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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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Cari amici, sostenitori e lettori de Ilduce.net,
dopo diversi mesi di assenza, di problemi vari, di impegni politici
torna, finalmente, l'aggiornamento de Ilduce.net
Qualcuno forse pensava che avessimo già mollato ma giunti a pochi
giorni dal 9° anniversario dalla nascita di questo portale
(29 marzo) sulla storia del Duce e del Fascismo, ritorniamo invece
in carreggiata più entusiasti che mai e con quella "fame" di storia
che da sempre ci contraddistingue.
Mentre vi scrivo ci troviamo alla vigilia delle elezioni
regionali nell'Italia del caos e dell'illegalità diffusa.
Un'Italia sfortunatamente antifascista, in quanto nell'Italia del
"ventennio" certe cose non sarebbero mai potute accadere, circondata
da inchieste su appalti e scandali della Protezione Civile, corsi e
ricorsi per liste e firme false per le elezioni, decreti e veri e
propri tentativi di golpe al buonsenso, all'onestà, alla
"democrazia" (se con tale termine possiamo definire
l'attuale metodo di gestione del potere in Italia).
Non scrivo per descrivere il mio disgusto riguardo al Partito Dei
Lacchè, libertà è un termine che nella politica italiana
davvero non può essere usato dai soldatini di Montecitorio e
Palazzo Madama, ma per descrivere oggi la mia vergogna di essere,
non un italiano in senso stretto, ma un italiano degli anni 2000!
Un paese in cui le catastrofi sono da molti desiderate,
invocate, attese impazientemente per riempire le proprie tasche di
denaro sporco del sangue di uomini, donne e bambini!
E allora a quei giornalisti come Rizzo e Stella che si permettono di
fare tanto i saputelli scoperchiando la pentola degli scandali e
degli sprechi moderni noi chiediamo.... perchè i confronti nei
vostri libri inchiesta non li fate con il regime fascista?
Parlando di catastrofi, della buffonata mediatica che da mesi ormai
coinvolge L'Aquila e dintorni, vogliamo portare a conoscenza dei
nostri lettori gli eventi riguardanti il sisma che avvenne in
Irpinia la notte del 23 luglio 1930 che rase al suolo interi
paesi (pot. 6,5 gradi scala Richter).
Lo stesso è da non confondersi con il terremoto (pot. 6° grado scala
Richter) che investì la stessa zona 50 anni dopo nel 1980 e del
quale ancora esistono le baracche con relativi abitanti.
Diciamo agli italiani, cari Rizzo, Stella, governanti vari e
marionette della Tv che in quel caso a Mussolini e al suo ministro
dei lavori pubblici Araldo di Crollalanza bastarono pochi mesi per
rimettere su interi paesi e con un ordine, stile, architettura del
tutto diverso dalle bidonville e dalle case giocattolo che si stanno
costruendo in Abruzzo. Pochissimi mesi e soprattutto ottanta
lontanissimi anni fa quando non c'erano sicuramente gli strumenti
tecnologici attuali.
Fu così che prima della fine dell'anno con oltre 5 mila abitazioni
riparate e 4 mila interamente di nuova costruzione tutti i cittadini
italiani poterono tornare nella loro abitazioni.
La stessa zona venne colpita cinquanta anni dopo da un altro
tremendo sisma: non una delle palazzine fasciste venne giù
ma la cosa più buffa, ripensando all'Italia attuale, fu che l'allora
ministro dei lavori pubblici riconsegnò a Mussolini 500 mila lire
per così dire... avanzate.
Ebbe quindi a dire Mussolini al suo ministro: "Eccellenza Di
Crollalanza, lo Stato italiano La ringrazia non per aver ricostruito
in pochi mesi perché era Suo preciso dovere, ma la ringrazia per
aver fatto risparmiare all’erario 500 mila lire".
Pensa a questo italiano di oggi, arrossisci, vergognati.
Loro continueranno a mangiare sulle tua morte e quella dei tuoi
cari.
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Giuseppe Minnella
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