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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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Luciano
Lucci Chiariti
- CON IL BARBARIGO A NETTUNO -
©
Edizioni Effepi
130 pp., foto, f.to 14x21
Prezzo: 16,00 euro
A
cura di Giuseppe Minnella: Questo libro è la ristampa di un’opera edita originariamente nel settembre 1944, e consiste nel diario e nelle riflessioni di un Marò della Decima MAS reduce dagli scontri ad Anzio-Nettuno, conclusisi pochi mesi prima. Le impressioni delle settimane al fronte, della guerra di posizione, i vividi ritratti di commilitoni e superiori, il resoconto della realtà quotidiana della vita in linea, delle grandi privazioni e dei brevi momenti di quiete dei ragazzi della 3a Compagnia del Battaglione "Barbarigo" sono qui narrati in pagine intense ma prive di retorica, che ben fanno comprendere il momento storico nel quale versava quella Patria che quei Marò stavano difendendo e la loro spinta ideale.
In appendice, a cura del Marò Giulio Ronchi, è incluso l’elenco dei Caduti del Battaglione "Barbarigo", le onorificenze concesse, e lo spartito musicale dell’Inno della Decima Flottiglia MAS.
Un
estratto dell'opera dal primo capitolo:
GUARDANDO GLI APPUNTI
In questi ultimi tempi ho letto qualche corrispondenza di guerra postuma dal fronte di Nettuno e ci sono rimasto parecchio male. Io ho forse il torto di far parte di quella schiera di persone che pensano dover essere l'onestà il criterio informatore di ogni azione umana, e mi ha quindi fatto una brutta impressione leggere tante belle parole che non significano niente su argomenti che per la loro intima forza non hanno assolutamente bisogno di infioramenti. A parlarci chiaro la maggior parte di questi signori che oggi fanno della bella letteratura, in linea non si sono mai visti ed oso pensare che abbiano voluto seguire la poco eroica tradizione degli inviati, che vedono la guerra da una camera d'albergo e salvano la baracca lavorando molto di fantasia.
Tutto questo, proprio mentre si parla di ricostruire anzitutto un ordine morale, è un affare piuttosto stonato e direi che si dovrebbe trovare il modo di farla finita. Farla finita anche per dimostrare coi fatti che si ha la ferma volontà di eliminare ogni stortura e che l’era delle chiacchiere deve considerarsi definitivamente tramontata.
Gli avvenimenti che viviamo sono troppo seri ed impegnativi perché sia permesso assistervi con atteggiamento superficiale.
Ho accanto a me un blocchetto di appunti che ho trovato nella borsa tattica proprio mentre ero sicuro di averlo dimenticato o perduto. Pagine zeppe di parole scritte a matita, in una maniera indecifrabile dai profani, in momenti vari della giornata, quando anche nella buca ti saltava il ghiribizzo di fissare sulla carta impressioni e ricordi.
Sensazioni e pensieri strani alle volte, vi assicuro, forse anche perché per il fronte ero un novellino, una matricola e ad ogni cosa amavo dare un significato e fare un raffronto con quanto su di esse avevo fantasticato nelle giornate in cui tra me e la linea si interponevano tanti ostacoli.
Quando un'idea ci infiamma e gli anni hanno ancora un sapore di sogno, la guerra è un dono magnifico di cui si scorge solo il lato romantico.
Solamente più tardi - dopo molte cadute - quel duro selciato che ha nome esperienza ci fa esaminare le cose con spirito realistico e - anche se molte illusioni restano ai lati della strada - quel ben sagomato e quadrato edificio che è ormai la nostra personalità è sempre pervaso dalla benedetta Poesia che, anche in formato ridotto, vogliamo difendere da contingenze e scetticismi.
Al fronte ci sono quindi arrivato con idee abbastanza chiare sugli uomini ed i loro pregi o difetti. Non mi attendevo di trovare delle schiere di santi o di eroi; non ho avuto delusioni. Ad essere sincero qualche sorpresa in senso buono.
Intendiamoci non voglio cadere nell’eccesso opposto col voler descrivere la guerra sostanziata esclusivamente di orrori e brutture, di esseri brutali ed egoisti che pur di giungere ad un loro scopo particolare si venderebbero anche l'anima. No, no. Intendo chiarire che anche la guerra è come tutte le cose della nostra vita. Uno va a cogliere una bella rosa e si punge con le spine. Il vecchio ritornello è sempre vero; anche nel nostro caso.
Giuseppe Minnella
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