|
IL FASCISMO E L'ODIERNA DEMOCRAZIA:
un confronto impossibile
di Vincenzo Ballerino
Per questo articolo ho voluto prendere spunto da un saggio trovato
in rete. Questo bellissimo saggio il cui titolo é, “i
danni” del Fascismo
(dove la parola “danni” é ovviamente del tutto ironica) é stato
scritto da Alessandro Mezzano.
Spero che, se mai Alessandro leggerá questo articolo, voglia
considerare l’uso che faccio qui dei suoi scritti, un sincero
tributo alla sua professionalitá e alla sua competenza.
Come si è visto
e come è inconfutabilmente dimostrato dai fatti, il
Fascismo
ha lasciato dietro di se una mole di Opere, Leggi e Riforme che sono
oggettivamente un monumento perenne alla sua efficienza, alla
originalità del suo progetto sociale e politico ed alla sostanziale
integrità morale del suo Duce, Benito Mussolini e della stragrande
maggioranza della sua classe dirigente.
Leggi e Riforme che furono la realizzazione concreta del basilare
concetto sociale espresso da Benito Mussolini: "...andare
verso il Popolo".
Ad
ulteriore testimonianza della natura sociale del Fascismo, della sua
ansia di sanare le ingiustizie e di riportare nel criterio della
conduzione dello Stato il concetto di equità sociale, è il fatto che
le più importanti Leggi Sociali, (alcune delle quali verranno
adottate persino dalla Amministrazione Roosevelt negli anni ’30,
periodo della grande depressione americana) anche se poi integrate e
perfezionate in seguito, furono promulgate negli anni 1923 e 1924 e
cioè immediatamente dopo l'ascesa al potere che seguì alla
Marcia su Roma, del 28 Ottobre 1922.
I contestatori gli addebitano, a sua condanna, la mancanza di
democrazia, le leggi razziali e l'intervento nella guerra 1940
-1945; è sintomatico che nemmeno i più accaniti antifascisti siano
mai riusciti (nonostante i vari tentativi) a condannare la politica
sociale ed economica del Fascismo, né tantomeno la gestione della
cosa pubblica; quanti governi di destra, di centro o di sinistra di
questa miserabile e grottesca repubblica resistenziale possono dire
altrettanto?
Assolutamente nessuno!
Non dovrebbe questa essere la sede deputata ad esaminare con
obiettività e completezza le tre accuse di natura squisitamente
politica ed ideologica, che comunque ritengo, piú che opinabili,
quantomeno nei termini in cui sono state sempre poste, per cui in
questa trattazione mi limito a dare il mio parere, che é peró, in
eventuale confronto dispone del supporto da autorevoli affermazioni
di personaggi di notevole rilievo storico e culturale.
In realtá la sede naturale per tali analisi dovrebbe essere quella
storica ma purtroppo, a causa della condotta piú che discutibile di
non pochi storici, in questo preciso ambito, tutta la storiografia
ha perso pesantemente gli elementi basilari della sua autorevolezza
e della sua credibilitá, e ció perché molti di loro non hanno saputo
o meglio, non hanno “VOLUTO”
rimanere imparziali, come era doveroso che fosse. Allora, per
parlare di Storia cosa facciamo!? ...Aspettiamo uno o due secoli per
far si che gli avvenimenti vengano “decantati” dai pregiudizi
ideologici e dagli interessi contingenti? … Certo che no!
Per cui, in mancanza di una storiografia credibile, assume rilevante
importanza l’opera fatta dagli appassionati di storia, i cosiddetti
ricercatori “fai da te” i quali, mossi da un irrefrenabile volontá
di conoscere “la veritá” si cimentano in tali compiti.
Come dicevamo, gli elementi per i quali il Fascismo viene ancora
oggi fortemente avversato sono:
1°. Mancanza di Democrazia:
Va ricordato che il Fascismo non prese il potere con la forza,
mentre la deriva totalitaria fu la conseguenza del delitto
Matteotti, (il primo grande tentativo di abbattere il Fascismo,
perché Mussolini voleva con se al governo, proprio i socialisti)
oltre che di una situazione politica e sociale che a fatica tentava
di uscire da una condizione sociale, che negli anni precedenti era
stata alquanto catastrofica.
