PREMESSA
Scrivendo questo testo
la mia intenzione non è quella di fare propaganda o trarne vantaggi
personali. Se scrivo ciò su questi fogli è per voi, intendo infatti
tirarvi fuori dalla mente quelle idee ipocrite, banali e soprattutto
false che l’opinione pubblica partigiana, e quindi soprattutto l’attuale
scuola di sinistra, vi ha inculcato nella mente.
Detto questo, lettori e lettrici, vi auguro una buona lettura.
BREVI CENNI STORICI
La nascita del primo
movimento fascista viene datata il 23 marzo 1919 dopo una riunione
tenuta da Benito Mussolini nella scala del circolo degli industriali in
piazza S.Sepolcro in Milano, dove il (futuro) Duce rese pubblica ai sui
simpatizzanti e compagni di partito la costituzione dei Fasci Italiani
di Combattimento.
Mussolini divenne poi
capo del Governo nel 1922 dopo che il re Vittorio Emanuele III, in
seguito alla marcia su Roma del 28 ottobre del 1922, gli diede
l’incarico di formare il nuovo Governo. La vera Italia fascista nacque,
però, nel 1924: denunciati in parlamento i brogli del Partito Fascista
(diventato nel 1921 PNF, ovvero Partito Nazionale Fascista) per vincere
le elezioni del corrente anno, il deputato socialista Giacomo Matteotti
fu rapito da un gruppo di squadristi ed ucciso. Nell’estate del ’24 il
suo corpo fu ritrovato così, i deputati dell’opposizione, per protesta,
abbandonarono il parlamento nella famosa Secessione dell’Aventino
(giugno 1924). Da questo momento iniziò il Regime totalitario fascista.
Allora Mussolini, con un discorso tenuto alla camera il 3 gennaio del
1925, si assunse la responsabilità politica, morale e storica
dell’accaduto.
L’Italia fascista era
ormai iniziata; Mussolini limitò un poco le libertà degli italiani,
soprattutto per quanto riguardava la propaganda e l’informazione, in
cambio però di un’Italia sociale, sicura ed unita: diciamo l’Italia che
manca tutt’ora; nacquero infatti lo stato sociale e lo stato nazionale
del lavoro e le varie classi diedero vita ad una vincente cooperazione
che fece splendere l’Italia per ben 20 anni.
Episodi rilevanti
nella storia del fascismo furono: l’autarchia (1936), che prese il via
dopo le sanzioni infertaci dalla Società delle Nazioni in seguito alla
conquista dell’Etiopia; il Patto d’Acciaio (1936), sancito con la
Germania Nazionalsocialista, per far fronte alle sanzioni; le leggi
razziali (1938), le quali furono solo leggi di ghettizzazione per gli
ebrei che avevano meno meriti civili e militari; ma queste leggi non
furono MAI applicate in senso pratico nell’Italia del regime fascista
(fino al 25 luglio del 1943), ma restarono attive solo sulla carta,
infatti non vi furono mai campi di concentramento fatti costruire da
Mussolini stesso (i vari campi che ci furono in Italia furono costruiti
dai tedeschi), il quale, anche, non fece mai deportare un solo ebreo,
ma, al contrario di ciò che si pensa, gli ebrei che subirono violenze di
ogni genere, logicamente dopo l’armistizio del ‘43, furono vittime di
gruppi più o meno autonomi e non direttamente legati al Partito Fascista
Repubblicano. Questi patti, infatti, servivano solo per dimostrare la
fedeltà dell’Italia nei confronti della Germania.
L’Italia, entrò, poi,
nella tragica seconda guerra mondiale (10 giugno 1940) che non ci portò
mai veri trionfi.
Tutt’ora molta gente
pensa che la guerra fu voluta da Mussolini, ma non era così (tanto che
il Duce riuscì a rimanere neutrale per circa un anno), infatti erano le
circostanze che lo imponevano, come ad esempio il patto d’acciaio; che
lasciava ben poco potere decisionale all’Italia, anche perché quest’ultima
non poteva affrontare una Guerra del genere.
