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Indice
D-I |
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Divina
Patria
Un giorno il tambur
lontano rullerà
e le trombe squillino,
trillino, chiamino.
Se poi come un tuon e
cheggerà il cannon
ci troverà ben pronti
per marciar.
Patria nostra tu, divina Patria
sei più preziosa della nostra vita.
Noi darem per te
con un sorriso sulle labbra
come un dono il nostro ben.
Patria nostra tu, divina Patria
se chiami all'armi correremo uniti.
Premio non vogliam
con un sorriso "a noi" premio sarà.
E' bello morir
la Patria per salvar
la bandiera libera,
palpiti, sventoli,
sui monti e sui mar,
è bello guerreggiar
con dei fucili contro il nemico vil.
Patria nostra tu, divina Patria
sei più preziosa della nostra vita.
Noi darem per te
con un sorriso sulle labbra
come un dono il nostro ben.
Patria nostra tu, divina Patria
se chiami all'armi correremo uniti. |
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Duce
A Noi!
Nell'Italia
dei fascisti
anche i bimbi son guerrieri,
siam balilla o moschettieri del regime il baldo fior.
con il Duce qui sul petto,
fa da scudo al nostro affetto
e l'orgoglio accende in cuor.
L'occhio del duce brilla
vivo nei suoi balilla,
siam la scintilla
d'amor che un dì
dal suo cuore usci:
Sì, Sì.
Duce dei tuoi balilla
alta la fede squilla
più dolce nome del tuo non c'è
Duce, Duce per te!
Noi abbiamo un bel moschetto
e l'Italia ce lo diede, moschettieri
l'arma al piede
il destino a preparar.
Se Balilla aveva un sasso
noi scagliamo il nostro cuore
dei piccini maschio ardore,
vuol la Grande Italia fa...
L'occhio del duce brilla...
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Duce
Duce |
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Non
disponibile |
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Faccetta
Nera
Se
tu dall'altipiano guardi il mare,
Moretta che sei schiava fra gli schiavi,
Vedrai come in un sogno tante navi
E un tricolore sventolar per te.
Faccetta nera,
Bell'abissina
Aspetta e spera
Che già l'ora si avvicina!
quando saremo
Insieme a te,
noi ti daremo
Un'altra legge è un altro Re.
La legge nostra è schiavitù d'amore,
il nostro motto è LIBERTÀ e DOVERE,
vendicheremo noi CAMICIE NERE,
Gli eroi caduti liberando te!
Faccetta nera,
Bell'abissina
Aspetta e spera
Che già l'ora si avvicina!
quando saremo
Insieme a te,
noi ti daremo
Un'altra legge è un altro Re.
Faccetta nera, piccola abissina,
ti porteremo a Roma, liberata.
Dal sole nostro tu sarai baciata,
Sarai in Camicia Nera pure tu.
Faccetta nera,
Sarai Romana
La tua bandiera
sarà sol quella italiana!
Noi marceremo
Insieme a te
E sfileremo avanti al DUCE
E avanti al Re!
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Fischia
il Sasso
Fischia
il sasso, il nome squilla.
del ragazzo di Carbonia,
e l'intrepido Balilla
sta gigante nella Storia.
Era bronzo quel mortaio
che nel fango sprofondò
ma il ragazzo fu d'acciaio
e la Madre liberò.
Fiero l'occhio, svelto il passo
chiaro il grido del valore.
Ai nemici in fronte il sasso,
agli amici tutto il cuor.
Fiero l'occhio, svelto il passo
chiaro il viso del valore.
Ai nemici in fronte il sasso,
agli amici tutto il cuor.
Su lupatti, aquilotti!
come sardi tamburini
come siculi picciotti
bruni eroi garibaldini!
Vibra l'anima nel petto
sitibonda di virtù;
freme, Italia, il gagliardetto
e nei fremiti sei Tu!
Fiero l'occhio, svelto il passo...
Siamo nembi di semente,
siamo fiamme di coraggio:
per noi canta la sorgente,
per noi brilla e ride maggio.
Ma se un giorno
la battaglia
agli eroi si estenderà
noi saremo la mitraglia
della Santa Libertà.
Fiero l'occhio, svelto il passo...
