 



                                      

"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si
spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
 |
Pagina
Iniziale
Preferiti
Forum |
|
Fai
conoscere Ilduce.net ai visitatori del tuo blog o del tuo
sito. Scarica i nostri loghi e banner e diffondili.

|
|






|
|
|
a cura di:
Roberto Goglia
Studio sulla
vergogna dimenticata:
Probabilmente
a molti questa parola non dice nulla, così come Bassovizza e Opicina
sono luoghi sconosciuti ai più, ma quella parola quei luoghi
rappresentano una delle pagine più tristi e drammatiche della storia
Italiana.
Le
Foibe ( dal latino "fovea", che significa "fossa");
non sono solo voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato,
create dall'erosione di corsi d'acqua, che possono raggiungere anche i
200 metri di profondità, ma rappresentano anche delle inguaribili
ferite nella memoria e nella coscienza di molti italiani. In quei luoghi
dall'8 settembre del 1943 e fino a tutto il 1946, in Istria prima e poi
nel territorio di trieste e in gran parte della venezia giulia, i
partigiani delle formazioni titine, cui erano in qualche caso aggregate
formazioni partigiane italiane, usavano le foibe per eliminare,
gettandoveli dentro, i "fascisti italiani, militari o civili che
fossero. Ben di rado l'eliminazione fisica e il conseguente "
infoibamento" avveniva mediante una semplice fucilazione.
Comunemente, prima di essere gettati nelle fosse, gli uomini e le donne,
rastrellati e strappati dalle loro case e condannati senza processo
alcuno, erano evirati, stuprati, accecati, torturati. Alcuni furono
legati a cadaveri con filo spinato e quindi gettati vivi nei crepacci.
Il numero così delle persone sterminate non è mai stato accertato.
Nelle foibe furono precipitati civili d'ogni credo e colore politico,
colpevoli esclusivamente d'essere italiani. Ma per questi crimini
nessuna ha mai pagato!
Nei
libri di storia a scuola non troverete quest'argomento, poichè
rappresenta un aspetto scandaloso e sconcertante della "intoccabile
resistenza". La ragione risiede, ovviamente, nei cinquant'anni
del dopoguerra, quando la cultura è stata solo quella
dell'antifascismo. In italia per cinquant'anni si è volutamente e
vergognosamente taciuto su questi fatti. Si è taciuto sulle liste di
proscrizione che i titini portarono con loro quando, nel 1943 e nel
1945, invasero trieste e la venezia giulia; si è taciuto sulle migliaia
di persone che scomparirono da quei luoghi deportati nei campi di
concentramento di Borovnica, Maribor, Aidussina ed altre località della
allora Jugoslavia. In mezzo secolo pochi coraggiosi hanno osato andare
controcorrente cercando documenti, testimonianze e prove di quello
sterminio dimenticato. I sopravvissuti ed i parenti delle vittime
aspettano ancora giustizia.
Ma
quante furono le vittime delle foibe? nessuno lo saprà mai! Di certo
non lo sanno neanche gli esecutori delle stragi. Questi non hanno
parlato e non parlano. D'altra parte è, pensabile che in quel clima di
furore omicida e di caos ben poco ci si curasse di tenere contabilità
delle esecuzioni. Sulla base di vari elementi ( escludendo Basovizza
dopo ne parleremo ) si calcola che gli infoibati furono alcune migliaia.
Più precisamente, secondo lo studioso triestino Raoul Pupo, "il
numero degli infoibati può essere calcolato tra i 4 mila e i 5 mila,
prendendo come attendibili i libri del sindaco Gianni Bartoli e i dati
degli anglo-americani". Alle vittime vanno aggiunti i
deportati, anche questi a migliaia nei lagher jugoslavi, dai quali una
gran parte non conobbero ritorno. Complessivamente le vittime di quegli
anni tragici, soppresse in vario modo da mano slavo-comunista, vengono
indicati in 10 mila anche più. Belgrado non ha mai fatto o contestato
cifre. Lo stesso Tito però ammise la grande mattanza. In alto abbiamo
accennato a Basovizza, ma cos'è? Occorre precisare che questa
tristemente famosa voragine non è una Foiba naturale, ma il pozzo di
una miniera scavato all'inizio del secolo fino alla profondità di 256
metri, nella speranza di trovarvi il carbone. La speranza andò delusa e
l'impresa venne abbandonata. nessuno allora si curò di coprire
l'imboccatura e così, nel 1945, il pozzo si trasformò in un grande,
orrida tomba. Anche qui i deportati venivano prima catturati poi fatti
salire in autocarri della morte questi, con le mani straziate dal filo
spinato venivano sospinti a gruppi verso l'orlo dell'abisso. Una scarica
di mitra ai primi faceva precipitare tutti nel baratro. Sul fondo chi
non trovava morte istantanea dopo un volo di 200 metri, continuava ad
agonizzare tra gli spasmi delle ferite e le lacerazione riportate nella
caduta tra gli spuntoni di roccia. La maggior parte delle vittime venivano
prima spogliate e seviziate. Per quanto riguarda specificamente le
persone fatte precipitare nella foiba di Basovizza, è stato fatto un
calcolo inusuale e impressionante. Tenendo presente la profondità del
pozzo prima e dopo la strage, fu rilevata la differenza di una trentina
di metri. lo spazio volumetrico - indicato sulla stele al sacrano di
Basovizza in 300 metri cubi - conterebbe le salme degli infoibati: oltre
duemila vittime! una cifra agghiacciante.
" Ricordo l'italia di fiume i reduci offesi da fame e terrore e
il sogno rinascere a ottobre e gli antichi valori rinascere in me"
( RICORDI - G. Marconi )
|