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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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Massimiliano
Afiero
- Nord
- La prima divisone di montagna delle Waffen SS
-
©
Marvia
Edizioni -
144
pagine – 120 fotografie in b/n - € 16,00
Marvia Edizioni – Casella postale 27 – 27058 Voghera (PV)
Seconda
monografia della serie dedicata alle divisioni delle Waffen SS,
curata da Massimiliano Afiero per conto della casa editrice Marvia.
Dopo la Wiking, viene tracciata la storia della 6a divisione SS
Nord, con tantissime foto e mappe a corredo dei testi.
Dall'introduzione del libro, per gentile
concessione dell'autore:
Tra le circa 40 divisioni della Waffen SS la Nord sicuramente non
può considerarsi una delle più conosciute e famose, anche a
causa dello scarso ed immotivato interesse da parte degli storici
che l'hanno quasi sempre relegata ad unità di secondo rango.
Le ragioni di questa mancata attenzione e scarsa valutazione
dipendono da molti fattori. Primo fra tutti l'area operativa dove
la divisione fu impegnata per circa quattro anni: il fronte della
Lapponia finlandese, all'estremo nord del fronte dell'est;
sicuramente un fronte secondario, ma ugualmente conteso da russi,
finlandesi e tedeschi con estrema caparbietà e dove comunque si
svolsero sanguinosi combattimenti. Il secondo motivo potrebbe
additarsi all'infelice esordio in combattimento dei reparti della
divisione sul fronte di Salla nell'estate del 1941. Se a questo
aggiungiamo che i primi reparti dell'unità furono delle SS-Totenkopfstandarten, cioè delle unità nate per il
mantenimento dell'ordine nei campi di detenzione tedeschi e
trasformate all'ultimo momento in unità combattenti, il quadro si
completa.
I reparti del Kampfgruppe Nord, inviati a combattere nell'estremo
nord della Finlandia, su un fronte caratterizzato da una natura
ostile, fredda ed impraticabile, senza adeguato supporto
logistico, equipaggiamento e soprattutto senza adeguato
addestramento furono battuti da reparti sovietici ben agguerriti
facendo registrare l'unica sconfitta sul fronte dell'est
nell'estate del 1941 da parte delle formazioni della Waffen SS.
Malgrado questa prima prova negativa, i reparti della divisione,
rinforzati da nuovi elementi meglio addestrati e con maggiore
esperienza, continuarono a battersi nell'estremo nord del fronte
finlandese, prima contro la natura e poi contro le puntate
offensive sovietiche fino al 1944, riscattando così il loro
infelice esordio. In seguito all'armistizio russo-finlandese la
divisione Nord partecipò alla lunga ritirata tedesca in direzione
della Norvegia. Da qui i reparti vennero trasferiti prima in
Danimarca e poi sul fronte occidentale, per essere impegnati
contro le forze alleate.
I cacciatori da montagna della Nord parteciparono all’operazione
Nordwind, l’ultima offensiva tedesca sul fronte occidentale,
combattendo valorosamente contro i reparti americani. A Wingen sul
fiume Moder, i reparti della Nord si scontrarono con i reparti
americani della 70a divisione di fanteria americana "TrailBlazer"
combattendo con valore e con onore, guadagnandosi il rispetto del
nemico.
Sul fronte del Reno i reparti della Nord continuarono ad essere
duramente impegnati duramente contro le forze americane, dando
fondo a tutte le loro forze, nel vano tentativo di arrestare
l'avanzata nemica nel cuore della Germania.
Suddivisi in piccoli gruppi da combattimento i combattenti della
Nord continuarono a battersi fino al termine della guerra sempre
sul fronte occidentale, sacrificando le loro vite in nome della
loro patria e del loro Fuehrer.
Massimiliano
Afiero
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