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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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Pino
Rauti
- Benito Mussolini -
©
2001 Edizioni
Il Settimo Sigillo - Collezione Europa
In
copertina: Foto
di Benito Mussolini.
Notizie
sull'autore:
Pino Rauti non ha bisogno di descrizioni. Nel
corso della sua lunga vita dopo aver aderito ancora ragazzo alla
Repubblica di Salò è stato uno dei missini della prima ora. Le
tribolate vicende politiche lo hanno portato ad essere l'ultimo
segretario del MSI prima dell'ascesa di Gianfranco Fini. Insieme
ai dissidenti di Fiuggi ha fondato nel 1995 il Movimento Sociale
Fiamma Tricolore di cui è stato segretario fino all'ascesa di
Luca Romagnoli. Presidente onorario del MSFT è ancor'oggi uno dei
protagonisti della politica italiana anche se in chiave minore
rispetto al passato e alla "prima repubblica". Commento
di Giuseppe Minnella
L'opera di Pino Rauti è un opuscolo leggibile
in due-tre ore molto sobrio ed appassionante. Si tratta di una
ristampa della stessa opera di Rauti pubblicata per la prima volta
oltre trent'anni fa quando parlare di Mussolini e Fascismo era
ancora un tabù e un argomento troppo scottante in quanto i
ricordi della guerra erano vivissimi nella memoria di milioni di
italiani. Il tono coinvolgente dell'opera stuzzica la fantasia del
lettore che vive quasi in prima persona il racconto della vita del
Duce immedesimandosi nel personaggio. Alla scoperta della vita del
Duce, dal Benito bambino all'uomo coraggioso della RSI passando
per l'emigrazione in Svizzera e i periodi in carcere; l'ascesa del
fascismo al potere e il suo cammino verso il totalitarismo. Il
dramma del 25 luglio e la dissoluzione in un baleno delle
istituzioni che avevano caratterizzato il Ventennio, quasi a
testimoniare come il Fascismo sia nato e morto con Benito
Mussolini. Non parla nè del 28 aprile, nè di Piazzale Loreto,
quasi a voler cancellare quei ricordi facendo solamente intuire la
morte del Duce.
Un'opera che sicuramente vale la pena di leggere e che in poche
pagine ha un contenuto di molto superiore a quello di molte opere
dei giorni nostri.
Giuseppe
Minnella
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