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"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
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"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

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Riflessioni controcorrente sulla festa del 25 Aprile

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Cari amici, sostenitori e lettori de Ilduce.net,
 

Francamente non ho mai capito cosa ci sia da festeggiare il 25 Aprile: a scuola era una ricorrenza che tutti aspettavamo in quanto rappresentava un giorno di vacanza ma nulla di più. Mai fatto nulla per ricordare una festa derivante da una guerra dalla quale uscivamo sconfitti e umiliati da una parte e traditori dall'altra! Era comunque un giorno di festa e i nostri interrogativi di bambini nascevano e morivano lì quasi subito.
In Italia nessuno sente propria questa festa tranne quella parte di mondo politico e istituzionale che da 65 anni specula sulle morti di tanti giovani, padri di famiglia, civili e che su questi morti ha costruito ponti di carta, ne ha umiliato il ricordo, da una parte e dell'altra, e ancora oggi organizza manifestazioni piene zeppe di inutile retorica e prive di qualsivoglia contenuto utile alla riflessione.
Il termine "Liberazione" e la data del 25 Aprile hanno ben poco in comune: rappresenta semmai la data in cui l'Italia ha cessato di essere uno Stato sovrano e indipendente (Oltre 100 le basi Usa ancora in Italia). Si può infatti definire "libero" un paese che liberato dai tedeschi viene occupato da americani, inglesi, francesi, australiani, neozelandesi, indiani financhè marocchini?
Ad una occupazione ne è seguita un'altra: e se le cose fossero andate diversamente, ovvero i tedeschi avessero miracolosamente rigettato a mare fino all'ultimo soldato alleato oggi festeggeremmo un'altra liberazione ma di segno opposto? Il nostro giudizio muterebbe ben poco.
Il nostro è un Paese molto strano in cui gli oltre 20 milioni di tesserati al partito fascista, costretti o meno, scompaiono tanto velocemente quanto il centinaio di migliaia di partigiani diviene dieci volte tanto dal 25 al 30 Aprile 1945.
La realtà cari lettori è che questo Paese ha terminato di essere libero il 25 Luglio 1943 abdicando in toto e cedendo la propria sovranità l'8 Settembre dello stesso anno. La Repubblica Sociale al centro-nord, lo Stato savoiardo al centro-sud, la Repubblica Italiana nel 1948 (con i brogli che interessarono il referendum Monarchia-Repubblica) rappresentano quanto scaturito dalla volontà dei Paesi occupanti. E anche quando si è tentato di divenire indipendenti in settori strategici, l'energia per esempio con Enrico Mattei, ci è stato impedito. Di tale disastro politico più che militare, l'Italia non si è mai più ripresa: la Germania e il Giappone hanno perso la guerra con gli Anglo-Americani e i Russi; l'Italia l'ha persa con tutti e con essa anche l'onore.
Questo non vuole essere un articolo politico; in Italia abbiamo già tanti politici che si occupano di storia; il sottoscritto ha invece fatto il percorso inverso e pertanto ha forse, presuntuosamente, più diritto di tanti altri colleghi a discernere con competenza l'argomento.
 

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