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"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
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"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

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IL FASCISMO E L'ODIERNA DEMOCRAZIA:
un confronto impossibile

di Vincenzo Ballerino

 

Per questo articolo ho voluto prendere spunto da un saggio trovato in rete. Questo bellissimo saggio il cui titolo é, i danni” del Fascismo (dove la parola “danni” é ovviamente del tutto ironica) é stato scritto da Alessandro Mezzano.

Spero che, se mai Alessandro leggerá questo articolo, voglia considerare l’uso che faccio qui dei suoi scritti, un sincero tributo alla sua professionalitá e alla sua competenza.

Come si è visto e come è inconfutabilmente dimostrato dai fatti, il Fascismo ha lasciato dietro di se una mole di Opere, Leggi e Riforme che sono oggettivamente un monumento perenne alla sua efficienza, alla originalità del suo progetto sociale e politico ed alla sostanziale integrità morale del suo Duce, Benito Mussolini e della stragrande maggioranza della sua classe dirigente.

Leggi e Riforme che furono la realizzazione concreta del basilare concetto sociale espresso da Benito Mussolini: "...andare verso il Popolo".

Ad ulteriore testimonianza della natura sociale del Fascismo, della sua ansia di sanare le ingiustizie e di riportare nel criterio della conduzione dello Stato il concetto di equità sociale, è il fatto che le più importanti Leggi Sociali, (alcune delle quali verranno adottate persino dalla Amministrazione Roosevelt negli anni ’30, periodo della grande depressione americana) anche se poi integrate e perfezionate in seguito, furono promulgate negli anni 1923 e 1924 e cioè immediatamente dopo l'ascesa al potere che seguì alla Marcia su Roma, del 28 Ottobre 1922.

I contestatori gli addebitano, a sua condanna, la mancanza di democrazia, le leggi razziali e l'intervento nella guerra 1940 -1945; è sintomatico che nemmeno i più accaniti antifascisti siano mai riusciti (nonostante i vari tentativi) a condannare la politica sociale ed economica del Fascismo, né tantomeno la gestione della cosa pubblica; quanti governi di destra, di centro o di sinistra di questa miserabile e grottesca repubblica resistenziale possono dire altrettanto?   Assolutamente nessuno!

Non dovrebbe questa essere la sede deputata ad esaminare con obiettività e completezza le tre accuse di natura squisitamente politica ed ideologica, che comunque ritengo, piú che opinabili, quantomeno nei termini in cui sono state sempre poste, per cui in questa trattazione mi limito a dare il mio parere, che é peró, in eventuale confronto  dispone del supporto da autorevoli affermazioni di personaggi di notevole rilievo storico e culturale.

In realtá la sede naturale per tali analisi dovrebbe essere quella storica ma purtroppo, a causa della condotta piú che discutibile di non pochi storici, in questo preciso ambito, tutta la storiografia ha perso pesantemente gli elementi basilari della sua autorevolezza e della sua credibilitá, e ció perché molti di loro non hanno saputo o meglio, non hanno “VOLUTO” rimanere imparziali, come era doveroso che fosse.  Allora, per parlare di Storia cosa facciamo!? ...Aspettiamo uno o due secoli per far si che gli avvenimenti vengano “decantati” dai pregiudizi ideologici e dagli interessi contingenti? … Certo che no! 

Per cui, in mancanza di una storiografia credibile, assume rilevante importanza l’opera fatta dagli appassionati di storia, i cosiddetti ricercatori “fai da te” i quali, mossi da un irrefrenabile volontá di conoscere “la veritá” si cimentano in tali compiti. 

Come dicevamo, gli elementi per i quali il Fascismo viene ancora oggi  fortemente avversato sono:

1°. Mancanza di Democrazia:

Va ricordato che il Fascismo non prese il potere con la forza, mentre la deriva totalitaria fu la conseguenza del delitto Matteotti, (il primo grande tentativo di abbattere il Fascismo, perché Mussolini voleva con se al governo, proprio i socialisti) oltre che di una situazione politica e sociale che a fatica tentava di uscire da una condizione sociale, che negli anni precedenti era stata alquanto catastrofica.

