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BRUNO TOMASICH – Chi volle la Seconda guerra mondiale?

tomasichguerraChi volle la Seconda guerra mondiale?

© EUROA EDIZIONI 2013– Biblioteca storica
239 pagine – Euro 15.90 -

DALLA COPERTINA – Il titolo “Chi volle la Seconda Guerra Mondiale?” è volutamente provocatorio per il solo fatto che al suo finale è stato apposto inopinatamente un punto interrogativo. Chi potrebbe nutrire ancora qualche dubbio su un fatto storico così celebrato che ha visto i suoi colpevoli raggiunti dal giudizio severo degli uomini che hanno insaponato e annodato loro con cura il cappio attorno al collo?

Ma la condanna per i comportamenti inumani tenuti nel corso del conflitto non può assolvere chi di quel conflitto deve essere ritenuto responsabile per averlo provocato e perfino dichiarato. Ricercare, dal punto di vista storico, le cause remote e prossime della Seconda Guerra Mondiale, non significa negare colpe e responsabilità di massacri compiuti nel corso del suo svolgersi, ma quesi non possono nascondere l’operato di quegli stati che, pur potendolo, non fecero nulla per impedirne lo scoppio.

L’autore si limita al puntiglioso racconto degli eventi situandoli nel loro tempo e citando fatti e circostanze che aprono improvvisamente agli occhi del lettore uno scenario completamente diverso da quello che è stato artificiosamente costruito daivincitori della Seconda Guerra Mondiale. Per il coraggio della verità con cui questo libro si presenta, esso merita tutta l’attenzione del pubblico.

L’AUTORE – Bruno Tomasich è nato a Cesena (FC); ha vissuto a Venezia, Verona, Padova, Napoli (dove si è laureato in Chimica industriale), poi di nuovo in Veneto e infine a Roma, ove ha diretto uno stabilimento di produzione gas tecnici. Nel 2002, ormai in pensione, ha conseguito la sua seconda laurea, questa volta in Scienze biologiche. Ha già pubblicato: “L’altra storia, il confronto”, “Una Repubblica Sociale”, “L’attualità senza memoria”.

RECENSIONE DI GIUSEPPE MINNELLA -

“Questa guerra non fu cagionata da un capriccio di Mussolini nè di Hitler. Questa guerra fa parte della guerra millenaria tra usurai e contadini, fra l’usurocrazia e chiunque fa una giornata di lavoro onesto con le braccia o con l’intelletto”.
Ezra Pound

Quando Ilduce.net è nato, nel lontano 2001, l’obiettivo datoci fu quello di raccontare la storia vera su Benito Mussolini ed il Fascismo. In tutto ciò riesce perfettamente Bruno Tomasich i cui libri (abbiamo già recensito i due volumi de l’Altra storia, una vera enciclopedia sul fascismo e prossimamente ne recensiremo altri) dovrebbero essere adottati come libri di testo nelle scuole italiane.
Piacevolissima la lettura nonostante siano decine le volte in cui l’autore si scusa per la propria parzialità che però non inficia affatto gli eventi storici trattati. (“Posso quindi sbagliarmi e per questo invito alla ricerca storica, purchè essa avvenga senza gli occhiali che, incosciamente, da quasi tre quarti di secolo, ci hanno impedito di conoscere quella verità che, guardata senza pregiudizi, ci farà recuperare la libertà di ripensare alla storia per quella che è stata”).  Le scuse dovrebbero semmai porgerle quei cosiddetti storici che per 70 anni hanno raccontato e continuano a raccontare menzogne! Tomasich non si definisce tale ma dà un contributo alla verità storica di certo paragonabile ad un personaggio del calibro di Renzo De Felice.
In questo volume Tomasich parla dei personaggi, dei fatti e degli avvenimenti che portarono alla seconda guerra mondiale partendo da quel trattato di Versailles troppo punitivo per la Germania ridotta a paese di schiavi ed inaccettabile anche per chi quella guerra l’aveva vinta come l’Italia.
Un trattato che subirà tantissimo l’influenza americana, quello stesso paese che poi abbandonerà il tavolo della pace.
Tomasich ripercorre quindi il periodo tra le due guerre che definisce solo come una tregua temporanea tra le nazioni. In questo intervallo di tempo vengono descritti i tantissimi tentativi mussoliniani di portare la pace duratura tra le nazioni europee. Stabilità che fin dagli anni ’20 è messa a rischio dalle condizioni economiche pessime delle nazioni appena uscite dal conflitto. L’Italia ad esempio avrebbe dovuto ripagare agli Stati Uniti un debito altissimo (2 miliardi di dollari in 62 anni, fino quindi agli anni ’80!) Mussolini riesce però a ridare stabilità economica al paese, raggiungendo il pareggio di bilancio ed abbattendo il debito in pochi anni.
Capisce bene che le condizioni imposte alla Germania avrebbero scatenato un nuovo conflitto e se da un lato interviene più volte per frenarne il riarmo, dall’altro si muove affinchè al popolo tedesco venisse ridata quella libertà di sopravvivere che Francia ed Inghilterra gli negavano.
Le stesse nazioni che accusarono, dopo la guerra, Hitler di razzismo ma che rifiutarono d’inserire nello Statuto della Società delle Nazioni un articolo proposto dal governo giapponese in cui si chiedeva l’uguaglianza di tutte le razze, perchè altrimenti non si sarebbe potuto giustificare l’uso di armi chimiche e di sterminio contro le popolazioni (per loro) incivili potendo così legittimare ad esempio gli stermini atomici di Hiroshima e Nagasaki.