In
quel momento era strettamente necessario stringere il pugno per
evitare che forze politiche (ed occulte) riuscissero a disgregare il
giá debole tessuto sociale nazionale. Nonostante tutto il vero
obiettivo del Fascismo era quello di creare la “vera democrazia”,
infatti lo “Stato Sociale-Corporativo, che era alla base del suo
programma politico, malgrado la forte opposizione della casta
aristocratica e capitalista, andó avanti. Il Fascismo riuscì, anche
se non appieno, nel suo intento (legge dello Stato Fascista
Repubblicano del Gennaio 1944). Purtroppo viste le molteplici
contingenze estremamente negative, il popolo Italiano non riuscì ad
“Assaporare” la vera democrazia, che è la
Democrazia del Lavoro”!
Comunque, a parte la blandizia della repressione dell'antifascismo
dell'epoca (molto modesta sia quantitativamente che
qualitativamente), si consideri quanto e quale sia oggi l’effettivo
potere del popolo e quanto sia eufemistico parlare di "Sovranità
popolare"
e si vedrà che in pratica, oggi il popolo è più, quanto crede di
comandare che quanto realmente comandi, mentre il potere vero è
nelle mani di chi ha i mezzi economici per condizionare la pubblica
opinione, i Partiti, la "Cultura", i Media e non davvero per
ultime, le istituzioni. (Un esempio per tutti, gli innumerevoli
"Referendum" disattesi dai governi, che hanno addirittura legiferato
in modo contrario al responso popolare). La libertà di parola è del
tutto insignificante tant’é che non riesce ad influire minimamente
sulle scelte dei governi, mentre quella di pensiero, nella pratica è
addirittura negata dalla costituzione. In realtá il popolo
possiede la libertá finché essa è inutile, mentre la perde quando
potrebbe servirsene in modo efficace. Una libertà inutile o per
meglio dire, una "non libertà". Oggi le uniche "libertà" che
abbiamo sono quelle di essere una colonia Americana o piú in
generale di qualsiasi altro Stato, la "libertà" di votare candidati
scelti dai centri di potere economici e politici che fanno gli
interessi dei loro Clan e non quello dei Cittadini, la "libertà" di
bucarsi, di morire ammazzati per strada o in altri luoghi, senza
ricevere mai giustizia, di essere praticamente ammazzati da una
lobby farmaceutica che stabilisce se è nei suoi interessi curare una
malattia o nascondere (o vietare) studi medici che metterebbero a
rischio il suo arricchimento. Poi c’é la libertá di delinquere senza
il timore di pene giuste e certe...anche perché un condono,
da destra o da sinistra, prima o poi viene sempre ad aggiustare le
malefatte degli "amici
degli amici"..!).
Beh , non c’è che dire… tutte libertà veramente appaganti!
Allora le cose erano chiare: il potere era nelle mani del Stato
Fascista, con la stragrande maggioranza dei consensi e quindi in
qualche modo consono ai principi democratici mentre oggi, in quasi
tutte le democrazie (aggettivo improprio) del mondo, per essere
eletti si deve disporre di molto denaro e quindi il potere si “compra”,
realizzando una democrazia che è a dir poco fasulla o, come
correttamente si diceva allora... una "Plutocrazia".
Un'ultima considerazione sull'argomento: si valutino le repressioni
e la restrizione della libertà attuate dai governi, democratici e
non, avvenute in quel periodo, o anche oggi nel resto del mondo, dai
gulag Russi e di tutto l'universo comunista, a cui si ispirò per
molti anni il mondo politico della sinistra Italiana e che oggi non
se ne vergogna affatto; al Maccartismo USA, al durissimo ed inumano
colonialismo Inglese e Francese o anche, all'attuale repressione che
vediamo applicata in Cina, in Tibet, a Cuba, in Korea del Nord ed in
altri Paesi comunisti, e si vedrà che, nel quotidiano della vita dei
cittadini, mettendo in debito conto le enormi differenze di epoca,
le condizioni di vita nell'Italia Fascista erano davvero
superlative!
2°. Leggi Razziali:
Per quanto possa sembrare che questo sia il "tallone d'Achille" del
Fascismo, ci sono alcuni elementi che ne legittimano ampiamente la
promulgazione.