In quel momento era strettamente  necessario stringere il pugno per evitare che forze politiche (ed occulte) riuscissero a disgregare il giá debole tessuto sociale nazionale. Nonostante tutto il vero obiettivo del Fascismo era quello di creare la “vera democrazia”, infatti lo “Stato Sociale-Corporativo, che era alla base del suo programma politico, malgrado la forte opposizione della casta aristocratica e capitalista, andó avanti. Il Fascismo riuscì, anche se non appieno, nel suo intento (legge dello Stato Fascista Repubblicano del Gennaio 1944). Purtroppo viste le molteplici contingenze estremamente negative, il popolo Italiano non riuscì ad “Assaporare” la vera democrazia, che è la Democrazia del Lavoro”!

Comunque, a parte la blandizia della repressione dell'antifascismo dell'epoca (molto modesta sia quantitativamente che qualitativamente), si consideri quanto e quale sia oggi l’effettivo potere del popolo e quanto sia eufemistico parlare di "Sovranità popolare" e si vedrà che in pratica, oggi il popolo è più, quanto crede di comandare che quanto realmente comandi, mentre il potere vero è nelle mani di chi ha i mezzi economici per condizionare la pubblica opinione, i Partiti, la "Cultura", i Media e non davvero per ultime, le istituzioni. (Un esempio per tutti, gli innumerevoli "Referendum" disattesi dai governi, che hanno addirittura legiferato in modo contrario al responso popolare). La libertà di parola è del tutto insignificante tant’é che non riesce ad influire minimamente sulle scelte dei governi, mentre quella di pensiero, nella pratica è addirittura negata dalla costituzione. In realtá il popolo possiede la libertá finché essa è inutile, mentre la perde quando potrebbe servirsene in modo efficace. Una libertà inutile o per meglio dire, una "non libertà". Oggi le uniche "libertà" che abbiamo sono quelle di essere una colonia Americana o piú in generale di qualsiasi altro Stato, la "libertà" di votare candidati scelti dai centri di potere economici e politici che fanno gli interessi dei loro Clan e non quello dei Cittadini, la "libertà" di bucarsi, di morire ammazzati per strada o in altri luoghi, senza ricevere mai giustizia,  di essere praticamente ammazzati da una lobby farmaceutica che stabilisce se è nei suoi interessi curare una malattia o nascondere (o vietare) studi medici che metterebbero a rischio il suo arricchimento. Poi c’é la libertá di delinquere senza il timore di pene giuste e certe...anche perché un condono, da destra o da sinistra, prima o poi viene sempre ad aggiustare le malefatte degli "amici degli amici"..!).  

Beh , non c’è che dire… tutte libertà veramente appaganti! 

Allora le cose erano chiare: il potere era nelle mani del Stato Fascista, con la stragrande maggioranza dei consensi e quindi in qualche modo consono ai principi democratici mentre oggi, in quasi tutte le democrazie (aggettivo improprio) del mondo, per essere eletti si deve disporre di molto denaro e quindi il potere si compra”, realizzando una democrazia che è a dir poco fasulla o, come correttamente si diceva allora... una "Plutocrazia".

Un'ultima considerazione sull'argomento: si valutino le repressioni e la restrizione della libertà attuate dai governi, democratici e non, avvenute in quel periodo, o anche oggi nel resto del mondo, dai gulag Russi e di tutto l'universo comunista, a cui si ispirò per molti anni il mondo politico della sinistra Italiana e che oggi non se ne vergogna affatto; al Maccartismo USA, al durissimo ed inumano colonialismo Inglese e Francese o anche, all'attuale repressione che vediamo applicata in Cina, in Tibet, a Cuba, in Korea del Nord ed in altri Paesi comunisti, e si vedrà che, nel quotidiano della vita dei cittadini, mettendo in debito conto le enormi differenze di epoca, le condizioni di vita  nell'Italia Fascista erano davvero superlative!

2°. Leggi Razziali:

Per quanto possa sembrare che questo sia il "tallone d'Achille" del Fascismo, ci sono alcuni elementi che ne legittimano ampiamente la promulgazione. 

