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Discorsi ai Fascisti di Roma e Napoli 1931

Roma – 6 Settembre 1931

“Voi meritate il mio elogio. Da un punto all’altro d’Italia avete marciato rapidamente con il vostro stile e in ordine perfetto. Vi siete presentati e avete sfilato in modo superbo. Con lo stesso ordine riguadagnerete le vostre sedi, portando nel cuore il ricordo incancellabile di questa trionfale vostra giornata romana. (applausi). Vi ho chiamati fasci di combattimento, dunque il combattimento mai lo dovete temere. La rivoluzione fascista è circondata da un mondo di nemici. Voi vi preparerete a combatterli dovunque e senza tregua (duce, duce). Voglio dirvi ancora che, prima di raggiungere i posti di comando, i giovani fascisti devono servire fedelmente e in silenzio nei posti dell’obbedienza. Cosi farete la gloria del re e la potenza della Patria.

Napoli – 25 Ottobre 1931

Non sono pochi oggi nel mondo coloro che affrontano i problemi della ricostruzione europea dal nostro punto di vista. Sono passati nove anni da quando l’Italia fascista a Londra pose il problema delle riparazioni e dei debiti nei termini che oggi sono all’ordine del giorno. E come si può parlare di ricostruzione europea se non verranno modificate alcune clausole di alcuni trattati di pace (applausi) che hanno spinto interi popoli sull’orlo del disastro materiale e della disperazione morale? E quanto tempo dovrà passare ancora per convincersi che nell’apparato economico del mondo contemporaneo c’è qualcosa che si è incagliato e forse spezzato? (Applausi). Queste sono direttive precise con le quali si serve la vera pace, la quale non può essere dissociata dalla giustizia, altrimenti è un protocollo dettato dalla vendetta, dal rancore o dalla paura (Applausi). La crisi mondiale, che non è più solamente economica ma è ormai soprattutto spirituale e morale, non ci deve fermare in uno stato di abulia e di inerzia. Tanto maggiori sono gli ostacoli e tanto più precisa e diritta deve essere la nostra volontà di superarli. (Applausi). Popolo napoletano, camicie nere di Napoli e della Campania, a chi i più alti doveri nell’Italia Fascista? ( A noi!)

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