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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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RENATO
RICCI
(1896-1956)
"Il
grande organizzatore dei Balilla, il costruttore, l'Ardito
carrarese"
Renato
Ricci nacque a Carrara il 1° giugno 1896 da una famiglia di
cavatori, nipote di un vecchio garibaldino.
Dopo il diploma di Ragioniere, s’impegnò per la causa irredentista e
si arruolò volontario nei Bersaglieri nel 1915,
partecipando alla campagna per la redenzione di Trieste, meritandosi
due medaglie al valore ed una croce al merito. Divenuto Ufficiale
Comandante di una pattuglia di Arditi, segue D’Annunzio nell’impresa
fiumana del 1919, muovendo dal Monte
Nevoso. Coi Legionari occupa tutto il Carnaro e Zara; consegue
successivamente il brevetto di pilota; in questo periodo
conosce e frequenta anche Marinetti.
Tornò quindi a Carrara dove trasformò l’Arditismo in Squadrismo e
fondò il Fascio locale, organizzandosi per la Marcia su Roma (1922).
Divenuto Alto Commissario del Partito, si occupa della sua
città, ristrutturando l’ospedale, costruendo le case popolari, la
nuova Accademia delle Belle Arti, promuovendo l’industria marmifera.
Nel 1924 è eletto Deputato e fonda il Consorzio Marmi. Nel 1926 è
Sottosegretario all’Educazione Nazionale, con il compito di
riorganizzare la gioventù specialmente dal punto di vista morale e
fisico. Si reca pertanto presso il celebre Baden-Powell in
Inghilterra per studiare lo scoutismo, traendone importanti
consigli. Di qui in America per studiare il sistema dei colleges.
Quindi in Germania, dove conosce i movimenti
artistico-architettonici della Bauhaus e di Gropious. Anche
sulla scorta di queste esperienze fonda l’Opera Nazionale Balilla (ONB),
alla cui Presidenza sarà dal 1926 al 1937.
Realizza così 900 Case del Balilla e della Piccola Italiana, tutte
con palestre, piscine, biblioteche, sale di riunione, giardini.
Realizza inoltre ben 12 Collegi e una nave scuola (la Palinuro).
Ma la sua opera più grandiosa è lo Stadio dei Marmi al
Foro Mussolini (1930-34), opera
architettonica straordinaria, che fu costruita con marmo di Carrara
(senza toglierne un briciolo per le altre costruzioni ed utilizzando
scarti di pezzi più grossi), avvalendosi di eccellenti giovani
scultori portati così alla ribalta.
Circa l’attività dell’ONB, da segnalare le importanti crociere
all’estero organizzate da Ricci per i giovani, nonché tutte quelle
attività che in breve portarono salute fisica e morale alla gioventù
Italiana.
Nel 1937 divenne Sottosegretario alle Corporazioni e
quindi Ministro (1939-1943). In
tale veste organizzò il difficile momento autarchico dell’industria
Nazionale.
Nel 1940 decide di partire volontario per la guerra in Albania,
tornandone pluridecorato. Esonerato dall’incarico di Ministro nel
febbraio 1943, si ritira in campagna.
Dopo l’8 settembre 1943 decide di ribellarsi a Badoglio ed
eludendo la sorveglianza fugge in Germania dove, con i tedeschi,
organizza la liberazione del Duce e contribuisce alla nascita della
RSI. Diviene così Comandante
della nuova Guardia Nazionale Repubblicana (GNR). In tale veste
entra in disaccordo con Graziani, essendo fortemente contrario alla
coscrizione, volendo mantenere lo spirito volontaristico originario
della Milizia. Alla metà del 1944 Ricci si dimette dall’incarico,
mantenendo la Presidenza di una risorta ONB.
Col 25 aprile del 1945 si dà alla latitanza, per tornare allo
scoperto solo con l’amnistia.
Nel secondo dopoguerra si occupò di industria e di affari con la
Germania. Divenne altresì, con Graziani Presidente e assieme a
Borghese, Vicepresidente dell’Associazione Combattenti e Reduci
della RSI . Morì a Roma il 22 gennaio 1956.
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