Una delle principali forze scatenanti della 2a guerra
mondiale fu certamente quella riconducibile agli interessi dei
grandi centri di potere economico degli USA e dell'Inghilterra dove
grandissima parte del potere finanziario era (ed è) in mano agli
ebrei che, in tutto il mondo si sono sempre sentiti solidali prima
di tutto tra di loro e solo secondariamente con il loro Paese (come
si può vedere ancor meglio oggi con l'atteggiamento dell'ebraismo
mondiale nel conflitto Arabo-Israeliano).
Nonostante
ciò, non fu mai nelle corde del Fascismo il motivo razziale, come
testimoniano i molti squadristi ebrei e i moltissimi di loro che
aderirono al Partito Nazionale Fascista e a quelli presenti tra le
Forze Armate della R.S.I., e come altresí dimostra la vera e propria
"ostilitá" ( per ordine di Mussolini) dei comandi Italiani a
collaborare con i Tedeschi nel ricercare ed arrestare gli ebrei, sia
prima che dopo l'8 Settembre ‘43. Dopo tale data caduto Mussolini,
per unica colpa della vile monarchia badogliana e antifascista,
l’Italia venne a trovarsi priva di qualsiasi autoritá e di
conseguenza in una condizione di evidente impossibilitá ad impedire
i primi rastrellamenti di ebrei italiani da parte delle truppe
tedesche (come risulta anche da attestazioni di molti autori ebrei)
rastrellamenti che, per diretto e immediato intervento di
Mussolini,
verranno rapidamente sospesi con l’assunzione di autoritá della
Repubblica Sociale Italiana.
Semmai, la discriminante delle Leggi razziali fu prettamente
“politica” e venne promulgata per il pericolo, in tempo di guerra o
nella sua imminenza (e nel 1938 la guerra era alle porte), di
connivenza con il nemico degli ebrei Italiani, nell'ambito
dell'internazionalismo apolide dell'alta finanza in mano ai
potentati Ebraico-sionisti e internazionalisti di tutto il mondo.
La dicitura “razziali” ebbe il solo scopo di tenere a bada Hitler,
mantenendo gli ebrei italiani sotto il controllo delle autorità
italiane.
Il Fascismo istituì alcuni campi di internamento (allo stesso modo
di come fecero tutti i belligeranti che avevano cittadini dei paesi
nemici all’interno dei loro territori. Es., l’America costituì campi
di concentramento dove internare i cittadini Italiani, Tedeschi e
Giapponesi ivi residenti) appunto per scongiurare i pericoli
derivanti da cittadini considerati nemici e, nel caso italiano in
quanto, i massimi rappresentanti dell’ebraismo mondiale avevano
dichiarato guerra (in senso finanziario) all’Italia. Un solo campo
ricadeva in territorio Italiano, quello della "Risiera
di San Sabba",
a Trieste, istituito dai Tedeschi dopo l'8 Settembre 43, ed é stato
inconfutabilmente provato che si trattava di un campo di “permanenza
temporanea”. Purtroppo il Governo Fascista non potè fare nulla per
impedirlo, pena “ il rendere palese” la vera intenzione
dell’Italia di salvare quanti piú cittadini ebrei era possibile).
Tuttavia i media, sotto la pressione di un antifascismo malvagio e
mistificatorio ripetono con instancabile pervicacia che le leggi
razziali furono la dimostrazione del razzismo fascista.
Un'ultima annotazione: se si vuole trattare l'argomento, perché non
formulare un giudizio anche sulle Nazioni e sui regimi che, senza
promulgare leggi razziali, e quindi nella più assoluta illegalità
formale, operarono orrendi massacri etnici contro popoli e razze? Mi
riferisco in primo luogo agli enormi massacri compiuti dal comunismo
sovietico, sia quello leninista che quello stalinista, al massacro
degli indiani d’America operato dal nascente governo degli Stati
Uniti, al massacro degli Armeni operato dalla Turchia tramite i
Kurdi, al massacro del popolo e della civiltà Tibetana operata dalla
Cina Comunista, al massacro di Palestinesi operato da Israele, che
da oltre sessanta anni ormai attua uno sterminio silenzioso e
sistematico, nel piú vile e meschino silenzio di una comunitá
internazionale succube anch’essa del potere ebraico-sionista; al
massacro di Bosniaci da parte dei Serbi e di Serbi da parte di
Bosniaci, ecc. ecc. ecc.
