 



                                      

"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si
spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
 |
Pagina
Iniziale
Preferiti
Forum |
|
Fai
conoscere Ilduce.net ai visitatori del tuo blog o del tuo
sito. Scarica i nostri loghi e banner e diffondili.

|
|






|
|
|
Non
è la fede che arriva nell’ora del crepuscolo quella che mi sostiene, è
la fede della mia infanzia e della mia vita che mi impone di dover
credere, anche quando avrei diritto di dubitare.
Non so se questi miei appunti saranno mai letti dal popolo Italiano;
vorrei che così fosse, per dargli la possibilità di raccogliere in
confessione di fede il mio ultimo pensiero.
Non so nemmeno se gli uomini mi concederanno il tempo sufficiente per
scriverli.
Ventidue anni di governo mi rendono probabilmente degno, a giudizio
umano, di vivere altre ventiquattro ore.
Ho creduto nella vittoria delle nostre armi, come credo in Dio, Nostro
Signore, ma più ancora credo nell’Eterno, adesso che la sconfitta ha
costituito il banco di prova sul quale dovranno venire mostrate al mondo
intero, la forza e la grandezza dei nostri cuori.
E’ ormai un fatto che la guerra è perduta, ma è anche certo che non si è
vinti finchè non ci si dichiari vinti.
Questo dovranno ricordare gli Italiani, se sotto la dominazione
straniera, arriveranno a sentire l’insoffocabile risveglio della loro
coscienza e dei loro spiriti.
Oggi io perdono a quanti non mi perdonano e mi condannano condannando se
stessi.
Penso a coloro ai quali sarà negato per anni di amare e soffrire per la
Patria e vorrei che essi si sentissero non solo testimoni di una
disfatta, ma anche alfieri della rivincita.
All’odio smisurato e alle vendette subentrerà il tempo della ragione.
Così riacquistato il senso della dignità e dell’onore, son certo che
gl’Italiani di domani sapranno serenamente valutare i coefficienti della
tragica ora che vivo.
Se questo è dunque l’ultimo giorno della mia esistenza, intendo che
anche a chi mi ha abbandonato e a chi mi ha tradito, vada il mio
perdono, come allora perdonai al Savoia la sua debolezza.
Germasino 27 Aprile notte.
Benito Mussolini
Il giorno
dopo, il 28 aprile, o secondo alcuni la notte stessa del 27 aprile 1945
Benito Mussolini viene assassinato. La versione più conosciuta è anche
la più falsa. Non fu infatti il colonnello Valerio, alias Walter
Audisio, ad assassinare il Duce con la Petacci ma altre oscure figure.
Forse però la verità non la conosceremo mai purtroppo.
Il Duce ebbe un ultimo desiderio: che questa lettera fosse letta dagli
italiani. Diamo così anche noi un piccolo contributo.
|