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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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Alberto
Rosselli
- LA RESISTENZA ANTISOVIETICA E ANTICOMUNISTA IN EUROPA
ORIENTALE 1944-1956 -
©
Edizioni Il Settimo Sigillo
160 pp., 32 pp. di foto, 15x21
Prezzo: 16,00 euro
Notizie
sull'autore ALBERTO
ROSSELLI, genovese, giornalista e saggista storico, collabora da tempo con diverse testate nazionali ed straniere e
con siti internet tematici. Come studioso di storia moderna, contemporanea e militare ha al suo attivo diversi saggi tra cui
Quebec 1759, Il conflitto anglo-francese in Nord America 1756-1763, tradotto anche in lingua inglese, e Il Tramonto della Mezzaluna,
L’Impero Ottomano nella Prima Guerra Mondiale (2004). Dall'introduzione Quello della lotta armata contro le dittature facenti capo a
Mosca è stato un fenomeno sostanzialmente negletto, anche perché
i regimi marxisti hanno provveduto con successo ad occultarne e minimizzarne la portata, attribuendone l’origine non tanto
alla oggettiva violenza e impopolarità del sistema socio-economico
comunista, ma alla supposta matrice reazionaria dei vari movimenti
ribelli e alla concomitante azione destabilizzatrice esercitata su questi ultimi dalle potenze occidentali interessate a minare
l’integrità e la solidità del mondo socialista. Abbiamo dovuto
attendere il definitivo collasso del sistema sovietico per venire a
conoscenza di questi fenomeni che hanno interessato non solo i Paesi Baltici, l’Ucraina, la Romania e la Polonia, ma anche alcuni
paesi balcanici come la Iugoslavia e l’Albania.
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