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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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I GIGANTI
Agli
inizi degli anni novanta la Mafia, o per meglio dire "Cosa Nostra" era
già da tempo diventata potente, ben radicata nel tessuto
socio-economico, negli ambienti dell`alta politica e dell`alta
finanza,….. ma era “tallonata“ da due uomini, due servitori dello Stato,
seri silenziosi, che come tanti altri prima di loro, adempivano al loro
dovere “fino in fondo” senza curarsi dei rischi e delle conseguenze.
Questi due
“GIGANTI” si
chiamavano
GIOVANNI FALCONE e PAOLO BORSELLINO
 
“A questa città
vorrei dire: gli uomini passano
“Chi non ha paura di morire
le idee restano, restano le loro tensioni
morali muore una volta
sola!”
che continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini"
Giovanni Falcone
fu ucciso il 23 Maggio del 1992 e Paolo Borsellino il 19 Luglio dello
stesso anno, perché oltre ai numerosi ed importanti risultati raggiunti,
erano riusciti a comprendere e quindi a penetrare gli schemi ed
i sistemi di funzionamento più riservati della Mafia, e cosa
importantissima, avevano “inventato l`arma del pentitismo”
che permise di giungere a rivelazioni di una portata tale da mettere in
serio pericolo oltre che l`esistenza stessa di “Cosa Nostra”, anche di
tutte le connivenze più segrete ed impenetrabili con il mondo dell`alta
finanza, e soprattutto della politica .
Due
Palermitani, due Alfieri dell`onestà e della giustizia che
rappresentano e rappresenteranno sempre i Siciliani onesti, quelli che
lavorano contro tutto e malgrado tutto, e che accettano persino di
essere spezzati, ma mai di piegarsi, esattamente come non si piegarono
mai loro due, così come non vollero piegarsi mai altri giganti prima di
loro.
E pensare che
certa gente afferma con stupidità e cinismo che “il crimine paga
“, e sono in tanti , come sono in tanti coloro che rincorrono ad ogni
costo le luci della ribalta, bramosi di fama e notorietà, per mostrarsi
degli altri in veste di giganti, e che invece il più delle volte
riescono a mostrare soltanto il loro nanismo.
Al contrario,
essi sfuggivano il più possibile, luci, fama e notorietà, perché nella
loro grande umiltà, lavoravano con tenacia per raggiungere un unico
obiettivo, quello di cogliere quei risultati che avrebbero appagato la
loro sete di giustizia, e il rinvigorito il loro senso del dovere, non
certo per farsene motivo di vanto, ma per rendere più libera e grande
tutta la società, quella società alla quale hanno dato tutto… anche la
vita.
Ecco chi erano
Giovanni Falcone
e Paolo Borsellino,
due veri "GIGANTI",
e così rimarranno per l`eternità,
esattamente come gli altri giganti prima di loro.
Quando ci vengono alla mente parole come; ONORE, PATRIA, SACRIFICIO,
GIUSTIZIA, DOVERE, non dobbiamo mai pensare di essere degli inguaribili
idealisti o addirittura sentirci fuori posto in questa società che ha
dimenticato il senso ed il valore di queste parole, perché i tantissimi
“Falcone e Borsellino” sono lì, davanti a noi, pronti a ricordarci con
il loro operato e con il loro sacrificio che queste parole hanno ed
avranno sempre un valore immenso, poiché esse sono i veri
ed unici elementi fondanti di ogni SOCIETÀ che può dirsi veramente
LIBERA.
A tutti coloro che amano ergersi a furbi e che per mero opportunismo
rincorrono fama ed allori, smaniosi di diventare giganti,
vorrei
ricordare che
giganti non si diventa.....
GIGANTI SI NASCE!
Ballerino Vincenzo |