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"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
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"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

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James J. Sadkovich


La Marina Italiana nella seconda guerra mondiale

Collana: "LEGuerre", n° 31
Brossura, pagine: 544
Prima edizione "LEGuerre", febbraio 2006;
prezzo euro 30;

© Libreria editrice goriziana

Introduzione:

La MARINA ITALIANA NELLA II GUERRA MONDIALE è il corposo risultato di una approfondita indagine storiografica e di una ricerca che ha portato l'autore a confrontarsi con una straordinaria mole di materiale documentario.
Pressochè tutto quanto è stato scritto negli ultimi sessant'anni, riguardante le operazioni navali e aeronavali condotte dalla REGIA MARINA, o in cui Essa fu coinvolta nei trentanove mesi che, dal 1940 al 1943, la videro impegnata in una logorante attività bellica nei teatri di guerra del Mar Mediterraneo durante il secondo conflitto mondiale.
In un'opera controcorrente rispetto alla lettura "ufficiale" degli eventi che, in particolare nel dopoguerra è stata ispirata dalla predominante storiografia di scuola anglo-americana, James J. Sadkovich compie un'analisi che si propone di emendare dagli stereotipi e dagli elementi inquinanti l'operato della Forza Navale Italiana e di dare una valutazione sulla base del dato effettuale del suo apporto bellico largamente sminuito dalla propaganda britannica, la cui ultrasecolare Royal Navy, la REGIA MARINA aveva “osato” sfidare.
Il “resoconto interpretativo” , come lo definisce lo stesso Autore, fornito in queste pagine ha tra i suoi principali assunti le condizioni di svantaggio materiale e tecnologico in cui ebbe a operare la MARINA ITALIANA, a fronte di una potenza che poteva contare oltre che su una solida base e sui significativi contributi del Commonwealth e dell`America di Roosevelt, su un apparato di intelligence (la cui punta di diamante fu “Ultra Secret”) che, seppur soggetto a forti alti e bassi nella curva della sua efficacia, come osserva Erminio Bagnasco nella sua introduzione a questo volume, fu in moltissimi casi determinante per i successi britannici.
L'autore arriva alla conclusione che, se pur REGIA MARINA, affiancata dall`Aeronautica e con saltuario concorso dell`inaffidabile alleto germanico, non vinse la guerra, riuscì però a bloccare le forze navali ed aeronautiche britanniche, dimostrando che "L`ITALIA FU" l'Attore principale delle forze dell'ASSE negli oltre tre anni di aspri e duri combattimenti nel Mar Mediterraneo.

 

Recensione di Vincenzo Ballerino:

Si tratta di un libro assolutamente scevro di qualsiasi superficialità e faziosità, contrariamente alla quasi totalità di altri libri che trattano lo stesso argomento o più in generale di argomenti sulle vicende belliche della II Guerra Mondiale.
Il risultato è veramente superbo, dalla sua lettura si evince nettamente che si tratta di un prodotto scaturito da studi seri e approfonditi, e dalla collaborazione di personaggi o enti (sia italiani che stranieri) di altissimo rilievo tecnico e professionale.
L'autore, con questo libro, raggiunge in modo completo l'obiettivo propostosi, dimostrando pienamente il suo alto livello professionale, indubbiamente pari alla serietà con la quale è stata affrontata questa parte della nostra recente storia, così complessa da rendersi necessaria una capacità di analisi ed un metro di valutazione di primissimo ordine.

L'opera, oltre a chiarire le dinamiche di fatti accaduti, avvalendosi di numerose prove documentali, smentisce tassativamente i numerosi e falsi luoghi comuni che vogliono una REGIA MARINA succube della ROYAL NAVY, anzi in essa sono riportate e minuziosamente documentate non poche battaglie nelle quali l'arrogante Marina Britannica fu pesantemente battuta ed umiliata dalla nostra Marina, portando in piena luce l'ardimento ed il coraggio di tutti gli uomini della Marina da guerra Italiana, dimostrando come dal più alto ufficiale all'ultimo marò, essi furono sempre e comunque sprezzanti del pericolo, anche quando erano consapevoli che questo sentimento li avrebbe condotti a morte certa.

Benchè il libro contempli esclusivamente scontri navali ed aeronavali nel teatro bellico del Mediterraneo dell'ultimo conflitto mondiale, dalla sua lettura traspare chiaramente, e in un quadro molto più generale, quanto difficili fossero i nostri rapporti con l'alleato Tedesco, che per i suoi comportamenti spesso si rivelò nei nostri confronti sdegnoso e ambiguo oltre che infido e ingannatore (fuori ogni logica) spesso privo di interesse e privo delle più elementari nozioni di logistica, supporto importantissimo in ogni strategia di combattimento.
Come se ciò non bastasse, di sovente ed a torto criticavano gli Italiani, spesso elargendo consigli non richiesti, e con i quali non mancarono di dimostrare un'impressionante ingenuità ed incompetenza, su tutto ciò che riguardasse organizzazione, strategia di difesa dei convogli ed eventuali contrattacchi nei confronti del nemico.
La lettura di questo volume porta dunque il lettore a comprendere come, e per quali motivi i tedeschi in primis debbano ampiamente considerarsi la vera causa della sconfitta delle forze dell'Asse nel Mediterraneo e nel Nordafrica, preludio della più generale catastrofe.
Non esagero nell'affermare che la lettura di questo libro ritempra e ridona un pó di vigore al nostro orgoglio di essere Italiani, calpestato dalle ingiuste e derisorie critiche rivolte dai vincitori e dalla cosiddetta Italia cobelligerante a tutto il nostro apparato militare dell'epoca.
Il costo del libro è di 30 € , ma leggetelo perché vale ampiamente i soldi spesi

 

Vincenzo Ballerino

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