A riprova di ciò
abbiamo una lettera spedita a Franco dal Duce:
“L’Italia non può
rimanere neutrale per tutta la durata della guerra, senza dimissionare
dal suo ruolo, senza squalificarsi, senza ridursi al livello di una
Svizzera moltiplicata per dieci. Il problema non è quindi sapere se
l’Italia entrerà o non entrerà in guerra perché l’Italia non potrà fare
a meno di entrare in guerra, si tratta soltanto di sapere quando e come;
si tratta di ritardare il più a lungo possibile, compatibilmente con
l’onore e la dignità, la nostra entrata in guerra: a) per prepararci in
modo tale che il nostro intervento determini la decisione; b) perché
l’Italia non può fare una guerra lunga, cioè spendere centinaia di
miliardi come sono costretti a fare i Paesi attualmente belligeranti”.
La mattina del 25
luglio 1943, in seguito ad una seduta del Gran Consiglio del Fascismo il
Duce venne destituito e venne fatto portare a tradimento in prigione sul
Gran Sasso dal Re Vittorio Emanuele III.
Così, l’8 settembre
1943 il Maresciallo Badoglio firmò l’Armistizio di Cassibile, dove si
impegnava a proseguire la guerra accanto alle potenze dell’Intesa (Gran
Bretagna, Francia, Russia) ed il Re lo nominò capo del Governo.
In seguito, Mussolini,
venne fatto liberare dai nazisti e portato nei pressi di Salò, dove,
sempre nel 1943 fondò la RSI, o più precisamente Repubblica Sociale
Italiana (volgarmente chiamata la Repubblica di Salò). Si può dire che,
in questo periodo storico, non essendo legato dai lacci del re Mussolini
potè ritornare al vero fascismo sansepolcrino e originale, molto più
popolare e socialista di quello degli ultimi anni del regime, tanto che,
il fascismo raggiunse la sua apoteosi: le imprese vennero socializzate:
vi era così, una vera e propria cooperazione tra classi, e il lavoratore
poteva così “dialogare” con il datore annullando la notevole spaccatura
formatasi tra lavoro e capitale: il capitale era mezzo del lavoro e non
il contrario, eliminando così le insidie della rozza lotta di classe
comunista e della schifosa schiavitù capitalista.
La RSI cadde il 25
aprile 1945, data ufficiale della “liberazione (?????)” dell’Italia dai
nazi-fascisti. Mussolini venne ucciso, in circostanze tutt’ora ignote,
insieme alla sua amante Claretta Petacci, poco tempo dopo, ovvero il 28
aprile dello stesso anno sul lago di Como in circostanze ignote. Il
giorno dopo i loro corpi vennero appesi pubblicamente a testa in giù,
insieme a quelli di altri gerarchi, nella milanese piazzale Loreto, dove
furono oggetto di un terribile, vergognoso e disumano scherno pubblico.
Durante il Ventennio
fascista l’Italia conobbe progressi politici, sociali e tecnologici che
fino ad ora non aveva mai visto, in più Mussolini fece erigere grandiose
opere pubbliche ed attuare piani di grande ed avanzata ingegneria che
diedero spessore alla considerazione dell’Italia all’estero, come ad
esempio la formidabile bonificazione della pianura pontina e
l’edificazione di nuovi centri abitati, come Latina e Littoria, oppure
per quanto riguarda l’aspetto socio-politico, Mussolini, poi, istituì la
prima organizzazione di previdenza sociale che l’Italia ebbe mai visto:
l’INAM (Istituto Nazionale Assistenza Malattie), un vero e proprio
prototipo delle ASL attuali; oppure le organizzazioni giovanili del
partito, prima ONB (Opera Nazionale Balilla), poi GIL (Gioventù Italiana
del Littorio).