Una delle principali forze scatenanti della 2a guerra mondiale fu certamente quella riconducibile agli interessi dei grandi centri di potere economico degli USA e dell'Inghilterra dove grandissima parte del potere finanziario era (ed è) in mano agli ebrei che, in tutto il mondo si sono sempre sentiti solidali prima di tutto tra di loro e solo secondariamente con il loro Paese (come si può vedere ancor meglio oggi con l'atteggiamento dell'ebraismo mondiale nel conflitto Arabo-Israeliano).

Nonostante ciò, non fu mai nelle corde del Fascismo il motivo razziale, come testimoniano i molti squadristi ebrei e i moltissimi di loro che aderirono al Partito Nazionale Fascista e a quelli presenti tra le Forze Armate della R.S.I., e come altresí dimostra la vera e propria "ostilitá" ( per ordine di Mussolini) dei comandi Italiani a collaborare con i Tedeschi nel ricercare ed arrestare gli ebrei, sia prima che dopo l'8 Settembre ‘43. Dopo tale data caduto Mussolini, per unica colpa della vile monarchia badogliana e antifascista, l’Italia venne a trovarsi priva di qualsiasi autoritá e di conseguenza in una condizione di evidente impossibilitá ad impedire i primi rastrellamenti di ebrei italiani da parte delle truppe tedesche (come risulta anche da attestazioni di molti  autori ebrei) rastrellamenti che, per diretto e immediato intervento di Mussolini, verranno rapidamente sospesi con l’assunzione di autoritá della Repubblica Sociale Italiana. Semmai, la discriminante delle Leggi razziali fu prettamente “politica” e venne promulgata per il pericolo, in tempo di guerra o nella sua imminenza (e nel 1938 la guerra era alle porte), di connivenza con il nemico degli ebrei Italiani, nell'ambito dell'internazionalismo apolide dell'alta finanza in mano ai potentati Ebraico-sionisti e internazionalisti  di tutto il mondo. La dicitura “razziali” ebbe il solo scopo di tenere a bada Hitler, mantenendo gli ebrei italiani sotto il controllo delle autorità italiane.

Il Fascismo istituì alcuni campi di internamento (allo stesso modo di come fecero tutti i belligeranti che avevano cittadini dei paesi nemici all’interno dei loro territori. Es., l’America costituì campi di concentramento dove internare i cittadini Italiani, Tedeschi e Giapponesi ivi residenti) appunto per scongiurare i pericoli derivanti da cittadini considerati nemici e, nel caso italiano in quanto, i massimi rappresentanti dell’ebraismo mondiale avevano dichiarato guerra (in senso finanziario) all’Italia. Un solo campo  ricadeva in territorio Italiano, quello della "Risiera di San Sabba", a Trieste, istituito dai Tedeschi dopo l'8 Settembre 43, ed é stato inconfutabilmente provato che si trattava di un campo di “permanenza temporanea”. Purtroppo il Governo Fascista non potè fare nulla per impedirlo,  pena “ il rendere palese” la vera intenzione dell’Italia di salvare quanti piú cittadini ebrei era possibile).

Tuttavia i media, sotto la pressione di un antifascismo malvagio e mistificatorio ripetono con instancabile pervicacia che le leggi razziali furono la dimostrazione del razzismo fascista. 

Un'ultima annotazione: se si vuole trattare l'argomento, perché non formulare un giudizio anche sulle Nazioni e sui regimi che, senza promulgare leggi razziali, e quindi nella più assoluta illegalità formale, operarono orrendi massacri etnici contro popoli e razze? Mi riferisco in primo luogo agli enormi massacri compiuti dal comunismo sovietico, sia quello leninista che quello stalinista, al massacro degli indiani d’America operato dal nascente governo degli Stati Uniti, al massacro degli Armeni operato dalla Turchia tramite i Kurdi, al massacro del popolo e della civiltà Tibetana operata dalla Cina Comunista, al massacro di Palestinesi operato da Israele, che da oltre sessanta anni ormai attua uno sterminio silenzioso e sistematico, nel piú vile e meschino silenzio di una comunitá internazionale succube anch’essa del potere ebraico-sionista; al massacro di Bosniaci da parte dei Serbi e di Serbi da parte di Bosniaci, ecc. ecc. ecc.