Nell’opera vengono demoliti tanti luoghi comuni tra i quali troviamo quello della guerra d’Etiopia quale presunta causa dello scoppio della seconda guerra mondiale. L’opera di Tomasich è fondamentale per una rilettura storica doverosa: cosa risponderebbero i detrattori del Fascismo sulla colonizzazione dell’Etiopia leggendo nel libro di Tomasich quanto fatto per quel paese quando poco più a sud, in Kenia, colonia inglese, centinaia di migliaia di Kikuyu erano rinchiusi in campi di concentramento nei quali cadevano a migliaia. Tuttociò mentre in Etiopia nascevano le prime riserve naturali ed aree protette: roba che in Africa si sognano pure oggi!
Altro che gas ed armi chimiche mai usate dall’esercito italiano, inventate dalla storiografia straniera e ben accettata dagli infami storici nostrani. Tomasich, che di professione ha fatto il chimico, distrugge le fesserie raccontateci riguardo l’uso dell’iprite in Etiopia.
Egli riscrive la storia e da non storico ci fornisce solo innegabili verità. E di queste l’opera è piena zeppa e vi serviranno per rispondere alla famosa domanda: chi volle la Seconda guerra mondiale? Fu Mussolini? Colui che a Monaco nel 1938, con gli eserciti già in marcia, salva la pace? Fu Hitler le cui richieste furono quelle di riunificare il popolo tedesco sotto un’unica bandiera dopo lo smembramento originato a Versailles? O furono altri?

Terminiamo questa recensione invitando alla lettura del libro tutti coloro che ingannati dalla vulgata storica hanno rifiutato l’approfondimento storico. A loro ed ai pacifisti dedichiamo una frase di Ezra Pound chiudendo la recensione cosi come l’abbiamo aperta:
“I pacifisti che rifiutano di indagare la cause econimiche della guerra fanno causa comune con i venditori d’armi”.

ALCUNI PASSI DEL LIBRO

“Nel periodo in cui si applicavano le sanzioni all’Italia, l’impero britannico si estendeva su un quarto del territorio dell’intero pianeta… I britannici vennero poi in Italia a insegnarci la democrazia”.

“L’America democratica che era entrata nell’alleanza due anni dopo dell’Italia fu in grado di annullare il patto di Londra che aveva condizionato il nostro ingresso nel conflitto e di dettare i 14 punti che non avrebbe poi sottoscritto ma che avrebbero dovuto segnare il destino di Fiume”.

“L’amore del vero mi spinge a scrivere questo libro per diradare l’infame coltre di voluta ignoranza che ha fatto si che gli italiani non conoscessero la propria storia. Se questo fossse avvenuto non assisteremmo alla vile e ignorante nistificazione che vuole rimproverare a Mussolini la responsabilità di guerre coloniali fasciste che furono solo la minima parte del colonialismo italiano dimenticato e la millesima parte della prevaricazione delle potenze democratiche occidentali sui paesi dell’Africa e dell’Asia colonizzati e sfruttati”.

“Caro lettore, ti ho ricordato tanti avvenimenti veramente accaduti da cui trarremo alla fine la logica deduzione, chevgià si può intuire. Verificali uno per uno e vedrai quante ragioni serviranno a ricostruire la nostra storia secondo verità. Non pensare che, dato il tempo passato, ormai questo tardivo riconoscimento sia inutile. Sarà sufficiente, per quella madre che si è spenta nel dolore per il figlio caduto per l’onore, che qualcuno vada a deporre sulla sua tomba una rosa per il suo ragazzo combattente della RSI che altri vorrebbero che fosse morto per nulla.
E noi essere finalmente liberi di gettare quegli occhiali deformati che ci hanno costretti a leggere una storia diversa.
E noi essere liberi di parlare nel poco tempo che ci rimane per non portare con noi, nel silenzio che ci attende, la nostra voce soffocata da troppe menzogne. E liberarla!

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