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"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
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"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

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La Storia mi darà Ragione!
di Erman Dalpiaz


 

Ormai consapevole della sua fine il Duce rilascia nell’ultima intervista una particolare frase che per secoli farà pensare, perché non pronunciò parole casuali.
“La storia mi darà ragione” come ogni sua mossa, scelta e strategia Mussolini spiega chiaramente il perché delle sue azioni, e proprio questo lo manda in contro alla morte consapevole che la verità sarebbe stata agli occhi del mondo. Le cose però come sappiamo non sono andate così perché la certa ed ormai famosa documentazione di cui era in possesso, è stata fatta sparire dagli inglesi, in quanto avrebbe permesso all’Italia un’ uscita di scena dal conflitto mondiale dignitosa ed indolore. Questo avrebbe condannato l’Inghilterra agli occhi delle sue alleate in quanto i contenuti dei carteggi non sono stati mai svelati proprio per la paura che un nuovo conflitto di enormi dimensioni avesse nuovamente investito il pianeta. Maggior movente fu la paura di Churchill di perdere la sua comoda poltrona e la sua reputazione visto che aveva promesso all’Italia territori non di proprietà inglese, cosa gravissima. Da settant’anni chi fa la storia racconta che Mussolini in quell’aprile del 1945 stava scappando dall’Italia per avere salva la vita. Forse dimenticano dei dettagli troppo enormi per essere nascosti. Gli spostamenti del Duce registrati sul lago di Como in quelle ultime settimane della sua vita non sono casuali. Se avesse voluto fuggire lo avrebbe potuto fare molti giorni prima. C’era qualcosa però che lo tratteneva ancora in Italia, quel qualcosa che avrebbe permesso nonostante la sua morte un’uscita dalla guerra dignitosa ed indolore per la sua amata patria. Risulta comodo lanciare le colpe a chi non ha una bocca per parlare, le colpe e le congiure sono state piantate al posto dei fiori sulla tomba di un UOMO che ha saputo amare l’Italia più della sua stessa vita. Circostanze enormemente sfortunate ed errori sono costati cari, ma non quanto la vergognosa manfrina montata dal governo inglese a fine guerra. Non per caso gli spostamenti dell’intelligence britannica combaciano a puntino con le tappe effettuate dal Duce negli ultimi giorni di vita. Se non altro il primo ministro Inglese Churchill è avvolto dalla vocazione artistica proprio in quel misterioso periodo, a tal punto da recarsi in villeggiatura nel comasco per dipingere, tutto questo quando si ritrovava uno stato coperto dalle macerie di una guerra. Non vi viene da chiedervi perché stiamo accettando di studiare una storia così fantasiosa e ridicola? I carteggi dovevano sparire perché se messi agli occhi del mondo avrebbero inguaiato l’Inghilterra. Fin dalla morte del Duce scatta una caccia sfrenata al tesoro cartaceo contenente verità scottanti per il destino dell’intero pianeta. La famosa cartellina rosa contenente i carteggi sparisce, nei mesi seguenti molte persone a conoscenza dell’esistenza dei documenti segreti vengono uccise, i giudici dei processi si dimettono. Molti dei testimoni si tolgono inspiegabilmente la vita. Gli archivi della villa di Porto Ceresio, dove Mussolini incontrò più volte emissari del governo britannico vengono messi sottosopra senza che venga rubato nulla, è chiaro che stessero cercando qualcosa. I servizi segreti britannici riescono a far sparire ogni dubbio. Gli anni seguenti la fine della guerra sono avvolti da sparizioni di partigiani, suicidi, minacce e di misteri tutt’ora inspiegabili. Non v’è scusa accettabile per coprire anni in cui la storia registra un totale buio fortemente voluto ed ottenuto dalla patria britannica. Le versioni sull’assassinio del Duce si fanno sempre più numerose e poco chiare, ma nessuna sembra poter coesistere con la realtà. Teniamo duro camerati, e spieghiamo per quanto possibile che ci stanno ingannando da decenni.

Onore al Duce
Erman Dalpiaz

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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