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I Volontari norvegesi sul fronte dell’Est

di Massimiliano Afiero

Vidkun Quisling

Vidkun Quisling

All’alba del 22 giugno 1941, le truppe tedesche attraversarono il confine con l’Unione Sovietica, dando inizio alla più grande invasione militare della storia: su un fronte che andava dal mar Baltico fino al mar Nero, milioni di soldati tedeschi irruppero nel territorio sovietico travolgendo tutto e tutti. La notizia si estese rapidamente in tutto il mondo e nello stesso tempo tutti i maggiori alleati della Germania si affrettarono a loro volta a dichiarare guerra all’Urss per prendere parte alla Crociata contro il bolscevismo: Italia, Romania, Ungheria, Slovacchia e Croazia. La macchina della propaganda tedesca, ben diretta da Joseph Goebbels, si prodigò subito nel trasformare l’attacco in una vera e propria crociata che doveva opporre la civiltà europea alla barbarie sovietica, ma soprattutto far comprendere al resto del mondo, che si trattava di un attacco preventivo, per evitare l’invasione dei comunisti al cuore dell’Europa, come era già stato stabilito nei piani di Stalin. Dopo essere riuscita a coinvolgere i principali alleati del Terzo Reich, la propaganda tedesca, nel progetto di internazionalizzare la guerra all’Est, organizzò centri di reclutamento in tutta Europa, con l’intento di formare unità volontarie, le cosidette Freiwilligen Legionen (Legioni di Volontari) da impegnare contro i sovietici. A tal scopo, furono organizzate mostre, convegni, manifestazioni, tutto per raccogliere consensi per la nuova Crociata contro il bolscevismo e soprattutto reclutare volontari per le nuove formazioni volontarie. L’arruolamento di personale straniero da parte dei tedeschi non costituiva una novità, considerando che fin dall’inizio della guerra le forze armate tedesche in generale ed in particolare la Waffen SS avevano accolto nelle loro file, volontari stranieri, prima i volksdeutschen, gli stranieri di lingua ed origine tedesca e poi i volontari di origine germanica, svizzeri, svedesi, danesi, norvegesi e fiamminghi.

Freiwilligen Legionen

La formazione delle nuove unità volontarie da impegnare sul Fronte dell’Est, proprio nei paesi di origine germanica, come la Danimarca, le Fiandre, la Norvegia e l’Olanda, fu supervisionate dall’Alto Comando SS, mentre negli altri paesi, come la Vallonia, la Francia, la Croazia e la Spagna, dal Comando della Wehrmacht. I volontari delle Legioni SS, avrebbero portato i gradi e le mostrine delle SS, con una differenza però, i volontari stranieri dovevano anteporre al loro grado il titolo Legions e non quello SS. Pur essendo delle unità a carattere nazionale, le Legioni volontarie sarebbero comunque dipese in tutto e per tutto dalle forze armate tedesche: l’uniforme e l’equipaggiamento sarebbero stati infatti quelli tedeschi ed il loro status di volontari europei sarebbe stato evidenziato da uno scudetto con i colori della propria bandiera nazionale da portare sul braccio della divisa. Inoltre sulla manica sinistra dell’uniforme i volontari avrebbero portato anche una fascia con il nome della legione.