Eppure, smentendo allegramente se stessa, non mi sembra che oggi la
comunità internazionale che con grottesca arroganza si definisce “civile
e democratica”, abbia alcuna remora a trattare e addirittura a
difendere (é il caso di Israele) i suddetti massacratori, e che
nessuno nei consessi internazionali, trovi il coraggio di addebitare
loro tali crimini.
3. Intervento nella guerra 1940 – ‘45:
Non mi pare che l'artefice della guerra fu
Benito Mussolini
anzi, è provato che egli fece di tutto per evitarla, come é ormai
provato che le dirette responsabilità nello scatenamento della
guerra sono da addebitare unicamente all'imperialismo economico
dell'Impero Britannico,
di quello degli USA
e
all'imperialismo ideologico della Russia di Stalin
che si opponevano ad una Germania che voleva solo uscire
dall'umiliazione della pace di Versailles, impostale dopo la
sconfitta nella guerra 1915-1918 con un trattato di pace ingiusto,
cinico ed innaturale.
Moltissima
gente ancora crede alla guerra fatta dagli USA in difesa della
democrazia, anche dopo aver visto, dal 1945 ad oggi, i suoi
interventi e quelli della NATO in Corea, Sud America, Caraibi,
Balcani, Iraq ed Afganistan, posti dove erano in pericolo unicamente
i piú che discutibili interessi economici e strategici degli USA e
dei suoi alleati, mentre sembra che nessuno si accorga che
nulla è stato fatto per difendere la democrazia in Turchia, in molti
Stati del Sud America e dell'Africa, in Cina o in Tibet. Ebbene a
questa moltitudine rispondo che non posso certo sentirmi
responsabile della altrui stupidità (o dell’intenzione di molti di
essi di apparire tali). Né mi pare che la Russia di Stalin, con cui
America, Gran Bretagna e Francia si allearono, fosse un esempio di
democrazia! D'altra parte la stessa “Triplice” combattè contro la
Germania anche nel 1915-18 ed allora non c'era da difendere la
democrazia ma, anche allora, c'erano in ballo gli interessi
strategici ed economici di “USA & Company” o per meglio dire
(anche in quel caso) dei grandi potentati economico-finanziari
giudaico-sionisti!)
Ma tornando alla guerra del 40-45... è evidente che Mussolini, non
riuscendo a fermare l’escalation che stava conducendo alla guerra e
non avendo nessuna possibilitá di restare neutrale per evidenti
motivi strategici, geopolitici, riconducibili “inesorabilmente”
ai suoi vitali interessi economici, l'Italia non poteva che allearsi
con la Germania, contro un mondo rappresentato dall'universo
materialista marxista da un lato e da quello capitalista
dall’altro, da decenni intenti a fiaccare l’economia dell’Italia
per ostacolarla nel suo cammino di attuazione dei suoi alti
principi ideologici e sociali.
La sorte, i tradimenti e lo strapotere economico hanno deciso la
sconfitta dell'Asse, ma ai critici di oggi, subdolamente faciloni e
superficiali, dico che è fin troppo comodo ragionare con il “senno
del poi”, specie se usato per confezionare una storiografia
interamente costruita sulla contraffazione e la mistificazione di
quegli avvenimenti.
In altra sede la discussione si potrà approfondire portando ben
altre ragioni e considerazioni, qui mi preme solamente mettere in
dubbio le solite critiche fritte e rifritte che da più di
sessant'anni, con l'originalità del “luogo comune” ci vengono
rinfacciate ogni qualvolta si cerca di esaminare nel suo insieme il
periodo Fascista, mentre nessuno vuole affrontare in modo serio e
approfondito l’operato del Fascismo nel suo complesso. Operato con
cui diede magistrale esempio di come si può gestire la cosa pubblica
nell'interesse e per il bene dei Cittadini e della Patria anziché in
quello delle massonerie economiche, dei partiti o di quello
personale, come accade dal 1945 ad oggi.
La veritá é che sarebbero troppi i politicanti a rimanere
schiacciati dal peso della vergogna (ammesso che ne abbiano il
senso) nel consentire alla pubblica opinione di apprendere “IL
COME”
ed “IL
PERCHÈ”,
il
FASCISMO
riuscí a realizzare la piú grande Rivoluzione Sociale di tutti i
tempi, talmente Grande da potersi definire “EPOCALE”,
dal momento che mai nulla si simile si era visto prima e che mai si
vedrá in futuro, se la filosofia del Fascismo non tornerá al
Potere.
