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L’importanza di raccontare ancora oggi la storia vera.

Leggete queste poche righe: chi le ha scritte? Ebbene si, proprio lui: Giorgio Napolitano quando era ancora al di qua della barricata. Ve le riproponiamo:

napolitano-re«L’Operazione Barbarossa civilizza i popoli slavi: dato che il nostro sicuro Alleato [è] lanciato alla conquista della Russia vi è la necessità assoluta di un corpo di spedizione italiano per affiancare il titanico sforzo bellico tedesco, allo scopo di far prevalere i  valori della Civiltà e dei popoli d’Occidente sulla barbarie dei territori orientali.» (Giorgio Napolitano – “BO’ “, Luglio 1941, giorn. univ. del GUF di Padova).
Una premessa. L’ho scritto già diverse volte in passato. Quando 14 anni fa fondammo questo sito internet l’obiettivo era quello di narrare la storia: non una storia qualsiasi, non la minestra riscaldata da servire a teste vuote incapaci di pensare, no. Volevamo raccontare la vera storia di Benito Mussolini, del Fascismo, dell’Italia negli anni dal 1922 al 1945.
Tantissimi giovani e meno giovani si accostavano al nostro sito con un senso di liberazione: finalmente qualcuno che racconta la storia vera! E su questi presupposti costruimmo uno staff con tanti collaboratori, un forum con migliaia di partecipanti, un sito con decine di migliaia di visitatori al giorno.

Ed oggi? La Facebook-generation ha fagocitato tutto: la scuola distrutta ed annientata dalla politica sforna ogni anno centinaia di migliaia di semi-ignoranti intenti a “selfarsi” con il proprio smartphone di ultima generazione dalla mattina alla sera. Internet da luogo di apprendimento e approfondimento è diventato una vera e propria cloaca della società: bambine che si spogliano in cam in cambio di una ricarica telefonica, cyberbulli che minacciano bamboccioni a destra e a manca, video trash di ogni tipo passando per le  teste sgozzate dai miliziani dello stato islamico i cui video giungono facilmente ai nostri figli ancora bambini.

In tutto questo c’è ancora spazio per la storia? Probabilmente no ma fino a quando avremo anche un solo lettore non ci daremo per vinti e saremo per sempre la spina nel fianco di un sistema che in Italia ogni giorno di più umilia l’uomo, umilia il semplice cittadino. In un paese dalla memoria cortissima e spesso fasulla, la nostra è schierata a difesa della verità.
Avevate infatti mai letto queste parole dell’ex presidente della Repubblica Italiana? E avete mai sentito un giornalista nei 9 anni del suo “regno” fargli una domanda sul suo passato da fascista? Noi veramente no.
E c’è bisogno de Ilduce.net per portare alla luce il pensiero del giovane fascista Giorgio Napolitano? Ebbene si, c’è bisogno di noi. Ancora una volta. Sia chiaro non è il solo ad aver compiuto un passo simile, anzi è in affollatissima compagnia di un’incredibile marmaglia di voltagabbana che pur di far carriera non solo hanno sputato nel piatto in cui hanno mangiato ma si sono resi protagonisti di qualcosa di molto più grave: hanno iniziato a raccontare vergognose bugie, hanno disintegrato la verità storica, hanno umiliato e raccontato fandonie su quel regime che aveva loro dato onori tanto da farlo conoscere agli italiani come essi oggi lo conoscono: ovvero un periodo buio dove la libertà non esisteva, dove la povertà la faceva da padrone e se si viveva con le porte aperte era solo “perchè non c’era niente da rubare” (una delle idiozie che si possono sentire frequentemente ancora oggi).

No! A noi la carriera non interessa. A noi interessa la verità ed è per quella che quotidianamente ci poniamo dall’altro lato della barricata. Per difendere la storia, per difendere l’Italia, per difendere l’onore di Benito Mussolini!

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