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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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Sion alla Fiera del libro di Torino
A
nostro avviso la volontá di dedicare all’entità sionista “la
Fiera del Libro, che si é svolta nel 2008 a Torino é del tutto
strumentale. <<....Gli estremisti di destra o di sinistra
sono confluiti in cittá con l’intento di delegittimare lo stato di
Israele>>. Cosí ha commentato l'ambasciatore israeliano a Roma,
Gideon Meir, rispondendo alle contestazioni di quei giorni.
Ma si
può delegittimare uno Stato?
Sicuramente si puó contestare o tentare di delegittimare un governo,
ma come si puó mettere in dubbio, per esempio, la legittimità della
Germania, della Francia, dell’Italia o della Spagna, o di qualsiasi
altra nazione?. Non credo sia possibile delegittimare uno Stato, non
tanto perché esso é giuridicamente riconsciuto dalla comunitá
internazionale, ma per un motivo ben piú profondo, che proviene dal
fatto che uno Stato é costituito da quell’insieme di entitá (popolo
lingua cultura ecc.) che si é armonicamente formato e plasmato nel
corso dei secoli in un certo territorio.
Molte nazioni hanno, o hanno avuto, problemi in alcune loro regioni
(es. la Francia in Corsica, la Spagna nei Paesi Baschi e l’Italia
nell’Alto Adige) perché in quelle terre abitano popoli che
linguisticamente, etnicamente e culturalmente sono differenti dal
corpo del resto della nazione. Ambizioni di forti autonomie di
queste minoranze, che a volte potrebbero tendere a vere e proprie
spinte secessioniste, possono in certi casi essere legittime, ma
persino l’eventualitá di un tale evento non mina assolutamente la
“legittimità” di quello Stato nel suo insieme e nella sua sostanza.
Quella
di Israele è invece, una situazione molto diversa.
Sessanta anni fa, con un’operazione attuata soltanto perché, in base
ad una concezione alquanto cinica, elaborata dalla nascente idea
Sionista alla fine del XIX secolo, alla fine della 2a Guerra
Mondiale, i vincitori operarono una spartizione del mondo, dalla
quale si volle creare di sana pianta e fuori da ogni legittimazione,
lo Stato di Israele... e non su una terra disabitata, ma sul
territorio (quindi con una occupazione) ove “da sempre” é
vissuto il popolo palestinese ed una minoranza ebraica in millenaria
e pacifica convivenza.
Ma c’è di più! La Palestina, che come tale scomparve dalle cartine
geografiche, divenne meta di un’intensa immigrazione ebraica. Non si
trattò, come vollero farci credere i media, di un ritorno nella
“patria perduta”, perché gli ebrei dell’est europeo discendono
in gran parte da popoli che non hanno mai vissuto in Palestina (e
comunque non crediamo che una loro eventuale provenienza da questa
terra possa cambiare l’odierno stato delle cose).
L’operazione messa in atto da Israele nel dopoguerra non puó che
chiamarsi.... Invasione.
Inoltre gli ebrei, dimenticando in tutta fretta quanto avevano
appena subíto, al momento dell’occupazione della Palestina hanno
attuato un clima di pesante discriminazione razziale, operata
a danno del popolo palestinese indigeno, che per la cronaca é egli
stesso semita, essendo dell’identico ceppo razziale degli ebrei.
I Palestinesi, ormai da decenni in lotta per la loro stessa
sopravvivenza, sono da allora costretti a vivere nei tristemente
famosi campi profughi, insediamenti umani (che per la veritá di
umano hanno molto poco) diventati immensi campi di prigionia.
Questo... e solo questo, rende Israele una nazione la cui
legittimità è “dubbia”, lo diciamo senza alcun sentimento razzista o
antisemita, come é in uso dire. Non ci siamo mai sognati, né
ci sogneremo mai di negare una Patria a Israele, ma proprio perché
rispettiamo la volontá e il bisogno di Israele ad averla, che a loro
volta gli Israeliani avrebbero dovuto rispettare quella terra, che é
la patria dei Palestinesi, anche condividendola ma pacificamente,
non prendendola con la prepotenza e la forza militare, come invece
hanno fatto.
Israele da sempre cerca di rendere difficilmente decifrabile la
differenza che c’é tra il comune ebraismo e il sionismo e tenta
quindi di miscelare in un tutt’ uno l’antisemitismo e
l’antisionismo; tramite tale tentativo si costruisce la sua presunta
legittimità ...e sfruttando tale confusione fa apparire sotto
una luce di legittima difesa le sue cruente azioni di forza contro i
palestinesi.
Si intuisce quindi che, il tentativo di confondere l'opinione
pubblica internazionale, altro non è che un’implicita ammissione di
“dubbia”, legittimitá, della quale la stessa Tel Aviv é consapevole;
da qui il tentativo di camuffarla.
Infatti nessuno Stato al mondo, che sia pienamente legittimo ha mai
avuto problemi del genere. Ecco perché ci sembra strumentale
dedicare all’entità sionista eventi come la Fiera del Libro di
Torino, cosí come ci sembrano strumentali e mancanti di
limpidezza, le visite fatte dai nostri rappresentanti isituzionali a
Gerusalemme, città occupata illegittimamente dai sionisti, come
ribadito decine di volte dalle risoluzioni dell’Onu.
A questo
punto ci pare proprio che attraverso eventi come quello della fiera
del libro di Torino, si voglia attuare l’ennesimo tentativo di
allargare il campo di legittimazione del regime liberticida e
terroristico di Tel Aviv, una delle tante manovre subdole, meschine
e strumentali, il cui obiettivo é quello di mascherare “i
crimini contro l’umanità” compiuti da Israele ai danni del
popolo palestinese! Manovre che purtroppo riescono a dissimulare
questi crimini, visto che c`é ancora troppa gente che ha la
sfrontatezza e l’ostinazione di non volerli chiamare così!
Ballerino Vincenzo
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