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"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
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"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

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COSTANZO CIANO
(1876-1939)
Eroe della "Beffa di Buccari", inventore dei mezzi di comunicazione di massa italiani.

 

Nato a Livorno il 30 agosto 1876, Costanzo Ciano entra nell'Accademia Navale della sua città nel 1891 ed è nominato Guardiamarina nel 1896, Sottotenente di Vascello nel 1898, Tenente di Vascello nel 1901.
Esperto di armi subacquee, combatte in Libia e nella Grande guerra, prendendo parte soprattutto alle
azioni dei MAS (di cui è Ispettore dal luglio 1917 al maggio 1919), ed è protagonista della celebre beffa di Buccari con D'Annunzio (10-11 febbraio 1918), divenendo Medaglia d'oro al valor militare e pluridecorato. Nell'agosto del 1915 è Capitano di Corvetta, nel giugno 1917 è promosso Capitano di Fregata. Promosso nell'agosto del 1918 Capitano di Vascello per meriti di guerra, nel maggio del 1919 viene collocato, a sua domanda, tra le forze ausiliarie, per passare all'impiego civile, come Direttore di una compagnia di navigazione di proprietà di Giovanni Agnelli.

Dal 1921, eletto Deputato per il Blocco nazionale, si dedica completamente alla politica, aderendo al Fascismo e divenendone il massimo rappresentante nella città natale. Sottosegretario alla Marina e Commissario alla Marina mercantile nel primo Ministero Mussolini (19 novembre 1922-5 febbraio 1924), cerca di ammodernare la flotta con premi di navigazione e di demolizione e introduce il nuovo Regolamento sulla sicurezza della vita umana in mare.

Nel febbraio 1924 diventa Ministro delle Poste e nel maggio 1924 diventa Ministro delle Comunicazioni, nuovo, grande ed unico dicastero comprendente la Marina Mercantile, le Poste, i Telegrafi e le Ferrovie. Personalità di spicco del Regime, riceve numerosi onori e riconoscimenti: nel luglio 1923 è Contrammiraglio di Divisione, poi Ammiraglio di Divisione; nel 1928 viene insignito dal Re dei titoli di Conte di Cortellazzo e di Buccari; il 24 settembre 1930 è chiamato a far parte del Gran Consiglio del Fascismo; nel 1931 è Ammiraglio di Squadra e nel 1936 Ammiraglio d’Armata. Già nel 1926 Mussolini lo aveva indicato al Re e al Gran Consiglio del Fascismo come suo eventuale successore.
Per oltre un decennio gestisce settori cruciali e sovrintende alla privatizzazione della telefonia urbana e alla riorganizzazione dell'amministrazione ferroviaria, contribuendo in modo decisivo al grande sviluppo strutturale del Regno di quegli anni. Amico del Marchese
Guglielmo Marconi, avvia una pionieristica rete di radiocomunicazioni direttamente gestita dallo Stato, promuove lo sviluppo del dopolavoro ferroviario e, nel 1928, istituisce l'Ente Italiano Audizioni Radiofoniche (EIAR), la futura RAI.

Dal 1934 è presidente della Camera dei Deputati e, per pochi mesi, della nuova Camera dei Fasci e delle Corporazioni (1938).
Morì a Ponte a Moriano in Provincia di Lucca il 26 giugno 1939.



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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