 



                                      

"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si
spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
 |
Pagina
Iniziale
Preferiti
Forum |
|
Fai
conoscere Ilduce.net ai visitatori del tuo blog o del tuo
sito. Scarica i nostri loghi e banner e diffondili.

|
|






|
|
|
Ray
Moseley
-
Ciano - L'ombra
di Mussolini.
©
2000
Arnoldo Mondadori Editore S.p.a. Milano Oscar
Storia Mondadori 2002 -
Descrizione
a ultima pagina:
Giovane diplomatico amante del bel
mondo, Galeazzo Ciano aveva sposato nel 1930 Edda
Mussolini, la figlia prediletta del duce. Per lui questo
era stato l'inizio di una carriera folgorante che lo aveva
portato a soli trentatrè anni, a diventare ministro degli
Esteria e delfino di Mussolini. Uomo intelligente e
ambizioso, frivolo e corrotto, fu uno dei firmatari
dell'ordine del giorno Grandi, che il 25 luglio 1943
provocò la caduta di Mussolini. In un vorticoso crescendo
di colpi di scena, divenne poi il protagonista di una
tragedia dai tratti shakespeariani che lo condusse alla
morte per fucilazione. Avvincente come un romanzo, questa
biografia di Ray Moseley si avvale di nuovi documenti,
testimonianze inedite, rivelazioni e interviste ai
personaggi dell'epoca. Ne risulta uno spaccato del regime
fascista da una nuova e avvincente prospettiva, ma
soprattutto il ritratto di una delle figure più
controverse e tragiche di questo secolo: un uomo destinato
a vivere e a morire all'ombra di Mussolini.
Notizie sull'autore:
Ray Moseley, corrispondente europeo del "Chicago
Tribune", candidato al premio Pulitzer per il
giornalismo nel 1981, è autore di alcune monografie
storiche. Ha vissuto a lungo in Italia.
In
copertina: Il Conte Galeazzo Ciano con la
divisa della Milizia.
Commento
di Giuseppe Minnella:
Galeazzo
Ciano, odiato dai fascisti, odiato dagli italiani, odiato
dai tedeschi.
Forse al momento della sua morte le uniche persone che lo
amavano erano Edda, la moglie e figlia primogenita di
Benito Mussolini, Fabrizio, Raimonda e Marzio, i suoi tre
figli. La vita di Ciano è finita una fredda mattina di
Gennaio in quel di Verona dove un plotone di esecuzione
fascista lo fucilò per il famigerato voto del Gran
Consiglio in data 25 luglio 1943.
Ho nutrito personalmente sempre gran simpatia per Ciano,
forse anche per il modo in cui morì. Sarebbe molto
probabilmente stato degno della successione del Duce;
l'ostacolo principale era la sua personalità. Secondo
quello raccontato da Moseley, Ciano era una persona che
cambiava idea e atteggiamento molto in fretta, proprio
come il Duce, ma a suo vantaggio ci fu il fatto che Ciano
alternava momenti di sbando, di collera, di superbia ad
altri di incredibile lucidità in cui cambiava totalmente
modo d'essere ed era l'unico ad avere il coraggio di
contraddire il Duce. Cercò con ogni mezzo di tenere fuori
l'Italia dalla guerra ma una volta entratavi fu il
responsabile dell'attacco alla Grecia. Non credo che Ciano
tradì il Duce, anzi tutt'altro! Più volte Ciano sfidò
il suocero, persuadendolo ad uscire dalla Guerra, cercando
di fargli capire che tutto era finito ma Mussolini,
nonostante egli stesso più volte gli confidò di odiare i
tedeschi non seppe compiere tale passo che avrebbe salvato
dal baratro un paese, un regime e una famiglia...anzi due.
Mi fermo qui, ci sarebbe da scrivere altrimenti un altro
libro a proposito. Per adesso basta questo, libro molto
utile per le proprie conoscenze che descrive una delle più
tragiche conseguenze di una guerra sbagliata che il Conte
Ciano non aveva voluto. L'opera di chiari contenuti
antifascisti, anche se Moseley ha fatto del suo meglio per
nascondere questo atteggiamento, ci racconta nei minimi
particolari gli eventi di questa vicenda. Ciano, da
Ministro degli Esteri a "traditore" giustiziato;
tuttociò passando per le sue relazioni (internazionali ed
extraconiugali), i famosi Diari, i presunti complotti.
Un solo appunto: in tv vedendo un documentario su Ciano fu
descritta la sua codardia e stupidità nel non essersi
difeso al processo di Verona. Leggendo questo libro si
vedrà invece che non è affatto così; Galeazzo afferma
invece di essersi imposto la linea dell'indifferenza,
perchè sapeva che l'unica sentenza sarebbe stata quella
di morte e morì guardando in faccia il plotone
d'esecuzione. Forse alcuni giornalisti potrebbero
risparmiarci certe volgari menzogne.
Giuseppe
Minnella
|