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"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
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"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

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Aurelio Lepri
Mussolini L'Italiano
 

 

© Mondadori Editore - Collana Storica

 


In questo libro Lepre analizza Mussolini attraverso la psicologia del grande statista ricostruendo però la biografia del Duce: dal socialismo fervente giovanile fino ad arrivare all'indecoroso spettacolo di Piazzale Loreto che spesso e volentieri viene dimenticato da coloro che compiono solo elogi per la resistenza italiana.
Analizzando Mussolini, l'autore vuole indagare sugli italiani stessi, sulla loro psicologia che il carattere e le azioni di Mussolini allora rispecchiavano precisamente.
Egli insomma sostiene che il successo politico e personale del Duce sia derivato dalla capacità dell'Uomo di Predappio di interpretare il carattere di fondo degli italiani, dunque ne consegue che Lepre sostiene che anche il declino del Duce derivi dalle sensazioni che gli italiani provavano nel periodo della 2° Guerra mondiale.
Quel corpo oltraggiato a Piazzale Loreto era dunque il modo di un popolo sconfitto di scaricare tutte le colpe su un uomo solo, Mussolini, di evitare di fare i conti con le proprie responsabilità per attribuirle al DUCE.
Quei calci, quegli sputi non solo vogliono cercare di cancellare il mito di Mussolini ma sono anche il frutto dell'ipocrisia nazionale che rifiuta di credere di avere responsabilità nella disfatta.
Con la morte di Mussolini però muore l'Italia, muore l'Italia che si glorifica da sola, muore l'Italia che vuole vincere, l'Italia che ha sete di potere e d'indipendenza.
Nascerà un'altra Italia pochi anni dopo: un'Italia completamente diversa, che si accontenta, un'Italia corrotta che non vuole fare i conti con se stessa ma che spesso e volentieri tornerà ad usare nostalgici paragoni.
Questo libro affronta soprattutto un tema: il fascino penetrante, aggressivo alle volte persino violento che Mussolini esercitava sugli italiani.
L'oro alla patria e l'entrata in guerra furono le manifestazioni più evidenti di un attaccamento morboso che gli italiani avevano per il loro Duce.
Lepre non critica, riporta soltanto la vita di Mussolini e la sua psicologia lasciando al lettore l'opportunità di criticare oppure elogiare.
La vera descrizione di questo libro la fa alla fine:
<< il 29 aprile 1945 vollero, impiccandone il cadavere, annientarne l'immagine e distruggerne il mito: fu anche un modo per DIMENTICARE ed AUTOASSOLVERSI>>.

Ne consiglio la lettura soprattutto per capire meglio l'interiorità di Mussolini ed anche per ripercorrere tutta la sua vita anche grazie a ritratti che lo stesso Duce diede di se stesso.

Nico Spuntoni
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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