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"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
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"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

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ARRIGO PETACCO
- L'UOMO DELLA PROVVIDENZA - 
- Mussolini, ascesa e caduta di un mito -


©
Le scie mondadori
Pagine 254 - Anno 2004 - € 17,50

Notizie sull'autore

Arrigo Petacco è nato Castelnuovo Magra (La Spezia) e vive a Portovenere. Giornalista, inviato speciale, è stato direttore della "Nazione" e di "Storia Illustrata". Ha sceneggiato alcuni film e realizzato numerosi programmi televisivi di successo. Da Mondadori ha pubblicato, fra l'altro, Il comunista in camicia nera, L'archivo segreto di Mussolini, Regina, Il Superfascista, L'armata scomparsa, L'esodo, L'anarchico che venne dall'America, L'amante dell'imperatore, Joe Petrosino, L'armata nel deserto, Ammazzate quel fascista!, Il Cristo dell'Amiata, Faccetta nera e L'uomo della provvidenza.

Introduzione:

Arrigo Petacco ricostruisce con nitore e realismo la straordinaria vicenda del "figlio del fabbro", sottraendola al fitto polverone di esaltazione e di denigrazione nel quale è stata sempre avvolta. Non si tratta dell'ennesima biografia del Duce, bensì di una scelta accurata degli episodi più significativi, che troppo spesso sono stati oggetto di un'interpretazione fuorviante da parte della storiografia d'orientamento fascista e antifascista.
La ricostruzione di tali eventi si avvale di numerose testimonianze raccolte negli archivi pubblici e privati, fra cui spicca quella del tutto inedita della figlia Edda.
Con la consueta agilità di scrittura, l'autore ripercorre gli anni della giovinezza di Mussolini, il sogno rivoluzionario, gli amori burrascosi, l'attività di giornalista e di scrittore. Rievoca poi i principali avvenimenti di cui fu l'indiscutibile protagonista, per giungere nel 1938 a quella Conferenza internazionale di Monaco che lo fece assurgere al rango di grande statista, ma significò anche l'inizio della sua inarrestabile caduta.

Il Commento di Giuliano Alalà:

L’ultimo lavoro di Arrigo Petacco “L’uomo della Provvidenza” segue la linea dei testi precedenti dell’autore ,in cui l’attenzione del lettore viene catturata svelando retroscena o ribaltando verità consolidate.
In questo caso la parabola del Duce viene divisa in due fasi :ascendente e discendente, nettamente distinte, in cui la parte iniziale colpisce per la sua chiarezza e soprattutto nel franco riconoscimento dei grandi meriti di Mussolini nel rinnovare l’Italia.
Non mancano aneddoti e curiosità sul Duce e sui personaggi del Ventennio.
Vengono elencati il modus operandi e i traguardi raggiunti dal governo fascista senza faziosità anzi sottolineando l’eccezionale qualità di statista di Mussolini, facendo tra l’altro la supposizione che se Lui si fosse estraniato dalla politica nel ’36 o ’38 avremmo ancora il Suo monumento in tutte le piazze.
Interessante citare come viene più volte ridicolizzata la “vulgata resistenziale” e riportati alcuni dati storici cancellati da questa, come il focolare ebraico riservato in Etiopia o i moventi anti-Mussolini dell’omicidio Matteotti.
Nella seconda parte l’autore asserisce, con tutte le attenuanti del caso, che il Duce dopo Monaco (1938) abbia sbagliato tutte le sua mosse essendo obnubilato nella sua mente cioè l’aver perso la sua capacità di giudicare gli eventi .
Da quella data in poi, il vortice della Storia avrebbe secondo Petacco, fatto a pezzi l’Italia e il Duce, proprio in conseguenza della perdita del proverbiale fiuto politico del Fondatore dell’Impero.
A mio parere, pur concordando nell’analisi in generale, nel libro manca del tutto il periodo della Repubblica Sociale, Salò viene definito un “cupo crepuscolo” non degno di menzione tralasciando così tutto il discorso della socializzazione, frutto buono di quella vicenda e negando al Duce ogni autonomia politica nella RSI, asservendolo totalmente ai tedeschi.

 


La Redazione

 

 

 

 

 

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