Volontari norvegesi nella Waffen SS

Volontari del Battaglione Viken

Volontari del Battaglione Viken

Già molto prima dell’inizio dell’Operazione Barbarossa, subito dopo l’occupazione della Norvegia, avvenuta nell’aprile del 1940, molti giovani norvegesi, soprattutto membri dei locali partiti di destra nazionalisti, primo tra tutti il Nasjonal Samling di Vidkun Quisling(1), decisero volontariamente di arruolarsi nella Waffen SS. Nello stesso tempo, l’Alto Comando della Waffen SS ordinò la formazione di una nuova SS-Standarte o Reggimento, dal nome Nordland, riservato proprio ai volontari di origine germanica del Nord Europa, in particolare norvegesi e danesi. All’inizio dell’estate del 1940, il I° battaglione del reggimento era già pronto alla caserma Lendorf di Klagenfurt e subito dopo furono formate le altre unità alla caserma Schönbrunn di Vienna. Il reggimento Nordland venne integrato ufficialmente nel dicembre del 1940 nella nuova divisione SS Germania, ribattezzata nel gennaio del 1941 come Wiking, insieme agli altri due reggimenti Germania e Westland. Sempre nel dicembre del 1940, le autorità militari tedesche si decisero a chiedere l’intervento di Quisling per incentivare gli arruolamenti della gioventù norvegese. E così già il 5 dicembre, il Förer dei norvegesi si recò a Berlino per incontrarsi con Gottlob Berger capo dell’SS-Hauptamt, l’Ufficio Centrale della SS, proprio per discutere l’arruolamento dei norvegesi nella Waffen SS. Quisling confermò il suo appoggio al progetto e quindi Berger ordinò al suo ‘reclutatore’ in Olanda, Paul Dahm, di recarsi immediatamente ad Oslo per avviare la campagna arruolamenti. Il 9 gennaio 1941 Hitler autorizzò ufficialmente l’integrazione dei cittadini norvegesi nel nuovo reggimento Nordland ed il 12 gennaio, Quisling in persona parlò alla radio norvegese per incentivare i reclutamenti per il Nordland “in nome della guerra per la libertà e l’indipendenza contro il dispotismo mondiale inglese”.

Formazione della Legione Norvegese

In Norvegia, subito dopo l’inizio dell’Operazione Barbarossa, fu avviata la formazione di una legione volontaria per il fronte dell’Est, con la differenza però rispetto alle altre formazioni europee, che quella Norvegese almeno inizialmente e soprattutto per volontà degli stessi norvegesi, nacque espressamente per essere impegnata sul fronte finlandese. Nei giorni immediatamente successivi al 22 giugno 1941, Vidkun Quisling e gli altri capi del Nasjonal Samling chiesero al Reichskommissar Joseph Terboven, l’autorizzazione per formare un corpo di spedizione norvegese per combattere al fianco dei finlandesi contro i sovietici. Il 29 giugno Terboven rispose con un discorso alla radio: “…il problema principale non è stare dalla parte dell’Inghilterra o della Germania. La questione è scegliere la cultura nordica o il bolscevismo asiatico…Il Führer ha accolto la richiesta del popolo norvegese alla formazione immediata di una Legione norvegese”. La stampa locale norvegese diede naturalmente un grande appoggio alla campagna reclutamenti, continuando a specificare che il fine era quello di formare: “..una legione norvegese che parteciperà alla lotta contro il bolscevismo, in difesa della Finlandia e di tutto il Nord”. Nei giorni successivi furono aperti nuovi centri di reclutamento nella capitale, considerando il grande afflusso di volontari, molti dei quali erano ex-combattenti della guerra di inverno in Finlandia e della campagna contro i tedeschi nel 1940. Nella scelta del primo comandante per la Freiwilligen Legion Norwegen, così come venne designata dai tedeschi la formazione volontaria norvegese (Den Norske Legion per i norvegesi), Quisling consigliò il Maggiore Finn Hannibal Kjelstrup, classe 1884, un membro del Nasjonal Samling, fervente anticomunista ed un genuino nazionalista norvegese, che fu messo a capo dello stato maggiore della Legione ad Oslo. Tra i circa duemila ufficiali dell’ex-esercito reale norvegese, circa quattrocento risposero al suo appello, fornendo i necessari quadri per la formazione volontaria. Tra le motivazioni principali che spinsero gli ufficiali norvegesi, ma più in generale tutti i volontari, ad arruolarsi spiccava il desiderio di riscattare la sconfitta della Finlandia durante la guerra d’inverno del 1940 e di tutto il Nord, ma anche la necessità di difendere la Norvegia da un eventuale aggressione sovietica.