Queste sono quelle
riforme ed istituzioni di estrema rilevanza, emanate da Mussolini delle
quali avvertiamo le conseguenze ancora oggi:
_La costruzione di
alcuni dei parchi nazionali maggiori d’Italia (Gran Paradiso, Abruzzo,
Circeo, Stelvio), infatti secondo il Fascismo, le risorse naturali,
prima di essere parte dello stato, erano parte della Nazione.
_Tutela del lavoro di
donne e fanciulli: con questa legge veniva alzata l’età lavorativa dei
giovane con un minimo di 14 anni e venivano migliorate le loro
condizioni lavorative con orari e diritti fatti appositamente per loro;
mentre per le donne vengono decisi i lavori a loro adatti, venne
introdotta la non licenziabilità delle donne durante la maternità, un
periodo di attesa per la maternità e vennero migliorate le loro
condizioni lavorative.
_Assistenza
ospedaliera per i poveri: grande riforma, tra le prime in Europa e nel
Mondo; in questo modo anche i meno abbienti avevano una completa
assistenza sanitaria.
_Assicurazione di
invalidità e vecchiaia.
_Riforma della scuola
o riforma “Gentile”:oltre le normali istituzioni scolastiche vennero
istituite scuole di avviamento al lavoro e venne riformato il sistema
scolastico.
_Costruzione degli
acquedotti del Pugliese, Monferrato, Perugino; Nisseno, Velletrano:
l’acqua veniva così portata dove scarseggiava e l’agricoltura mutò da
una misera agricoltura di sussistenza in una rigogliosa e fertile
agricoltura.
_ONB, GIL e colonie
estive: grazie a questi piani i giovani erano indirizzati vero un
genuino trascorrimento della vita sin dalla tenera età:
Maschi:
0-8 anni “Figli della
lupa”
8-11 anni “Balilla”
11-14 anni “Balilla moschettiere”
14-16 anni “Avanguardista”
16-18 anni “Avanguardista moschettiere”
18-21 anni “Giovane fascista”.
Femmine:
0-8 anni “Figlie della
lupa”
8-14 anni “Piccola italiana”
14-18 anni “Giovane italiana”
18-21 anni “Giovane fascista”.
_OND (Opera Nazionale
Dopolavoro), dopo la nascita di questa istituzione tutti i lavoratori
potevano trovare svago in centri e circoli fatti appositamente per loro.
_Centrali
Idroelettriche e rete Ferroviaria: con l’incremento delle centrali
idroelettriche si incrementava la produzione di energia pulita nella
nazione; mentre con l’incremento della rete ferroviaria si contribuiva
all’efficienza ed allo splendore della nazione.
_Reale Accademia
d’Italia, istituzione fondata per dare lustro ed ingegno alle qualità
artistiche e culturali proprie degli italiani, contrastando, così, le
altre culture mondiali. Non fu un caso che, dopo la soppressione di
questa dalle politiche della resistenza l’Italia divenne terra di
conquista culturale degli USA, per quanto riguarda la borghesia, e
dell’URSS per quanto riguarda le frazioni della sinistra socialcomunista.
_Bonifiche dell’Agro
Pontino, dell’Emilia, della bassa Padana, di Coltano,della Maremma
Toscana, del Sele, della Sardegna e colonizzazione del latifondo
siciliano.
_Attribuzione della
facoltà di indagine alla polizia tributaria.
_ONMI (Opera Nazionale
Maternità ed Infanzia): grazie a questa istituzione venivano tutelate
tutte le neo mamme con i loro fanciulli, sia nella vita famigliare che
non.
_Assistenza agli
illegittimi, abbandonati od esposti, la quale tutelava e difendeva i
fanciulli illegittimi, abbandonati ed orfani.
_Carta del lavoro, con
la quale venne rivoluzionato il mondo del lavoro attraverso anche
l’alternativa corporativa.
_Esenzioni tributarie
per le famiglie numerose e meno abbienti, un altro spunto per lo Stato
sociale.
