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Le “Astronavi” del Fascismo

Le “Astronavi” del Fascismo

coloniefascismo3Dalla Redazione – Facciamo chiarezza: non stiamo parlando nè di armi segrete né, per i più stravaganti pensatori, di alcun gabinetto segreto RS/33 (quello riguardante il “mito” di Ufo e Fascismo). Parliamo molto più semplicemente delle “colonie”, quelle marine per bambini, costruite dal Fascismo e che tanto sviluppo ebbero durante gli anni del regime.
Ne parlo a seguito di un’inchiesta di Repubblica sullo storia delle stesse (in cui appunto vengono definite “astronavi” per la loro forma e struttura) e sull’attuale stato di abbandono.
Sono infatti migliaia oggi le colonie abbandonate sulla riviera romagnola e in molti altri posti d’Italia. Tante quelle costruite dal Fascismo, molte di più quelle del dopoguerra rispondenti alla logica della speculazione edilizia, delle solite “mazzetta repubblicane” dell’odierna democrazia. Ed eccolo immancabile il solito insulto alla storia da parte dei democratici moderni: nell’articolo di tale Sara Bertuccioli il regime viene accusato di crearle per assegnare alle stesse una “funzione di propaganda”.
Che vergogna questi giornalisti!
Durante il Fascismo invece sono milioni i bambini e ragazzi che usufruiscono delle vacanze alle colonie istituite dal regime; per questocoloniefascismo2 motivo vengono sempre più intensificate al fine di offrire un periodo di vacanza ai figli di quelle famiglie meno agiate dando così loro l’opportunità di un periodo di attività fisica e ludica nel periodo estivo. La loro amministrazione venne affidata all’Opera Nazionale per la Maternità e l’Infanzia. Eccolo il vero stato sociale: quello che abbatte le differenze tra ricchi e poveri, che consente a tutti, a prescindere dal proprio reddito, di godere di un periodo di vacanza.
Così mentre i bambini delle precedenti generazioni passavano la loro infanzia tra i campi o ad accudire il bestiame (consiglierei ai signori comunisti di Repubblica di leggere “POCO o NIENTE” di G. Pansa dove lo stesso descrive la vita del padre ai primi anni del ‘900), i loro figli durante il fascismo potevano godere di istruzione gratuita, di una legge contro lo sfruttamento del lavoro minorile e delle colonie estive appunto a prescindere dallo stato economico e sociale della famiglia.
coloniefascismoQuesti veri e propri monumenti di architettura sono oggi lasciati all’abbandono e all’inesorabile passare del tempo che con infinita nostalgia sta cancellando gli ultimi tratti di quel regime che tanto ha dato all’Italia. Opere costruite talmente bene, talmente solide che spesso nemmeno l’abbandono riesce a scalfirne la bellezza e ad abbatterne le strutture.
Nel dopoguerra ovviamente si sostituirono alle bellezze architettoniche del regime le brutture della democrazia in cui unico scopo era quello di fare soldi, altro che finalità sociali! Sorgono così migliaia di altre colonie, palazzoni di cemento che vengono date in gestione a comuni ed enti locali. Ed eccola lì la democrazia delle mazzette e degli sprechi: pochi anni dopo, complice il raggiunto benessere economico, la loro definitiva chiusura e l’abbandono.
Oggi molte di queste strutture potrebbero ritornare utili per le tante famiglie che non possono permettersi una vacanza o per quelle coppie che vorrebbero mandare i figli alle colonie e passare un periodo di serenità con il proprio partner. Questo sarebbe però un ragionamento troppo logico per il paese delle mazzette dove non si fa nulla di “sociale” se non c’è la ruberia di mezzo… e con questi tempi di “austerity”. Figuriamoci!

Giuseppe Minnella – Direttore Ilduce.net

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