alle autorità
militari italiane o alleate, come prigionieri di guerra.
Condotti a Milano nella caserma del "Savoia Cavalleria", (giá
occupata dalle bande partigiane) tutti gli ufficiali, il maggiore
Visconti ed il suo aiutante, s.ten. pilota Valerio Stefanini
furono assassinati a raffiche di mitra sparate a tradimento da un
gruppo di partigiani diretti proprio da Aldo Aniasi (sotto l’ordine
di Sandro Pertini). Come ricordato da chi lo ha conosciuto,
oltre ad essere stato un grande pilota ed un eccezionale comandante,
Adriano Visconti rappresentava il coraggio, la lealtà ed il valore
di un aviatore.
Il valore dimostrato da questo grande pilota e grande patriota viene
oggi riconosciuto solo dal nemico, infatti il maggiore pilota
A. Visconti viene ricordato nella Galleria degli Assi del Museo
Nazionale dell’Aria e dello Spazio di Washington.
Ovviamente in Italia questo grande uomo non esiste, non c’è nulla
che dia onore alla sua memoria e al suo valore, per questo ho voluto
portarlo alla conoscenza di tutti voi, per fare in modo che più
gente possibile sappia di lui e di tanti altri piloti che, colpevoli
soltanto di essere stati oltre che fascisti, grandi e ferventi
patrioti, sono ancora oggi nascosti al sapere comune dalla progenie
di quelle bande di mascalzoni antifascisti che amano presentarsi
pubblicamente come dei liberatori. .
Sia ben chiaro a tutti !!
Nella totalità delle loro azioni criminali e scellerate, i
partigiani si distinsero sempre per vergogna, infamia e tradimento.
Ballerino Vincenzo
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