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Giovinezza
Salve
o popolo di eroi,
salve o Patria immortale,
son rinati i figli tuoi
con la fede e l'ideale.
Il valor dei tuoi guerrieri
la vision dei tuoi pionieri
la vision dell'Alighieri
oggi brilla in tutti i cuor.
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
nella vita e nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.
E per Benito Mussolini, eja eja alalà.
E per la nostra Patria bella, eja eja alalà.
Dell'Italia nei confini
son rifatti gli Italiani,
li ha rifatti Mussolini
per la guerra di domani
Per la gioia del lavoro
per la pace e per l'alloro
per la gogna di coloro
che la Patria rinnegar.
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
nella vita e nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.
E per Benito Mussolini, eja eja alalà.
E per la nostra Patria bella, eja eja alalà.
I poeti e gli artigiani
i signori e i contadini,
con orgoglio di Italiani
giuran fede a Mussolini.
Non v'è povero quartiere
che non mandi le sue schiere,
che non spieghi le bandiere
del fascismo redentor.
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
nella vita e nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.
E per Benito Mussolini, eja eja alalà.
E per la nostra Patria bella, eja eja alalà.
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Gira
L'elica
E l’aviazione nostra sorella dopo di noi è la più bella,
E gira gira l’elica romba il motor siam paracadutisti si vince o si muor,
gente che non vuol niente che non ha voglia di lavorar,
scendiam giù dal cielo per fare l’amor,
posti nel cimitero per noi non ce n'è,
L’artiglieria arma pesante mira a ponente spara a levante,
E gira gira l’elica romba il motor siam paracadutisti si vince o si muor,
gente che non vuol niente che non ha voglia di lavorar,
Se atterriamo in un campo di spighe tutte le donne ci danno per fighe,
E gira gira l’elica romba il motor siam paracadutisti si vince o si muor,
scendiam giù dal cielo per fare l’amor,
Paracadute disse Tapura se non si apre che il culo dura,
E gira gira l’elica romba il motor siam paracadutisti si vince o si muor,
posti nel cimitero per noi non ce n'è,
E l’aviazione nostra sorella dopo di noi è la più bella,
E gira gira l’elica romba il motor siam paracadutisti si vince o si muor,
gente che non vuol niente che non ha voglia di lavorar,
scendiam giù dal cielo per fare l’amor,
posti nel cimitero per noi non ce n'è,
L’artiglieria arma pesante mira a ponente spara a levante,
E gira gira l’elica romba il motor siam paracadutisti si vince o si muor,
gente che non vuol niente che non ha voglia di lavorar,
Se atterriamo in un campo di spighe tutte le donne ci danno per fighe,
E gira gira l’elica romba il motor siam paracadutisti si vince o si muor,
scendiam giù dal cielo per fare l’amor,
Paracadute disse Tapura se non si apre che il culo dura,
E gira gira l’elica romba il motor siam paracadutisti si vince o si muor,
posti nel cimitero per noi non ce n'è...
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Il
Canto degli Arditi
Mamma
non piangere se c'è l'avanzata,
tuo figlio è forte dall'assallto dei cuor
asciuga il pianto della fidanzata,
chè nell'assalto si vince o si muor.
Avanti Ardito, le Fiamme Nere
son come simbolo delle tue schiere
scavalca i monti, divora il piano
pugnal fra i denti, le bombe a mano.
Fiamme Nere avanguardia di morte,
siam vessillo di lotta e di orror,
siamo l'orgoglio trasformato in coorte,
per difender d'Italia l'onor.
Avanti Ardito, le Fiamme Nere
son come simbolo delle tue schiere
scavalca i monti, divora il piano
pugnal fra i denti, le bombe a mano.
Una stella ci guida, la sorte,
e ci avvincon tre fiamme d'amor,
tre parole di fede e di morte:
il pugnale, la bomba ed il cuor.
Avanti Ardito, le Fiamme Nere
son come simbolo delle tue schiere
scavalca i monti, divora il piano
pugnal fra i denti, le bombe a mano.
L'ardito è bello, l'ardito è forte!
ama le donne, beve il buon vin;
per le sue fiamma color di morte
trema il nemico quando è vicin!
