 



                                      

"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si
spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
 |
Pagina
Iniziale
Preferiti
Forum |
|
Fai
conoscere Ilduce.net ai visitatori del tuo blog o del tuo
sito. Scarica i nostri loghi e banner e diffondili.

|
|






|
|
|
Il Duce al Gran
Sasso
|
L'ultimo saluto a una donna
importante! Ciao Elisa!
|
|
A
cura di Franca Corrieri
|
| |
|
|
"Non
l'ho mai dimenticato". Così mi diceva la cara Elisa, una
delle pochissime persone rimaste nell'albergo di Campo Imperatore,
dove il Duce rimase prigioniero fino al 12 settembre del '43.
Elisa Moscardi, Lisetta per gli amici, all'epoca aveva 34 anni ed
era una bella ragazza bionda, dipendente del Centro Turistico Gran
Sasso, con l'incarico di guardarobiera dell'albergo. Lisetta fu
l'unica dipendente a rimanere nell'albergo con il ruolo di dama di
compagnia del Duce. Lei arrivava nella stanza n. 201, la stanza
messa a disposizione del Duce, verso le 9 del mattino e si sedeva
insieme a lui nel soggiorno.
|

Franca e Lisetta in
compagnia sulla funivia che dalla base di Fonte Cerreto le porta a
Campo Imperatore. |
|
Con
lei non parlava mai di politica e soffriva per le difficoltà che
doveva affrontare il popolo italiano. Il Duce, raccontava la
signorina Elisa, aveva paura di essere catturato dagli inglesi, si
fidava invece degli americani "che" diceva "mi
tratteranno bene". Il Duce spesso, affacciandosi alla
finestra della sua stanza per ammirare il Gran Sasso diceva
"se non fossi prigioniero, qui è meglio del paradiso!".
La cara Lisa raccontava sempre la volta che, dolorante per una
distorsione alla caviglia, il Duce le diede una pomata e delle
bende e le regalò un paio di pantofole che lei conservava
gelosamente. E venne il giorno della liberazione. "Era di
domenica, una bella giornata. La mattina trascorse tranquilla;
alle 14 si sentì un trambusto, vidi degli alianti fuori
dall'albergo e all'inizio non capii cosa stava succedendo. Alle 15
arrivò la "cicogna" dove sarebbe salito il Duce. Quando
Mussolini stava per uscire dall'albergo, mi accorsi che aveva
dimenticato il bastone ed il cappotto. Gli corsi dietro per
darglieli e lui mi disse "Grazie figliola, mi ricorderò
sempre di te". Poi rivolto a tutti disse "Mi ricorderò
di voi e del bene che mi avete fatto".
|

Qui Lisetta e'
ritratta nella stanza che fu assegnata al Duce. |
Il
6 febbraio 2001 Lisetta è tornata per l'ultima volta nell'albergo
di Campo Imperatore per un'intervista per la trasmissione
"Linea Bianca". Mi recai a Camarda, il paese alle
pendici del Gran Sasso dove lei viveva, e da lì ci dirigemmo
verso la funivia che ci avrebbe condotte a Campo Imperatore. La
giornata splendida, la neve bianca, la nostalgia di quei giorni.
"E se mi dovessero chiedere se mi ero innamorata?"
"Che ti importa Lisa, di' di si, è tutta invidia quella
degli altri!" le risposi io. "Prego per lui tutte le sere"
dichiarò ancora una volta, come già avvenuto per le tante
interviste fatte durante gli anni passati.
|
|
E
come in tutte le altre interviste, la fatidica domanda "Ma
lei signorina Elisa, era innamorata del Duce?" "No,
queste sono tutte calunnie!". Al termine aiutai Lisa ad
indossare il suo cappottino, le porsi il bastone con il quale
aiutava le sue gambe stanche e pian piano ci avviammo verso
l'uscita dell'appartamento dove nel settembre del '43 alloggiò il
Duce Benito Mussolini. Davanti allo studiolo, si fermò, recitò
un Eterno Riposo e disse "Quanti bei ricordi!". Sento
ancora la sua forte stretta sulla mia mano mentre l'aiutavo lungo
il percorso, spesso ghiacciato a causa della neve, che ci avrebbe
portate verso la funivia per tornare a casa.
Elisa se n'è andata il 16 ottobre 2001, durante la notte, in
silenzio, all'età di 92 anni.
Grazie Signorina Elisa, non la dimenticherò mai!
|
|