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ETTORE
TOLOMEI
(1865-1952)
"Il
Redentore dell'Alto Adige"
Il
Conte Ettore Tolomei nacque a Rovereto, in Provincia di Trento,
allora austriaco, il 16 agosto 1865 dal Conte Tolomeo e la Contessa
Olimpia. Giovinotto, si appassiona a Garibaldi e diventa
irredentista. Laureatosi, diventa giornalista e Professore,
cominciando a scrivere su giornali e riviste articoli contro
l'Austria che destano i sospetti delle autorità; perciò si allontana
spesso dal Trentino e cerca di ottenere consensi per le sue idee a
Roma.
Già allora ebbe un’idea chiara e
precisa: il confine d'Italia dev'essere spostato al Brennero. Nel
1904, compiendo un'escursione in Valle Aurina sale il Glockenkarkopf,
alto 2912 metri, sullo spartiacque fra l’Alto Adige ed il
Salisburghese, scolpisce nella roccia la parola “Italia” e
ribattezza il monte con il nome con cui è noto anche oggi: Vetta
d'Italia. Per Tolomei la Vetta d'Italia dovrà diventare il punto più
a nord della penisola. Il fine politico di Tolomei sarà, da questo
momento in avanti, quello di impegnarsi con tutte le forze, senza
risparmio di mezzi, per far giungere il confine d'Italia allo
spartiacque alpino.
Nel 1906, anno in cui si
trasferisce a Gleno di Montagna nel bolzanino, Tolomei fonda a
Trento il suo “Archivio per l'Alto Adige con Ampezzo e Livinallongo”,
un periodico su cui egli pubblica sempre nuovi articoli con i quali
cerca di rivendicare il diritto dell'Italia sull’allora Sudtirolo.
Sull'Archivio, Tolomei sviluppa la predetta teoria dello
spartiacque, secondo la quale il confine fra l'Italia e l'Austria
deve essere spostato al Brennero, perché su quel passo c'è lo
spartiacque fra il Mediterraneo ed il Mar Nero, confine naturale
voluto da Dio. Sull'Archivio Tolomei comincia ad italianizzare la
toponomastica alloglotta, trasformandola nella futura toponomastica
altoatesina, coniando oltre 8.000 toponimi. Sull'Archivio egli
sollecita in seguito l’italianizzazione dei cognomi germanizzati.
Con la Grande Guerra è il momento
di agire e Tolomei si reca alla conferenza di pace di Saint Germain
dell’aprile 1919, ottenendo il ruolo di Consigliere del
Capo-delegazione Vittorio Emanuele Orlando per l’Alto Adige. Riesce
così brillantemente ad ottenere: che in Alto Adige non si tenga
alcun plebiscito; che il Sudtirolo venga annesso al Regno col nuovo
nome, di origine napoleonica, di Alto Adige; che non sia concessa
alle minoranze alloglotte alcuna tutela internazionale né alcuna
autonomia; che il confine sia spostato al Brennero. Ciò è
ufficialmente ottenuto con la firma del trattato di pace appunto di
Saint Germain il 10 settembre 1919. Il Trentino (Provincia di
Trento) e l’Alto Adige (Provincia di Bolzano) formano così la nuova
regione geografica della Venezia Tridentina.
Tolomei poté vantarsi di un
eccezionale successo politico, presentandosi sul suo Archivio come
“padre del confine al Brennero”. Per le sue eminenti benemerenze
verso la Patria, il Re lo nominò Senatore del Regno il 1° marzo
1923.
Iscritto al PNF sin dal
1° marzo 1921, diventa il principale esponente del Fascio bolzanino.
In tale veste si adopera strenuamente per l’Italianizzazione
dell’Alto Adige. ‘E tra i promotori dell’innalzamento del monumento
alla Vittoria presso il ponte Talvera, a Bolzano.
Nel giugno 1923 organizza
l’occupazione del Municipio di Bolzano e la deposizione dell’ultimo
borgomastro tedesco, Julius Perathoner.
Il 15 luglio 1923, con un
memorabile discorso al Teatro Civico di Bolzano, iniziato con un
entusiastico “Camerati fascisti! Spunta l'alba radiosa di una nuova
epoca, oggi inizia a Bolzano l’Era Fascista”, si fa promotore di un
manifesto per l’Italianizzazione dell’Alto Adige in 32 punti,
riassumibili come di seguito: proibizione dell’uso ufficiale del
tedesco; Italiano unica lingua ufficiale; chiusura delle scuole
tedesche; scioglimento dei partiti tedeschi; trasferimento degli
impiegati allogeni; italianizzazione totale della toponomastica
alloglotta, comprensiva di cognomi, strade e vie; soppressione dei
giornali tedeschi. L’opera di sradicamento del germanesimo è seguita
costantemente dal Governo centrale e dal Duce in prima persona.
Bolzano contava allora 40.000
abitanti, in maggioranza tedeschi. Tolomei si prefisse di ingrandire
la città con l’obiettivo di raggiungere i 100.000 abitanti,
favorendo l’immigrazione di Italiani provenienti dalle altre
Province. Nell'estate 1935 inizia la costruzione di un’ampia zona
industriale presso i prati di Agruzzo; contemporaneamente a
sud-ovest della città sorgono nuovi quartieri organizzatissimi, con
caseggiati, scuole, chiese, istituzioni sociali. Quando le prime
fabbriche cominciano a funzionare, arriva anche la prima ondata di
immigrati; nel 1936 sono circa 4.000, nel 1937 quasi 8.000. Bolzano
diventa così una grande città più marcatamente Italiana.
Alla fine degli anni trenta
Tolomei ha un grande ruolo nel celeberrimo accordo Mussolini-Hitler
sulla questione altoatesina: si tratta delle “opzioni”, ovvero la
migrazione volontaria nel Grande Reich Germanico dei sudtirolesi
tedeschi e ladini che sceglieranno la cittadinanza tedesca. Tale
soluzione ebbe un precursore nell’irredentista Adriano
Colocci-Vespucci, che già prima della Grande Guerra disse a Tolomei:
“La soluzione migliore per risolvere il problema della minoranza in
Alto Adige è quella di ricacciare in massa i tedeschi oltre il
Brennero”.
Tolomei è entusiasta della
situazione: ormai lo scopo è totalmente raggiunto. Grazie a
Mussolini e Hitler la questione altoatesina sta giungendo a
soluzione. Egli scrive nel suo Archivio: “Il trattato fra Roma e
Berlino sul trasferimento dei sudtirolesi nel Reich Germanico è
qualcosa di meraviglioso, la cosa più grande che sia stata
intrapresa dalla Guerra in qua per l'assimilazione dell'Alto Adige”.
In questo periodo accresce anche la sua attività parlamentare,
divenendo Membro della Commissione dell'Educazione Nazionale e della
Cultura Popolare (17 aprile 1939-14 novembre 1940) e Membro della
Commissione degli Affari Esteri, degli scambi commerciali e della
legislazione doganale (14 novembre 1940-5 agosto 1943).
Tuttavia non si riuscirà a
completare la ratifica delle “opzioni”: giunge il II conflitto
mondiale, che travolge ogni desiderio ed ogni speranza. Tolomei,
distrutto dagli eventi, si ritira a Roma, dove morirà il 25 maggio
1952.
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