Preparazione del personale

Arthur Quist

Arthur Quist

All’inizio di luglio i volontari furono raggruppati alla base dell’esercito norvegese nei pressi della scuola di Bjölsen (quartiere settentrionale di Oslo), per iniziare l’addestramento militare di base. Qui si presentarono circa ottocento volontari e dopo una visita medica, furono consegnate loro le uniformi: con grande sorpresa per i giovani norvegesi, le uniformi erano quelle della SS, con l’aquila nazionalsocialista. La cosa fece nascere i primi malumori e alcuni casi di dimissioni: molti volontari avevano creduto di dover essere incorporati nell’esercito finlandese e non in quello tedesco. In ogni caso, non avrebbero mai potuto combattere con l’uniforme norvegese, considerando che ufficialmente la Norvegia non aveva dichiarato guerra all’URSS. Come per le altre legioni volontarie europee fu autorizzata un’insegna nazionale, una piccola bandiera norvegese da portare sul braccio sinistro dell’uniforme sotto l’aquila nazionalsocialista. Per quanto riguardava la struttura dell’unità, nelle intenzioni tedesche c’era l’idea di strutturare la Legione norvegese come un reggimento rinforzato di fanteria, organizzato su tre battaglioni, intitolati Viken, Gula e Frosta, nomi di reparti militari già esistenti dell’Hird, la formazione paramilitare del Nasjonal Samling. Per il momento, nella speranza di reclutare un numero sufficiente di volontari, venne formato il primo battaglione, il ‘Viken’, posto agli ordini del Capitano Jörgen Bakke(4), subito promosso al grado di Maggiore (legions-Sturmbannführer). Questo primo battaglione comprendeva tre compagnie fucilieri ed una quarta compagnia armi pesanti (mitragliatrici e mortai).

Addestramento in Germania

All’inizio di agosto, secondo gli accordi siglati tra Bakke e Jüttner, i volontari norvegesi furono trasferiti in Germania, al campo di Fallingbostel (nei pressi di Celle, nella Bassa Sassonia) per continuare l’istruzione militare. L’intero Battaglione ‘Viken’, comprendente circa settecento legionari, vi giunse dopo un viaggio via mare e poi su treno. Il trasferimento in Germania dei volontari norvegesi rientrava nel disegno dei tedeschi di sciogliere lo Stato Maggiore della Legione ad Oslo, e passare l’unità a tutti gli effetti sotto il controllo della Waffen SS. Ufficialmente il 30 luglio 1941, la ‘Freiwilligen Legion Norwegen’, con un’ordine specifico dell’SS-Führungs-Hauptamt, firmato da Jüttner, era diventata parte della Waffen SS. L’unità doveva essere organizzata come un battaglione rinforzato, con uno stato maggiore reggimentale, anche essendo presente al momento un solo battaglione, alfine di poter espandere successivamente la stessa, con l’arrivo di nuovi volontari. La maggior parte dei comandi rimase in mano ad ufficiali norvegesi, ma alcuni posti ‘chiave’ furono assegnati a personale tedesco. Da notare che ufficialmente la lingua per i comandi rimase quella norvegese. A Fallingbostel iniziò la formazione di una nuova compagnia, numerata come 14a in previsione della formazione di un intero reggimento. L’unità fu posta agli ordini del Capitano di Corvetta Finn Finson(5), un vero mito nell’esercito norvegese.

Distintivi speciali

Come già accenato in precedenza, le uniformi per i legionari erano quelle della Waffen SS, con una bandiera norvegese in stoffa da portare sotto l’aquila nazionalsocialista sul braccio sinistro dell’uniforme. I membri dell’Hird furono autorizzati a portare il loro distintivo, la ruota solare con due spade, rosso e giallo. Al posto della mostrina con le doppie rune, fu autorizzata una mostrina speciale con un leone rampante, simbolo della Norvegia. Venne anche autorizzata una speciale fascia da polso con l’iscrizione “Frw. Legion Norwegen”, che sostituì ufficialmente la bandiera norvegese quando i legionari partirono per il fronte. L’intendenza tedesca non si diede molto da fare per distribuire queste fasce da polso e solo nel settembre del 1942 furono distribuite a tutti i volontari. Al 25 agosto gli effettivi totali della Legione erano di 802 uomini, inclusi 51 elementi tedeschi dello stato maggiore di collegamento (11 ufficiali, 15 sottufficiali e 25 soldati). I norvegesi erano in totale 751, di cui 20 ufficiali, 50 sottufficiali e 681 soldati. Venne altresì avviata la formazione di altre unità di supporto, come l’unità medica ed un plotone di corrispondenti di guerra. Con questi effettivi, il gruppo di istruzione tedesco (SS-Ausbildungsstab), guidato dall’SS-Hstuf. Fick, continuò le sedute di addestramento per preparare i volontari norvegesi al duro impegno in prima linea. Gli elementi dei reparti speciali, furono trasferiti in altri centri di addestramento.

