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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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Giorgio
Bocca
-
LA REPUBBLICA DI MUSSOLINI -
©
1994
Arnoldo Mondadori Editore S.p.a. Milano Oscar
Storia Mondadori -
Descrizione
a ultima pagina:
Violentemente attaccata, trascurata o
addirittura dimenticata per molti anni dalla storiografia
ufficiale italiana, la repubblica di Salò è stato a
lungo uno degli episodi meno conosciuti della nostra
storia recente. Ma cosa fu veramente questo effimero stato
e cosa significò per gli italiani? Fu solo un paese
satellite della Germania nazista, la base per un patetico
e irrealizzabile tentativo di rivincita o l'ultima sperana
di portare a compimento quelli che erano i progetti del
primo fascismo? Per affrontare senza preclusioni e senza
pregiudizi un'analisi della repubblica di Mussolini c'è
voluto, nel 1977 il coraggio di uno scrittore attento e
sensibile come Giorgio Bocca, un autore che come ex
comandante partigiano poteva sicuramente considerarsi al
di sopra di qualsiasi sospetto ideologico. Bocca ha agito,
in questo suo memorabile saggio, come storico e come
giornalista, incontrando e intervistando centinaia di ex
nemici, i "repubblichini, politici, militari, e
intellettuali, nel tentativo di scoprire cosa spinse tanti
italiani a confermare la loro adesione di un regime
visibilmente destinato alla sconfitta. Il risultato delle
sue ricerche è stata la stesura di un'opera fondamentale
che ancora oggi, a vent'anni dalla sua prima
pubblicazione, è considerata senza uguali per
attendibilità ed esaustività.
Notizie sull'autore:
Giorgio Bocca è nato a Cuneo nel 1920. Ha preso parte
alla Resistenza nelle formazioni di Giustizia e Libertà
e, nell'immediato dopoguerra, ha iniziato la carriera di
giornalista. Redattore alla "Gazzetta del
popolo" e all'"Europeo", inviato del Giorno
è stato uno dei fondatori della Repubblica (1975). Tra i
suoi libri ricordiamo: Storia dell'Italia partigiana. (Latera,
1966; Mondadori 1995), Storia dell'Italia nella guerra
fascista (Laterza 1969, Mondadori 1991), Storia popolare
della resistenza (Laterza 1978).
In
copertina: Un legionario della Brigata
Tagliamento (Foto Istituto LUCE).
Commento
di Giuseppe Minnella:
Quella di Giorgio Bocca è un'opera
davvero esaustiva che fa un quadro generale della
Repubblica Sociale Italiana. Essendo Bocca un
ex-partigiano non mancano le critiche piuttosto aspre al
fascismo repubblicano. In alcuni punti egli abbandona
l'oggettività del racconto per commenti tutt'altro che
apolitici. Gli va dato onore però di aver scritto davvero
un bel libro che potrà colmare le lacune delle conoscenze
di ognuno sulla Repubblica di Salò. In vena critica anche
il titolo: "La Repubblica di Mussolini" non RSI,
o Repubblica di Salò. Dal racconto però dei fatti,
risulterebbe più una Repubblica dei tedeschi da come il
tutto è impostato in cui si descrive l'assoluto non
potere dei ministri repubblicani e gli sgarbi e il non
rispetto di molti ufficiali delle SS tedesche nei
confronti del Duce. Il racconto si mischia (e giustamente)
alla parzialità di pensiero dello scrittore. Considerando
però che si tratta di un ex-capo partigiano Bocca compie
un ottimo lavoro ed è piuttosto normale che muova della
critiche alla Repubblica come normale sarebbe che un
reduce di Salò facesse lo stesso riguardo la Resistenza.
Tornando al libro, il racconto inizia dal 25 luglio 1945
per arrivare fino alla morte della Repubblica, svelando i
mille traditori di Mussolini, passando per la morte di
Galeazzo Ciano, della Ridotta in Valtellina, fino alla
morte stessa di Benito Mussolini; Una Repubblica dalla
difficile e breve vita (600 giorni) tradita dai tedeschi,
dagli industriali, dai suoi stessi ministri. Tra tutte
queste figure spicca il Duce, Benito Mussolini che torna
alla carriera del giornalista per confondere il passare
del tempo e i giovani italiani che persero la vita in
quella assurda guerra incivile tra italiani contro
italiani.
Giuseppe
Minnella
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