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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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Giorgio
Pisanò
- Gli ultimi cinque secondi di Mussolini -
-
L'indagine
definitiva sul giallo più intricato di questo secolo
-
©
Il
Saggiatore Editore, Milano 1996 -
In
copertina: Il
Duce in divisa ritratto di profilo.
Introduzione:
Uno dei
più grandi misteri della storia italiana è quello che circonda
l'uccisione di Benito Mussolini: tutte le versioni ufficiali si
sono rivelate contraddittorie e confuse. Il libro di Giorgio
Pisanò, coronamento di un'inchiesta durata quarant'anni, getta
sui fatti una luce di verità, chiarendo le circostanze e svelando
i responsabili. Basato su documenti e su testimoni oculari, Gli
ultimi cinque secondi di Mussolini ha suscitato alla sua
pubblicazione un enorme scalpore, ed è rimasto per numerose
settimane nelle classifiche dei saggi più venduti.
Informazioni
sull'autore
Giorgio Pisanò (Ferrara 1924 - Milano 1997)
giornalista, direttore di Candido e di numerosi altri settimanali
è stato ex senatore del Movimento Sociale Italiano dal 1972 al
1992. Ha combattuto come volontario nella Repubblica Sociale nel
reparto di paracadutisti della gloriosa Decima Mas.
Commenti
sul libro
"Un documento segreto lasciato da un
partigiano e due testimoni oculari hanno permesso a Pisanò di
arrivare alla verità"
- La Stampa -
"L'abilità di Pisanò, la rara capacità
investigativa e le sue fonti gli consentono di smontare tutte le
versioni ufficiali sull'episodio. I fatti si svolsero come
leggerete in queste pagine"
- Il Venerdì di Repubblica -
"Uno dei libri che più mi ha appassionato
e una bella inchiesta giornalistica"
- Giampaolo Pansa -
Commento
di Roberto Poggi
Molte
sono le leggende che stanno dietro alla morte di Mussolini, da
quelle degne di una rappresentazione teatrale a quelle solenni,
dove tutto avviene in un irreale scenario di calma e rassegnazione
totale. Tra queste versioni spiccano le tre ufficiali del
“colonnello Valerio” che, seppur molto simili, sono piene di
contraddizioni e di aggiunte di falsi particolari. Queste sono le
considerazioni che spingono Giorgio Pisanò, a dieci anni
dall’avvenimento, a compiere un indagine volta a fare un po’
di chiarezza su come andarono realmente i fatti nelle ore che
seguirono la cattura di Mussolini e della Petacci. Dal racconto di
quello che fu la ricerca, ne esce un racconto avvincente, degno di
un buon libro giallo, ma che a differenza di quest’ultimo si
tratta di una reale indagine storica, che vuole smascherare
cinquant’anni di segreti e di bugie.
Forse
il libro non risponderà a tutti i quesiti che il lettore che si
avvicina al libro si aspetta che gli siano chiariti, molti misteri
rimangono, ma è giusto degnare attenzione ad una persona che ha
dedicato molti anni della sua vita a cercare la verità che molti
per anni hanno aspettato.
Commento
del Webmaster
Sulla
morte di Mussolini sono state scritte migliaia di pagine ma mai
nessuno è andato così a fondo come Giorgio Pisanò. Gli ultimi
cinque secondi di Mussolini rappresentano un'inchiesta di quasi
mezzo secolo che ha visto impegnato Pisanò fino al giorno della
sua morte. Anche se nel libro non può essere scritto chi uccise
Mussolini, probabilmente perchè neanche Pisanò lo scoprì in
fine, viene portato alla luce il complotto e quel giuramento di
"50 anni" che alla fine uccise tutti i testimoni
dell'evento. Chi osava parlare sarebbe morto nel giro di pochi
giorni. Pisanò mette insieme i cocci di quella storia ma molte
cose ancora non combaciano; è proprio allora che Pisanò trova
una testimone oculare di quel 28 aprile in cui tutto il paesino di
Giulino di Mezzegra viene chiamato dai partigiani a recarsi in
piazza per osservare la fucilazione di Mussolini...ma di là
quello che fu il Duce non passerà mai. Ecco, ora i pezzi
combaciano! Ma forse Pisanò non ci ha detto tutto e il suo
segreto è andato con lui nella tomba. Ci ha portato però sul
sentiero della verità. Fu solo un caso se prima della
pubblicazione di questo libro il suo studio fu dato alle fiamme
dai "soliti ignoti"?
Roberto
Poggi
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