Eppure, smentendo allegramente se stessa, non mi sembra che oggi la comunità internazionale che con grottesca arroganza si definisce “civile e democratica”, abbia alcuna remora a trattare e addirittura a difendere (é il caso di Israele) i suddetti massacratori, e che nessuno nei consessi internazionali, trovi il coraggio di addebitare loro tali crimini.

3. Intervento nella guerra 1940 – ‘45:

Non mi pare che l'artefice della guerra fu Benito Mussolini anzi, è provato che egli fece di tutto per evitarla, come é ormai provato che le dirette responsabilità nello scatenamento della guerra sono da addebitare unicamente all'imperialismo economico dell'Impero Britannico, di quello degli USA e all'imperialismo ideologico della Russia di Stalin che si opponevano ad una Germania che voleva solo uscire dall'umiliazione della pace di Versailles, impostale dopo la sconfitta nella guerra 1915-1918 con un trattato di pace ingiusto, cinico ed innaturale.

Moltissima gente ancora crede alla guerra fatta dagli USA in difesa della democrazia, anche dopo aver visto, dal 1945 ad oggi, i suoi interventi e quelli della NATO in Corea, Sud America, Caraibi, Balcani, Iraq ed Afganistan, posti dove erano in pericolo unicamente i piú che discutibili interessi economici e strategici degli USA e dei suoi alleati, mentre sembra che nessuno si accorga che nulla è stato fatto per difendere la democrazia in Turchia, in molti Stati del Sud America e dell'Africa, in Cina o in Tibet. Ebbene a questa moltitudine rispondo che non posso certo sentirmi responsabile della altrui stupidità (o dell’intenzione di molti di essi di apparire tali). Né mi pare che la Russia di Stalin, con cui America, Gran Bretagna e Francia si allearono, fosse un esempio di democrazia! D'altra parte la stessa “Triplice”  combattè contro la Germania anche nel 1915-18 ed allora non c'era da difendere la democrazia ma, anche allora, c'erano in ballo gli interessi strategici ed economici di “USA & Company” o per meglio dire (anche in quel caso) dei grandi potentati economico-finanziari giudaico-sionisti!)

Ma tornando alla guerra del 40-45... è evidente che Mussolini, non riuscendo a fermare l’escalation che stava conducendo alla guerra e non avendo nessuna possibilitá di restare neutrale per evidenti motivi strategici, geopolitici, riconducibili “inesorabilmente” ai suoi vitali interessi economici, l'Italia non poteva che allearsi con la Germania, contro un mondo rappresentato dall'universo materialista marxista da un lato e da quello capitalista dall’altro,  da decenni intenti a fiaccare l’economia dell’Italia per ostacolarla nel suo cammino di  attuazione dei suoi alti principi ideologici e sociali.

La sorte, i tradimenti e lo strapotere economico hanno deciso la sconfitta dell'Asse, ma ai critici di oggi, subdolamente faciloni e superficiali, dico che è fin troppo comodo ragionare con il “senno del poi”, specie se usato per confezionare una storiografia interamente costruita sulla contraffazione e la mistificazione di quegli avvenimenti.

In altra sede la discussione si potrà approfondire portando ben altre ragioni e considerazioni, qui mi preme solamente mettere in dubbio le solite critiche fritte e rifritte che da più di sessant'anni, con l'originalità del “luogo comune” ci vengono rinfacciate ogni qualvolta si cerca di esaminare nel suo insieme il periodo Fascista, mentre nessuno vuole affrontare in modo serio e approfondito l’operato del Fascismo nel suo complesso. Operato con cui diede magistrale esempio di come si può gestire la cosa pubblica nell'interesse e per il bene dei Cittadini e della Patria anziché in quello delle massonerie economiche, dei partiti o di quello personale, come accade dal 1945 ad oggi.

La veritá é che sarebbero troppi i politicanti a rimanere schiacciati dal peso della vergogna (ammesso che ne abbiano il senso) nel consentire alla pubblica opinione di apprendere “IL COME” ed “IL PERCHÈ”, il FASCISMO riuscí a realizzare la piú grande Rivoluzione Sociale di tutti i tempi, talmente Grande da potersi definire “EPOCALE”, dal momento che mai nulla si simile si era visto prima e che mai si vedrá in futuro, se la filosofia del Fascismo non tornerá al Potere. 