Avanti Ardito, le Fiamme Nere
son come simbolo delle tue schiere
scavalca i monti, divora il piano
pugnal fra i denti, le bombe a mano.
Quante volte fra tenebre folte,
nella notte estraemmo il pugnal
fra trincee e difese sconvolte
dalla mischia cruenta e fatal!
Avanti Ardito, le Fiamme Nere
son come simbolo delle tue schiere
scavalca i monti, divora il piano
pugnal fra i denti, le bombe a mano.
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Il
Canto degli Italiani |
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Non
disponibile |
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Il
Piave
Il
Piave mormorava calmo e placido al passagio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera !
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero
il Piave mormorò: Non passa lo straniero !
Ma in una notte triste si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
poichè il nemico irruppe a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivan a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio dell'onde.
Come in un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: Ritorna lo straniero !
E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora !
No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti !
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l'onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: Indietro va, o straniero !
Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l'ali al vento !
Fu sacro il patto antico e tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti !
Infranse alfin l'italico valore
le forche e l'armi dell'Impiccatore.
Sicure l'Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suolo vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò nè oppressi, nè stranieri. |
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Il
ritorno del Volontario
Mamma
ritorna ancora alla casetta
sulla montagna che mi fu Natale
son pien di gloria amata mia vecchietta
ho combattuto in Africa Orientale.
Asciuga il dolce pianto
ripeti al mondo intero
che il figlio tuo sincero
ha vinto e lotta ancor.
Italia va, con la tua giovinezza
per la maggior grandezza
il Duce sempre a vegliar sarà...
Veglierà il re, gloriosa Patria bella
tu sei la viva stella
che il Duce al Mondo ridonerà
Nella valigia t'ho portato un fiore
io lo raccolsi in mezzo alla battaglia
il suo profumo aspira con amore
se crepitasse ancora la mitraglia.
Bagnato è tutto intorno
del sangue d'un guerriero
che per crear l'Impero
vince e lotta ancor.
Italia va, con la tua giovinezza
per la maggior grandezza
il Duce sempre a vegliar sarà...
Veglierà il re, gloriosa Patria bella
tu sei la viva stella
che il Duce al Mondo ridonerà
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Il
Testamento del Capitano |
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Il
Capitano della compagnia
si l’è ferito e sta per morir..!
E manda a dire ai suoi Alpini
perché lo vengano a ritrovar.
I suoi Alpini ghe manda a dire
che non han scarpe per camminar…
"O con le scarpe o senza scarpe
i miei Alpini li voglio qua …
" Cosa comanda, sior Capitano
che noi adesso semo arrivà …"
E io comando che il mio corpo
in cinque pezzi sia taglià:
il primo pezzo a mia Patria
Il secondo pezzo al Battaglion
Il terzo pezzo alla mia mamma
che si ricordi del suo figliol !
Il quarto pezzo alla mia bella
che si ricordi del suo primo amor!
L’ultimo pezzo alle montagne
che lo fioriscano di rose e fior…! |
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Inno
a Roma
Roma
divina, a Te sul Campidoglio
dove eterno verdeggia il sacro alloro,
a Te nostra fortezza e nostro orgoglio,
ascende il coro.
Salve Dea Roma! Ti sfavilla in fronte
il Sol che nasce sulla nuova storia;
fulgida in arme, all'ultimo orizzonte
sta la Vittoria.
Sole che sorgi libero e giocondo
sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
Maggior di Roma
Per tutto il cielo è un volo di bandiere
e la pace del mondo oggi è latina:
il tricolore canta sul cantiere,
su l'officina.
Madre che doni ai popoli la legge
eterna e pura come il Sol che nasce,
benedici l'aratro antico e il gregge
folto che pasce!
Sole che sorgi libero e giocondo
sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
Maggior di Roma
Benedici il riposo e la fatica
che si rinnova per virtù d'amore,
la giovinezza florida e l'antica
età che muore.
Madre di uomini e di lanosi armenti,
d'opere schiette e di penose scuole,
tornano alle tue case i reggimenti
e sorge il sole.
Sole che sorgi libero e giocondo
sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
Maggior di Roma.
