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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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Littoria,
18 ottobre 1932
Littoria,
l'odierna Latina fu fondata proprio durante il regime fascista sui
territori laziali bonificati. Il comune di Latina viene inaugurato proprio
da Benito Mussolini il 18 ottobre 1932 con il seguente discorso che tiene
davanti alla futura popolazione della città laziale.
Oggi
è una grande giornata per la rivoluzione delle camicie nere, è una
giornata fausta per l’Agro pontino, è una giornata gloriosa nella
storia della nazione. Quello che fu invano tentato durante il passato di
25 secoli oggi noi stiamo traducendo in una realtà vivente. Sarebbe
questo il momento per essere orgogliosi, no noi siamo soltanto un poco
commossi, Coloro che hanno vissuto le grandi e tragiche giornate della
guerra vittoriosa, passando davanti ai nomi che ricordano il Grappa, il
Carso, l’Isonzo, il Piave, sentivano nel loro cuore tumultuare i vecchi
ricordi e le grandi nostalgie. Noi oggi con l’inaugurazione ufficiale
del nuovo comune di Littoria, consideriamo compiuta la prima tappa del
nostro cammino (applausi), abbiamo cioè vinto la nostra prima battaglia.
Ma noi, noi siamo fascisti, quindi più che guardare al passato siamo
sempre intenti verso il futuro. Finchè tutte le battaglie non siano vinte
non si può dire che tutta la guerra sia vittoriosa. Solo quando, accanto
alle 500 case oggi costruite ne siano tolte le altre 4.500, quando accanto
ai 10 mila abitatori attuali si aggiungeranno i 50 mila che noi ci
ripromettiamo di far vivere in quelle che furono le paludi pontine, solo
allora potremo lanciare alla nazione il bollettino della vittoria
definitiva. Ma noi non saremmo partiti se già sin da questo momento non
precisassimo, con la esattezza che è nel nostro costume, con la energia
fredda e spietata che è nel nostro temperamento, quelle che saranno le
tappe future, e cioè: il 29 ottobre 1933 si inaugureranno le altre 981
case coloniche, il 21 aprile del 1934 si inaugurerà il nuovo comune di
Sabaudia. Vi prego di notare queste date: il 28 ottobre del 1935 si
inaugurerà il terzo comune di Pontinia. A quell’epoca, per quella data,
noi probabilmente avremmo toccato la meta e realizzato tutto il nostro
piano di lavoro. Sarà forse opportuno di ricordare che una volta per
trovare della terra da lavoro occorreva valicare le Alpi e attraversare
l’Oceano. Oggi la terra è qui , a mezz’ora soltanto di distanza dalla
capitale. E qui che noi abbiamo conquistato nuove provincie, è qui che
abbiamo condotte delle vere e proprie operazione di guerra. E’ questa la
guerra che noi preferiamo. Ma occorre che tutti ci lascino intenti al
nostro lavoro che non si vuole che noi applichiamo in altro campo quella
stessa energia, quello stesso metodo. Ora la nuova vita di Littoria
comincia, io sono sicuro che i coloni qui giunti saranno contenti di
lavorare, anche perché hanno in vista tra 10 o 15 o 20 anni, il possesso
definitivo del loro podere. Comunque io dico a questi contadini, a questi
rurali che sono particolarmente vicini al mio spirito che essi non devono
scoraggiarsi delle difficoltà che possono incontrare, devono guardare a
questa torre che è un simbolo della potenza fascista, guardarla in tutti
i momenti, perché convergendo a questa torre troveranno sempre un aiuto,
un conforto e la giustizia.
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