Di Benito Mussolini e della grandissima maggioranza dei gerarchi Fascisti, (come dimostrò la Commissione sui "profitti del regime" costituita per volere dei vincitori e degli antifascisti,  subito dopo il 25 Aprile ‘45) nessuno può dire che ci si arricchì a scapito degli Italiani, cosa che è ben difficile, se non impossibile da dire dei politicanti di questa turpe e  sgangherata  repubblica delle banane nata dalla demoniaca ideologia resistenziale.

Benito Mussolini ed il Fascismo hanno espropriato latifondi, hanno creato poderi fertili laddove erano paludi malsane, hanno rimboscato territori, hanno costruito intere città in due-tre anni, hanno trasformato braccianti "sanculotti" in contadini proprietari.

Benito Mussolini ed il Fascismo hanno collegato organicamente l'Italia costruendo autostrade, sviluppando ed elettrificando la rete ferroviaria, ristrutturando porti e dotando l'Italia del primo Codice della Strada. 

Benito Mussolini ed il Fascismo hanno costruito immensi acquedotti portando l'acqua in territori che per secoli erano stati aridi, trasformando un'agricoltura di sussistenza in agricoltura fertile e redditizia.

Benito Mussolini ed il Fascismo hanno fatto le prime riforme che hanno ammodernato e rimesso ordine nei campi della Giustizia con il Codice Rocco ed in quello della Scuola con la Riforma Gentile.

Benito Mussolini ed il Fascismo hanno sviluppato organicamente l'industria con la creazione delle aree industriali, primo grande esperimento Italiano di progettazione di tutte le componenti strutturali, logistiche, economiche ed umane del mondo del lavoro.

Benito Mussolini ed il Fascismo hanno dato ai lavoratori, prima sfruttati come bestie da soma, da una borghesia cinica, operante nel vile silenzio di una Chiesa Cattolica inetta; un orario di lavoro umano, l'assicurazione contro le malattie, contro gli infortuni, l'invalidità e l’indennitá di disoccupazione, la pensione per la vecchiaia, gli assegni famigliari, gli sgravi fiscali per le famiglie numerose, l'istituzione del "Dopolavoro", le colonie marine e montane per i figli del ceto popolare, le scuole obbligatorie, l’apprendistato, l'assistenza alle lavoratrici durante la maternità e molto altro ancora.

Benito Mussolini ed il Fascismo hanno organizzato la crescita organica ed ordinata dei centri abitati dotando l'Italia della sua prima Legge Urbanistica ed imponendo i Piani regolatori e di sviluppo sia a livello comunale che Regionale.

Benito Mussolini ed il Fascismo hanno saputo continuare e sviluppare quell'opera di costruzione del senso dell'Unità Nazionale, processo iniziato durante la prima guerra mondiale, educando le nuove generazioni all'amor di Patria e all'orgoglio dell'appartenenza alla comunità Italiana. Tutto ciò non con la retorica, come sostengono i detrattori in malafede con le loro sterili chiacchere, ma con le opere, i fatti e gli avvenimenti, che in tutto il mondo suscitarono ammirazione e consensi.

Basta leggere le maggiori testate internazionali dell'epoca per rendersi conto di quanto qui é affermato!

Ma la cosa piú importante di tutte fu la legge sulla Socializzazione delle Imprese, varata poco dopo la costituzione della Repubblica Sociale Italiana, legge che dará all’operaio una posizione di autoritá, oltre che di dignità, ancora oggi  assolutamente sconosciuta ed impensabile ovunque nel mondo. Con tale legge infatti, per la prima volta nella storia delle società umane, gli operai entravano nei Consigli d'Amministrazione delle industrie, diventando giuridicamente” 

UN ELEMENTO SOSTANZIALE   DELLA GESTIONE AZIENDALE! 

È questa la pura verità dei fatti, e quando essa diverrá di dominio pubblico, spazzerá via per sempre le chiacchiere, le menzogne le omissioni e le mistificazioni su cui l’antifascismo si regge e con le quali ancora oggi avvelena la scuola, la politica e la storiografia!