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Inno
dei Carristi
Col
carrarmato noi facciam la guerra
strumento che conosce sol vittoria
che perder fa al nemico la sua boria
che appena appena lo sente avanzar
Col carrarmato noi facciam la guerra
compagine noi siamo d’ardimento
che sorridendo affronta ogni cimento
che se ne frega se poi dovrà morir.
Baldo carrista
lancia al vento del tuo cuore la canzone
nell’impeto di fede e di passione
per la tua Patria, per il Re, per il tuo Duce.
Se canta il cuore
l’accompagna col suo ritmo anche il motore
e dice a chi lo guida nel silenzio:
“Demone rosso, avanti!
Tu sei fra tutti quanti il re dell’ardimento!”
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Inno
dei Giovani Fascisti
Fuoco
di Vesta che fuor dal tempio
irrompe con ali e fiamme la giovinezza va.
Fiaccole ardenti sull'are e sulle tombe
noi siamo le speranze della nuova età.
Duce, Duce chi non saprà morir ?
il giuramento chi mai rinnegherà?
Snuda la spada!
Quando tu lo vuoi, gagliardetti al vento,
tutti verremo a Te!
Armi e bandiere
degli antichi eroi per l'Italia,
o Duce fa balenare al sol!
Va, la vita va
con sè ci porta e ci promette l'avvenir.
Una maschia gioventù con
romana volontà combatterà.
Verrà, quel dì verrà
che la gran madre degli eroi
ci chiamerà.
Per il Duce,
o Patria, per il Re a noi!
Ti darem gloria
e impero in oltre mar.
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Inno
degli Universitari Fascisti
Siamo
fiaccole di vita,
siamo l'eterna gioventù
che conquista l'avvenir
di ferro armata e di pensier.
Per le vie del nuovo Impero
che si dilungano nel mar,
marceremo come il Duce vuole,
dove Roma già passò.
Bocche di porpora ridenti,
date amor, date amor,
e noi domani a tutti i venti
daremo il tricolor.
O nude stanze,
fredde, squallide nell'ora di studiar,
dove speranze,
sogni, canti pur ci vengono a trovar,
a noi veglianti
sui volumi d'ogni scienza e d'ogni età,
il dover gridi: "Per l'Italia e per il Duce
eja, eja, eja, alalà!"
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INNO
DELLA VECCHIA GUARDIA
Del Fascismo noi siamo
gli squadristi e lo gridiamo,
non temiam neppur la morte
per l’Italia bella e forte.
Lo giuriamo con fermezza
e cantando “Giovinezza”
di morire per il Duce,
che all’Impero dette luce.
Vecchia Guardia sempre “A Noi”,
nostro grido di battaglia,
se il Duce grida “A Noi” piglieremo la mitraglia.
Tutti uniti noi saremo e diritto tireremo,
scriveremo nella storia molte pagine di gloria.
“Me ne
frego” noi gridiamo,
col pugnale nella mano.
Puniremo il traditore
del Fascismo redentore.
Tutti siam per il cimento,
con le fiamme alzate al vento.
È lo spirito dei morti,
che ci guida e ci tien forti.
Vecchia Guardia sempre “A Noi”,
nostro grido di battaglia,
se il Duce grida “A Noi” piglieremo la mitraglia.
Tutti uniti noi saremo e diritto tireremo,
scriveremo nella storia molte pagine di gloria.
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INNO
DELLA Xª FLOTTIGLIA MAS
Quando
pareva vinta Roma antica sorse invitta la decima legione
vinse sul campo il barbaro
nemico
Roma riebbe pace con onore.
Quando l'ignobile otto di settembre abbandonò la patria al
traditore
sorse dal mare la decima flottiglia e prese l'aria al grido
dell'onore.
Decima flottiglia nostra che beffasti l'Inghilterra
vittoriosa ad Alessandria Malta Sudan e Gibilterra
vittoriosa già sul mare ora pure sulla terra vincerai.
Navi Italia che ci foste tolte non in battaglia ma col tradimento
nostri fratelli prigionieri o morti noi vi facciamo questo
giuramento.
Noi vi giuriamo che ritorneremo li dove Dio volle il tricolore
noi vi giuriamo che combatteremo fin quando avremo pace con onore .
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