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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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ARRIGO
PETACCO
- AMMAZZATE QUEL FASCISTA
-
-
Vita Intrepida di Ettore Muti -
©
Oscar
Storia Mondadori
Notizie
sull'autoreArrigo
Petacco è nato Castelnuovo Magra (La Spezia) e vive a Portovenere. Giornalista, inviato speciale, è stato direttore
della "Nazione" e di "Storia Illustrata". Ha
sceneggiato alcuni film e realizzato numerosi programmi televisivi
di successo. Da Mondadori ha pubblicato, fra l'altro, Il
comunista in camicia nera, L'archivo segreto di Mussolini,
Regina, Il Superfascista, L'armata scomparsa,
L'esodo, L'anarchico che venne dall'America, L'amante
dell'imperatore, Joe Petrosino, L'armata nel deserto,
Ammazzate quel fascista!, Il Cristo dell'Amiata, Faccetta
nera e L'uomo della provvidenza.
Introduzione:
Ettore
Muti, ex segretario del partito fascista, fu trovato cadavere con
una pallottola alla nuca nella pineta di Fregene il 24 agosto
1943. Sulle ragioni dell'unico delitto eccellente che funestò i
famosi "45 giorni di Badoglio" (25 luglio - 8 settembre
1943) si sollevò un gran polverone in cui convivevano le ipotesi
più diverse e contraddittorie.
Quarant'anni, spavaldo, violento, coraggioso, maschilista, amante
rapace "più bello di Rodolfo Valentino", riassumeva
tutte le caratteristiche del camerata "perfetto".
Votato all'avventura per l'avventura, senza pregiudizi ideologici
o morali, fin dalla prima adolescenza non mancò a nessun
appuntamento con la guerra. A quattordici anni combatté con gli
Arditi sul Piave, a sedici seguì d'Annunzio a Fiume e poi, dopo
la marcia su Roma, partecipò come aviatore spericolato alla
campagna d'Abissinia, alla guerra di Spagna, alla conquista
dell'Albania e infine al secondo conflitto mondiale, guadagnandosi
una quarantina di decorazioni. Per i suoi meriti
"guerrieri", Mussolini lo nominò nel 1939 segretario
del partito al posto di Starace. Ma il mestiere del funzionario e
del burocrate non si addiceva a un uomo d'azione così ribelle,
leale, impolitico e persino onesto.
Il Commento di
Giorgio Ferrero:
Il 24 Agosto 1943 Il corpo del camerata Ettore Muti, ex segretario del Partito Fascista ed EROE Nazionale, venne trovato privo di vita con una pallottola nella nuca nella pineta di
Fregene.
Sulle ragioni di quel delitto eccellente si sollevo un gran polverone in cui come sempre convivevano le ipotesi
più diverse e contraddittorie.
Muti era in quel momento il Fascista più popolare d'Italia:
quarant'anni, spavaldo, violento, Coraggioso come pochi altri, maschilista, amante rapace con un fisico ed una bellezza statuari;
riassumeva in se tutte le caratteristiche del Camerata perfetto.
Votato all'avventura, non manco nessun appuntamento con la guerra, fin da quando a quattordici anni , combatte con gli Arditi sul Piave.
In questo libro Arrigo Petacco ricostruisce la biografia tumultuosa ed avvincente di questo grande Fascista, ribelle, leale ed onesto.
E cercando di far luce sul fitto mistero che ne circondo la morte, rivela per la prima
volta con chiarezza assoluta i moventi, le responsabilità, le strumentalizzazioni , le vigliaccherie e le sconcertanti
complicità di tutti i protagonisti del "giallo di Fregene".
Da non trascurare e anche l'assoluta fedeltà con la quale il Petacco ha ricostruito non solo la vita del Muti, ma anche e sopratutto l'atmosfera che e le tensioni sociali che hanno gravato su quel periodo storico, dandoci un quadro coerente e esplicativo delle motivazioni che avrebbero portato l'Italia alla seconda guerra mondiale...
Un libro da leggere come un avvincente romanzo.
Giorgio
Ferrero
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