D'altra parte basterebbe una sola considerazione oggettivamente incontrovertibile a dare atto della grande e positiva opera attuata dal Regime Fascista: dopo quasi sessant'anni di questa sgangherata repubblica resistenziale, autentica repubblica delle banane, quasi tutte le Leggi promulgate dal Fascismo sono ancora vigenti. Segno questo che esse erano piú che valide e che nessuno, finora, è stato in grado di fare meglio (anzi, l’immondizia politica odierna, per pura insipienza o per incoffessabili tornaconti, ha spesso finito per corroderne l’efficacia).

Può darsi che nell'insieme del bilancio generale del  Ventennio Fascista siano riscontrabili anche degli errori, anzi, è sicuro che di errori ce ne furono, ma é altrettanto vero che nessuno oggi puó permettersi di puntare il dito sugli errori del Fascismo. Va inoltre considerato che nel Fascismo ci fu molta buona fede nel commetterli, al contrario di quanto è avvenuto (e avviene) per tutti governi che lo hanno succeduto. Durante “Ventennio” ci fu molto entusiasmo nel costruire un nuovo mondo, infinitamente più giusto di quello precedente e soprattutto di quello che ne é venuto fuori dopo la sua caduta; ci fu molto piú disinteresse personale e ci fu molta più onestà intellettuale e morale di quanto ce ne fosse  prima e di quanta ve ne fu dopo

Sono convinto che comunque, sia in pace che in guerra, furono pochissimi gli errori di valutazione delle circostanze e comunque se errori ci furono sono da considerare “nell’ordine delle cose”. Bisogna dire semmai che molti di coloro che non perdevano l’occasione di giurare fedeltà al Fascismo, alle sue idee e ai suoi programmi, nel momento in cui vennero chiamati a dare prova della loro fedeltà, voltarono le spalle alla PATRIA . Questi uomini furono l’essenza stessa di tutti gli “errori” della dirigenza politica fascista. Infatti, da quando in quá, in un tradimento, la colpa é di chi viene “TRADITO”? Eppure fior di storici parlano di errori di valutazione sulla fedeltà di alcuni degli uomini delle alte gerarchie del potere, (moltissimi tra questi ultimi, riciclatisi con improvvise quanto tempestive "conversioni" nel mondo politico della repubblica resistenziale...).

Chi puó affermare che si trattò di errori di valutazione dei sentimenti di fedeltà e di riconoscenza? Sostenere questa tesi significa affermare che il traditore non abbia nessuna colpa… indicando la sua azione come la “normale” conseguenza dell’errore fatto da chi ha subito il torto. Il cammino politico comune dei gerarchi del Fascismo non fu una passeggiata scolastica … questo “cammino” duró oltre 20 anni! Per tutto questo tempo “tutti” ebbero molto dal Fascismo. Quando venne deciso l’ingresso nel  conflitto, “tutti”, e ripeto, “tutti”,  furono d’accordo mentre, molti di loro giá covavano l’insano e ingiustificato sentimento cospiratorio, che con l’inizio delle ostilità si manifesterá in tutta la sua micidialitá e il suo odio insensato, che in ultimo ripagherà il Fascismo con un risentimento malvagio e profondamente criminale, come quello di piazzale Loreto… . 

Tuttavia, tra le tante cose che nessun mascalzone potrá mai mettere in dubbio, c’è l'amore incommensurabile di Benito Mussolini per l'Italia e per gli Italiani e il suo grande senso di onestà e di giustizia sociale; questo testimoniano e sempre testimonieranno i suoi Atti e le sue Opere, perché unicamente questo fu lo scopo suo e del Fascismo, in anni e anni di onesto governo.

Faccio a tutti coloro che troveranno il coraggio di fare una attenta analisi di quanto hanno letto, l’augurio di giungere ad una serena e profonda riflessione, nella certezza che il tempo, prima o poi, riuscirá a ridare alla Storia il suo vero volto, cosí che essa possa consentire a tutti una obiettiva rivalutazione del Fascismo, frutto di un giudizio finale veritiero che certamente verrà!

Vincenzo Ballerino

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