Di
Benito Mussolini
e della grandissima maggioranza dei gerarchi Fascisti, (come
dimostrò la Commissione sui "profitti
del regime"
costituita per volere dei vincitori e degli antifascisti, subito
dopo il 25 Aprile ‘45) nessuno può dire che ci si arricchì a scapito
degli Italiani, cosa che è ben difficile, se non impossibile da dire
dei politicanti di questa turpe e sgangherata repubblica delle
banane nata dalla demoniaca ideologia resistenziale.
Benito Mussolini
ed il Fascismo
hanno espropriato latifondi, hanno creato poderi fertili laddove
erano paludi malsane, hanno rimboscato territori, hanno costruito
intere città in due-tre anni, hanno trasformato braccianti
"sanculotti" in contadini proprietari.
Benito Mussolini ed il Fascismo
hanno collegato organicamente l'Italia costruendo autostrade,
sviluppando ed elettrificando la rete ferroviaria, ristrutturando
porti e dotando l'Italia del primo Codice della Strada.
Benito Mussolini ed il Fascismo
hanno costruito immensi acquedotti portando l'acqua in territori che
per secoli erano stati aridi, trasformando un'agricoltura di
sussistenza in agricoltura fertile e redditizia.
Benito Mussolini ed il Fascismo
hanno fatto le prime riforme che hanno ammodernato e rimesso ordine
nei campi della Giustizia con il Codice Rocco ed in quello
della Scuola con la Riforma Gentile.
Benito Mussolini ed il Fascismo
hanno sviluppato organicamente l'industria con la creazione delle
aree industriali, primo grande esperimento Italiano di progettazione
di tutte le componenti strutturali, logistiche, economiche ed umane
del mondo del lavoro.
Benito Mussolini ed il Fascismo
hanno dato ai lavoratori, prima sfruttati come bestie da soma, da
una borghesia cinica, operante nel vile silenzio di una Chiesa
Cattolica inetta; un orario di lavoro umano, l'assicurazione contro
le malattie, contro gli infortuni, l'invalidità e l’indennitá di
disoccupazione, la pensione per la vecchiaia, gli assegni
famigliari, gli sgravi fiscali per le famiglie numerose,
l'istituzione del "Dopolavoro", le colonie marine e montane per i
figli del ceto popolare, le scuole obbligatorie, l’apprendistato,
l'assistenza alle lavoratrici durante la maternità e molto altro
ancora.
Benito Mussolini ed il Fascismo
hanno organizzato la crescita organica ed ordinata dei centri
abitati dotando l'Italia della sua prima Legge Urbanistica ed
imponendo i Piani regolatori e di sviluppo sia a livello comunale
che Regionale.
Benito Mussolini ed il Fascismo
hanno saputo continuare e sviluppare quell'opera di costruzione del
senso dell'Unità Nazionale, processo iniziato durante la prima
guerra mondiale, educando le nuove generazioni all'amor di Patria e
all'orgoglio dell'appartenenza alla comunità Italiana. Tutto ciò
non con la retorica,
come sostengono i detrattori in malafede con le loro sterili
chiacchere, ma con le opere, i fatti e gli avvenimenti, che in tutto
il mondo suscitarono ammirazione e consensi.
Basta leggere le maggiori testate internazionali dell'epoca per
rendersi conto di quanto qui é affermato!
Ma la cosa piú importante di tutte fu la legge sulla
Socializzazione delle Imprese, varata poco dopo la costituzione
della Repubblica Sociale Italiana, legge che dará all’operaio
una posizione di autoritá, oltre che di dignità, ancora oggi
assolutamente sconosciuta ed impensabile ovunque nel mondo. Con tale
legge infatti, per la prima volta nella storia delle società
umane, gli operai entravano nei Consigli d'Amministrazione delle
industrie, diventando
“giuridicamente”
…
UN
ELEMENTO SOSTANZIALE DELLA GESTIONE AZIENDALE!
È questa la pura verità dei fatti, e quando essa diverrá di dominio
pubblico, spazzerá via per sempre le chiacchiere, le menzogne le
omissioni e le mistificazioni su cui l’antifascismo si regge e con
le quali ancora oggi avvelena la scuola, la politica e la
storiografia!
