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Saldi di fine “nazione”: Italia in (s)vendita!

SvendesiItaliaCari amici e visitatori del sito, da diverso tempo a questa parte gli editoriali de Ilduce.net suonano un certo “de profundis” al paese Italia. Vorremmo trovare, ve lo giuriamo, qualcosa di positivo di cui dibattere, un avvenimento lieto per il paese ed invece è sempre la stessa solfa.

Pochi giorni fa l’ultimo dato straziante: per il 14° (leggasi QUATTORDICESIMO) trimestre consecutivo il Pil Italiano presenta il segno meno: significa che da oltre 3 anni e mezzo (!!) l’Italia perde ricchezza ogni giorno di più. Perde le sue fabbriche, perde posti di lavoro, perde giovani che sono costretti ad emigrare all’estero. Siamo l’unico paese in Europa ad arretrare nonostante gli altri non se la passino un granchè bene.

Oggi l’Italia è un paese in vendita: stiamo svendendo i grandi marchi industriali, quelli divenuti famosi con il made in Italy, stiamo svendendo edifici storici, ville e tra poco il governo preparerà la più grossa vergogna dal dopoguerra in poi: la vendita degli asset di partecipazioni statali nelle grandi aziende come Enel, Eni, Poste, etc. Quello che resta dell’IRI di Mussolini, grande patrimonio italiano e assoluta garanzia di solvibilità del nostro debito pubblico, verrà presto messo in vendita completando il nefasto lavoro iniziato dal sig. Prodi qualche decennio fa. Non a caso l’odierno ministro dell’Economia, uomo del Fondo Monetario Internazionale, è stato imposto all’Italia e a Renzie che fino al  momento della sua nomina non lo conosceva nemmeno.

Ed ecco allora il via al progetto di vendita. Si dirà: abbiamo un elevatissimo debito pubblico, vendiamo allora queste partecipazioni statali. Quanto di più sbagliato: le aziende sopra menzionate realizzano ogni anno ingentissimi utili e rappresentano una ricchezza unica per lo stato italiano nonchè un’ottima garanzia per l’emissione di debito pubblico. Per esempio: se voi andate in banca a chiedere un mutuo ed avete un patrimonio miliardario sarà senz’altro molto più semplice per voi ottenere quanto chiedete di quanto non lo sia per un semplice cittadino squattrinato. Con il ricavato si andrà a coprire una ridicola parte del debito pubblico anche perchè non crediate che i nostri governanti facciano l’interesse dell’Italia, tutt’altro! Svenderanno al prezzo minimo possibile cosi come avvenuto per la Sip o le autostrade addirittura regalate alla famiglia Benetton: una vergogna di prodiana memoria! Dall’altro lato gli amici degli amici si impadroniranno di aziende essenziali per la vita quotidiana degli italiani realizzando così montagne di soldi che andranno a finire nelle loro tasche.

E tutto ciò avviene mentre dall’estero si approfitta della debolezza italiana acquistando a quattro soldi interi asset aziendali in crisi. Il tessuto produttivo ed industriale italiano è ormai allo stremo mentre in tv sentiamo stuccevoli dibattiti sull’articolo 18: ma chi si dovrà licenziare tra poco in Italia quando oramai tutti i grandi gruppi stanno chiudendo per trasferirsi all’estero e creare così guadagni speculativi affossando peraltro la piccola e media azienda?

Un governo che si rispetti, non il nostro quindi, dovrebbe immediatamente fermare la delocalizzazione delle imprese italiane ed imporre alle stesse elevatissimi dazi per il rientro in Italia del falso made in Italy! Se qualcuno non dovesse capire quanto sto scrivendo si vada a riguardare la trasmissione di report di qualche settimana fa riguardante l’azienda “Moncler”. Solo nel tessile e nel settore delle calzature sono stati persi in appena 10 anni quasi 2 milioni (2.000.000!) di posti di lavoro!! Il tutto nel più totale immobilismo della classe politica. E la cosa più grave è che quando si perdono i posti di lavoro si perdono le conoscenze, le competenze! Per creare cosa? Una generazione di operatori di Call center? Ma tanto bisogna parlare dei matrimoni omosessuali….. sempre più buonanotte Italia.

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