Tensioni alla vigilia del giuramento

Capitano Jørgen Mathens Knutsen Bakke

Capitano Jørgen Mathens Knutsen Bakke

Mentre la truppa e gli ufficiali continuavano ad addestrarsi in Germania, continuarono le riunioni tra gli alti comandi norvegesi e tedeschi per discutere intorno alla futura organizzazione della Legione. Il 5 settembre 1941, si tenne a Berlino una riunione speciale, alla quale parteciparono Jüttner, Fick, Kjelstrup e Bakke. Lo stato maggiore di Oslo venne per il momento mantenuto, furono congedati alcuni ufficiali, come Nesheim e Wraal e Jüttner anticipò la probabile destinazione futura della Legione: non il fronte finlandese ma il settore nord del Fronte dell’Est. La tensione tra norvegesi e tedeschi iniziò a crescere, sull’onda di voci che davano come imminente la trasformazione della Legione in una unità comandanta dai tedeschi, come nel caso della divisione Wiking. Lo stesso Bakke, inviò una lettera a Berlino, nella quale diceva di non essere disposto a permettere che la Legione, nata come una unità norvegese e tenendo conto che i volontari si erano arruolati proprio in ragione di questa promessa, potesse trasformarsi in qualcos’altro. Il 26 venne indetta una nuova riunione tra Fick, Jüttner e Bakke, durante la quale vennero fissati alcuni punti importanti: lo stato maggiore di Oslo sarebbe stato disciolto a breve, l’SS-Hstuf. Fick avrebbe seguito la Legione al fronte ma subordinato a Bakke, a Fallingbostel sarebbe stata creata una Ersatzkompanie per addestrare i nuovi volontari. In ultimo, considerato lo scarso numero di effettivi, la struttura della Legione venne ridotta definitivamente a quella di un battaglione. Bakke ne uscì abbastanza deluso, ma si decise a continuare il suo lavoro, considerando che i suoi legionari aspettassero con impazienza l’invio in prima linea. Ma prima di questo, dovevano prestare giuramento ed anche sulla formula da adottare nacquero tensioni e disaccordi. Alla fine si trovò una formula di compromesso, nella quale i norvegesi giuravano fedeltà ad Adolf Hitler ma solo nella lotta contro il Bolscevismo. La cerimonia, si tenne il 3 ottobre 1941, presenziata dallo stesso Quisling, la cui presenza servì molto a calmare gli animi esacerbati dei suoi connazionali. Alla fine solo una decina di volontari, rifiutarono di prestare il giuramento e furono allontanati dall’unità, gli altri pronunciarono la formula: “Giuro a Dio onnipotente che nella lotta contro il bolscevismo sarò fedele al Comandante Supremo delle forze armate tedesche, Adolf Hitler, e come soldato valoroso sarò sempre disposto a dare la mia vita per mantenere questo giuramento”.

