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L’Italia che affonda offende il Duce che la salvò!

mussoliniLo vedete questo manifesto? E’ stato affisso pochi giorni fa in quella Torino, con sindaco il grissino Fassino, invasa da extracomunitari, assediata dai debiti, messa in ginocchio dalla crisi dell’industria manifatturiera, in cui gli italiani tirano a campare ostaggio delle gang criminali comandate ed organizzate da immigrati. La stessa Torino in cui qualche mese fa è stato risolto un altro tremendissimo problema che i cittadini tutti si portavano dietro da ottant’anni: la cittadinanza onoraria conferita a S.E. Benito Mussolini! Che saranno mai le migliaia di famiglie rimaste senza stipendio quando ci si trova di fronte ad una simile “vergogna”?

Avrei davvero voglia, magari messo faccia a faccia, di chiedere ad un torinese (italiano, sempre che ne siano rimasti) se tra i problemi sopra enunciati non avrebbe anche lui scelto di risolvere quello sicuramente più grave ovvero la cittadinanza onoraria al Duce.
Ed ecco che a qualche mese di distanza l’affissione di questo manifesto, ovviamente non firmato e mancante persino di un apostrofo (un’idea si apostrofa ignoranti!!!) ci riporta indietro fino al 1945 ed al vergognoso e macabro partigiano spettacolo di Piazzale Loreto.

Oggi l’Italia appunto affonda come riportato nel titolo: affonda socialmente, moralmente, economicamente, affondano le sue tradizioni e scompare il suo popolo. Dallo stesso emergono ogni tanto delle bestie come gli autori di questo manifesto che oltre ad ignorare la lingua italiana ignorano ancor di più la storia (con estrema gioia di sindaci, deputati, ministri, senatori etc.).
L’Italia dell’orrendo Mussolini dava ai suoi cittadini quelle riforme sociali che oggi i Fassino di turno ci stanno togliendo: dalle 8 ore di lavoro alle ferie, dalla tredicesima agli assegni famigliari, dalle pensioni alla sanità e all’istruzione gratuita. Per non parlare delle opere infrastrutturali messe in piedi in pochissimo tempo, puntuali e con, ebbene si bestie ignoranti, addirittura avanzo di risorse rispetto a quanto stanziato per la costruzione. Quell’Italia con le sue riforme sociali fu ad un passo dall’abbattere il capitalismo mondiale ma nella guerra del sangue contro l’oro quest’ultimo prevalse. Chi ignora la storia non riuscirà a comprendere il senso di queste poche righe che scambierà per affermazioni assurde di un partigiano fascista. Studiate piuttosto bestie immonde che osate mettere a testa in giù una  persona simile! Ma oggi viviamo in una democrazia mi si dirà: ebbene? Che democrazia è quella che toglie diritti? Oggi l’unica vera libertà di cui gode il popolo italiano è quella di morire di fame!!! Ve la siete guadagnata, complimenti!

Vi lascio con un pensiero di Giuseppe Prezzolini che sicuramente gli ignoranti di cui sopra disconoscono. Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1929 tornerà diverse volte in vacanza in Italia. In una di queste occasioni durante gli anni ’30 avrà modo di dire:

“Le mie impressioni possono forse parere semplici per i lettori italiani, ma hanno però lo sfondo dei paesi per i quali passo quando torno: un confronto e un controllo. Pace in questa Italia: ecco il primo sentimento certo che si prova venendo da fuori e dura per tutto il soggiorno. La pace degli animi, il silenzio delle lotte che divorano gli altri paesi (…). I ricchi non hanno bisogno di guardie del corpo per salvare i figlioli dal sequestro. I poveri non devono pagare la taglia mensile alla malavita per esercitare il loro mestiere (…). Il popolo italiano appare rinnovato. Gode come nessun altro popolo, del paesaggio, dei fiori, dei colori e dell’atmosfera (…). Non è ricco come altri popoli, ma non lo è mai stato e in confronto del popolo americano mi pare senza dubbio più contento.”

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Un commento

  1. Ci vorrebbe veramente un uomo come lui in questo momento

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