D'altra parte basterebbe una sola considerazione oggettivamente
incontrovertibile a dare atto della grande e positiva opera attuata
dal Regime Fascista: dopo quasi sessant'anni di questa sgangherata
repubblica resistenziale, autentica repubblica delle banane, quasi
tutte le Leggi promulgate dal Fascismo sono ancora vigenti. Segno
questo che esse erano piú che valide e che nessuno, finora, è stato
in grado di fare meglio (anzi, l’immondizia politica odierna, per
pura insipienza o per incoffessabili tornaconti, ha spesso finito
per corroderne l’efficacia).
Può darsi che nell'insieme del bilancio generale del Ventennio
Fascista siano riscontrabili anche degli errori, anzi, è sicuro che
di errori ce ne furono, ma é altrettanto vero che nessuno oggi puó
permettersi di puntare il dito sugli errori del Fascismo. Va
inoltre considerato che nel Fascismo ci fu molta buona fede nel
commetterli, al contrario di quanto è avvenuto (e avviene) per tutti
governi che lo hanno succeduto. Durante “Ventennio”
ci fu molto entusiasmo nel costruire un nuovo mondo, infinitamente
più giusto di quello precedente e soprattutto di quello che ne é
venuto fuori dopo la sua caduta; ci fu molto piú disinteresse
personale e ci fu molta più onestà intellettuale e morale di quanto
ce ne fosse prima e di quanta ve ne fu dopo
Sono convinto che comunque, sia in pace che in guerra, furono
pochissimi gli errori di valutazione delle circostanze e comunque se
errori ci furono sono da considerare “nell’ordine delle cose”.
Bisogna dire semmai che molti di coloro che non perdevano
l’occasione di giurare fedeltà al Fascismo, alle sue idee e ai suoi
programmi, nel momento in cui vennero chiamati a dare prova della
loro fedeltà, voltarono le spalle alla
PATRIA
.
Questi uomini furono l’essenza stessa di tutti gli “errori” della
dirigenza politica fascista. Infatti, da quando in quá, in un
tradimento, la colpa é di chi viene “TRADITO”?
Eppure fior di storici parlano di errori di valutazione sulla
fedeltà di alcuni degli uomini delle alte gerarchie del potere,
(moltissimi tra questi ultimi, riciclatisi con improvvise quanto
tempestive "conversioni" nel mondo politico della repubblica
resistenziale...).
Chi puó affermare che si trattò di errori di valutazione dei
sentimenti di fedeltà e di riconoscenza? Sostenere questa tesi
significa affermare che il traditore non abbia nessuna colpa…
indicando la sua azione come la “normale” conseguenza dell’errore
fatto da chi ha subito il torto. Il cammino politico comune dei
gerarchi del Fascismo non fu una passeggiata scolastica … questo
“cammino” duró oltre 20 anni! Per tutto questo
tempo “tutti” ebbero molto dal Fascismo. Quando venne deciso
l’ingresso nel conflitto, “tutti”, e ripeto, “tutti”, furono
d’accordo mentre, molti di loro giá covavano l’insano e
ingiustificato sentimento cospiratorio, che con l’inizio delle
ostilità si manifesterá in tutta la sua micidialitá e il suo odio
insensato,
che in ultimo ripagherà il Fascismo con un risentimento malvagio e
profondamente criminale, come quello di piazzale Loreto… .
Tuttavia, tra le tante cose che nessun mascalzone potrá mai mettere
in dubbio, c’è l'amore incommensurabile di
Benito Mussolini per l'Italia e per gli Italiani
e il suo grande senso di onestà e di giustizia sociale;
questo testimoniano e sempre testimonieranno i suoi Atti e
le sue Opere, perché unicamente questo fu lo scopo suo e
del Fascismo, in anni e anni di onesto governo.
Faccio a tutti coloro che troveranno il coraggio di fare una attenta
analisi di quanto hanno letto, l’augurio di giungere ad una serena e
profonda riflessione, nella certezza che il tempo, prima o poi,
riuscirá a ridare alla Storia il suo vero volto, cosí che essa possa
consentire a tutti una obiettiva rivalutazione del Fascismo, frutto
di un giudizio finale veritiero che certamente verrà!
Vincenzo Ballerino |