Nuovi comandanti

Nei giorni immediatamente successivi alla cerimonia Bakke ritornò in Norvegia, per incontrarsi con i responsabili dello stato maggiore di Oslo, per tentare di riattivare la campagna arruolamenti, con scarsi risultati. Nello stesso periodo si verificarono alcuni cambi di comando in seno alla Legione: la prima compagnia passò agli ordini del Leg.-Ostuf. Olaf Lindvig. All’inizio di dicembre, Kjelstrup si vide costretto a rassegnare le dimissioni da comandante dello stato maggiore di Oslo ed il comando della Legione passò ufficialmente al Leg.-Stubaf. Bakke, che solo pochi giorni dopo, il 15 dicembre, considerato troppo nazionalista e molto antitedesco, fu trasferito alla divisione Wiking, come ufficiale aggiunto nel I./’Germania’. Il comando della Legione fu quindi assegnato ad Arthur Quist(6), ex-ufficiale di cavalleria dell’esercito reale norvegese e membro del Nasjonal Samling fin dal 1933, al quale venne assegnato il grado di Legions-Sturmbannführer. Il 15 dicembre Berlino ordinò la creazione di un battaglione di rincalzo (Ersatz-Bataillon) per la Legione, posto al comando dell’SS-Hstuf. Tedesco Erich Dahm, dislocato al campo di Holmestrand, a sud di Oslo, dove sarebbero state addestrate le nuove reclute.

Ordine di battaglia della Legione

La Legione norvegese fu strutturata definitivamente su tre compagnie fucilieri (Schütz.Kp.), numerate da 1. a 3., una quarta di mitragliatrici pesanti (quattro MG-34) e mortai (8 mortai medi) ed una compagnia anticarro, numerata ancora come 14., equipaggiata con pezzi anticarro da 37mm. Completavano l’organico un plotone di corrispondenti di guerra ed un plotone medico. Il numero totale di effettivi era di circa mille uomini.

Kommandeur: Legion-Sturmbannführer Quist
Kriegsberichter.Zug: Leg.-Uscha. Oscar Bang
Sanitäts.Zug: Leg.-Ostuf. Dr. August Ingier
Zahnarzt(dentista): Leg-.Ostuf. John Asphaug

1.Kompanie: Leg.-Ostuf. Olaf Lindvig
1.Zug: Leg.-Hscha. Wang
2.Zug: Leg.-Hscha. Jacobsen
3. Zug: Leg.-Hscha. Östring

2.Kompanie: Leg.-Ostuf. Karsten Sveen

1.Zug: Leg.-Ustuf. Jens Grönneröd
2.Zug: Leg.-Hscha. Solem
3.Zug: Leg.-Ustuf. Walter Steen

4.Kompanie (SMG): Leg.-Hstuf. Ragnar Berg

1.Zug: Leg.-Ustuf. Knut Westad
2.Zug: Leg.-Ustuf. Westberg
3.Zug: Leg.-Ustuf. Nijäl Reppen
4.Zug: Leg.-Ustuf. Rolf Ravn Wirum

14.Kompanie (PAK): Leg.-Hstuf. Finn Finson
1.Zug: Leg.-Ustuf. Kaare Opsahl
2.Zug: Leg.-Oscha. Uglestad
3.Zug: Leg.-Oscha. Holst

La terza compagnia, ufficialmente agli ordini del Leg.-Ustuf. Braseth, non era stata ancora organizzata. A ciascuna compagnia fu assegnato un ufficiale di collegamento tedesco (berater) che nel corso dei combattimenti al fronte, assunsero di volta in volta che il comando delle stesse unità.

1.Kompanie
SS-Ostuf. Dietrich Radbruch(7)

2.Kompanie
SS-Ustuf. Alfred Kohl

3.Kompanie
SS-Ustuf. Friedrich Ziegler

4.Kompanie
SS-Ustuf. Ernst Scheid

14.Kompanie
SS-Ustuf. Josef Weiler

Note

(1) Figlio di un pastore luterano, Quisling nacque a Fyresdal, il 18 luglio 1887. Cadetto dal 1905, ufficiale di carriera dal 1908, specialista in questione russe, venne designato come addetto militare a San Pietroburgo quando scoppiò la rivoluzione del 1917, della quale fu uno dei pochi testimoni stranieri. Nel 1921 divenne segretario del celebre esploratore norvegese Fridjof Nansen, inviato dalla Società delle Nazioni in Russia per occuparsi degli affamati e dei rifugiati. Quisling passò due anni in Ucraina e sposò una russa. Divenne in seguito addetto della legazione norvegese a Mosca ritornando in patria solo alla fine del 1929. In quel periodo aveva il grado di Maggiore e passava per un simpatizzante della rivoluzione russa e del bolscevismo. Ben prestò però litigò con i socialisti norvegesi e fondò un partito per promuovere il risveglio del popolo nordico: Nordisk Folkereisning. Allora auspicava un’alleanza tra l’Inghilterra, la Germania ed i paesi scandinavi per formare una sorte di blocco di difesa della cultura nordica. Nel 1931 entrò ufficialmente in politica, accettando l’incarico di ministro della difesa nazionale offertogli dal capo del partito agrario. Diventato ministro, non tardò a rassegnare le dimissioni, a causa del clima troppo ‘accomodante’ della democrazia norvegese. Nel maggio 1933, Quisling creò il suo partito, il Nasjonal Samling o Unione Nazionale. Era un movimento di tendenza fascista caratterizzato da un acceso nazionalismo al punto da riprendere la vecchia bandiera del re San Olav, rossa con la croce gialla. Quisling si proclamò Förer (il corrispondente norvegese della parola Führer, capo, guida), creò una truppa d’assalto, l’Hird: un nome che evocava la guardia del Re ai tempi dei vichinghi ed i suoi 300 membri sfilavano alla maniera fascista. Alle elezioni del 1933, il Nasjonal Samling non ebbe che il 2% dei voti, erano pochi ma si trattava sempre di circa 30.000 simpatizzanti, e comunque prese più voti dei comunisti. Tre anni più tardi, non si verificò nessun miglioramento. Tuttavia Quisling ruiscì a circondarsi di molti adepti celebri come ufficiali di carriera, professori, funzionari statali, pastori di campagna e scrittori. Alla vigilia della guerra il Nasjonal Samling di Quisling era rimasto con appena 5-6.000 militanti rischiando la completa dissoluzione. Anche per questa ragione i tedeschi non consideravano Quisling un valido interlocutore ai fini della loro politica espansionistica e quindi non ci fu alcun appoggio alla sua organizzazione. Addirittura Quisling era considerato dall’ambasciata tedesca a Oslo come un elemento ‘antitedesco’.
(2) Suo figlio, Arhild Hamsun servì come corrispondente di guerra nella Waffen SS e fu decorato con la Croce di Ferro di Seconda Classe.
(3) E. Norling, “De los fiordos a las estepas…”, pag. 55.
(4) Jörgen Bakke, nato il 29 luglio 1894 a Bamle in Norvegia.
(5) In realtà il suo vero nome era Finn Halvorsen, l’ufficiale della Torpediniera che il 16 febbraio 1940 aveva aiutato gli inglesi ad abbordare il mercantile tedesco ‘Altmark’, quando fu attaccato da questi in acque territoriali norvegesi. Con l’occupazione del paese da parte dei tedeschi decise di cambiare il cognome.
(6) Arthur Quist, nato il 17 febbraio 1896 ad Oslo. Ufficiale dell’esercito norvegese e campione di equitazione olimpico.
(7) Dieter Radbruch, nato il 27 novembre 1915 a Lubecca, SS-Nr. 351 308.

Bibliografia

Associazione Culturale Ritterkreuz, “Den Norske Legion”, Numero speciale III/2010
Legionsminner, 1943, Viking Forlag
Sven T. Arneberg, “Legionærene: Nordmenn i skyttergravskrig ved Leningrad 1942-43″, Thorsrud Lokalhistorisk Forlag
E. Norling, “De los fiordos a las estepas: la legion SS noruega en el Frente del Este (1941-43)”, Garcìa Hispàn Editor
Derek M. Schei & Geir Brenden, “Norske krigsfrivillige på tysk side”, (2 volumi), Utmerkelser
Egil Ulateig & Geir Brenden, “Nordmennene på Østfronten”, Forlaget Repartasje

 

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