_Ulteriore incremento
e miglioramento di autostrade, ferrovie e porti.
_Creazione delle aree
industriali, che riunivano, appunto, in comprensori le industrie della
nazione, le quali potevano godere di assistenza tecnica gratuita,
creando così una sinergia tra impresa pubblica ed impresa privata; anche
attraverso due opere, sempre fasciste di ricostruzione e tutela delle
industrie: IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) ed IMI
(Istituto Mobiliare Italiano). Nacquero, quindi, consecutivamente,
quartieri popolari fatti appositamente per gli operai ed i lavoratori
lavoranti in questi siti.
_I patti del Laterano,
ovvero il concordato dell’11 febbraio del 1929 tra stato e Chiesa;
grazie a questi il papa non si “sentiva” più prigioniero dentro la città
di Roma e finalmente dopo 59 anni riconosceva lo Stato Italiano.
_La proclamazione
dell’Impero, nel 1936, dopo l’entrata in Addis-Abeba (Etiopia) si formò
l’Impero italiano formato da Italia, Albania, Etiopia, Libia, Eritrea,
Somalia. A causa della conquista dell’Etiopia, però, dipesero le
sanzioni da parte della Società delle Nazioni.
_INFAIL (Istituto
Nazionale Fascista Infortuni sul Lavoro), questo istituto garantiva una
totale copertura assicurativa su coloro che subivano infortuni sul posto
di lavoro o contraeva malattie date dal lavoro praticato. In questo modo
lo Stato riconosceva il servizio datogli dai lavoratori ed assicurava un
futuro decoroso a coloro che erano nell’impossibilità di lavorare a
causa di situazioni spiacevoli accadutegli proprio sul posto di lavoro,
senza che essi dipendessero dalla carità.
_Istituzione del
libretto di lavoro, la quale viene attuata per contrastare il “lavoro
nero” e gli abusi del lavoro come sfruttamento delle categorie deboli ed
il non rispetto degli orari di lavoro, mancato pagamento dei contributi
ecc…per questo il libretto è obbligatorio per lavorare, essendo
necessario per la tutela del lavoratore e per il controllo nazionale
delle imprese.
_INPS ex INFPS
(Istituto Nazionale FASCISTA di Previdenza Sociale) nasce come ente di
previdenza sociale dei lavoratori autonomo, e quindi fuori
dall’interesse del capitale privato, garantendo le pensioni, le
assicurazioni sugli infortuni sul lavoro.
_Riduzione dell’orario
di lavoro a quaranta ore settimanali, umanizzanti il lavoro e facenti
parte di quelle leggi culminanti con la Socializzazione.
_Istituzione dell’ECA
(Ente Comunale di Assistenza), in ogni comune del Regno, per aiutare le
famiglie e gli individui in caso di necessità e controllare gli altri
enti con lo stesso scopo.
_Assegni familiari,
istituiti per finanziare quell’organo principale della nazione, che è la
famiglia. Venivano emessi dallo stato e spettavano a quelle persone a
carico del capofamiglia, erano dovuti ai figli di 18 e 21 anni se
studenti medi, di 26 se studenti universitari, ed ad infortunati sul
lavoro.
_Casse rurali ed
artigiane, ovvero piccole banche cooperative che avevano il compito di
assistere finanziariamente le classi rurali ed artigiane, alle quali
erano “lontani” i servizi finanziari delle grandi banche, facenti,
questi ultime, soprattutto gli interessi delle grandi imprese. Queste
casse nacquero per ausiliare ed aiutare le piccole e medie imprese che
sono ed erano la colonna portante dell’economia nazionale.
Anche se questi
“istituti” erano aperti a tutta la nazione avevano un forte “tallone” di
Achille: erano sparse a macchia di leopardo sul territorio nazionale. Si
può dire, però, che in complesso sono una grandissima istituzione.
Queste banche sono presenti ancora oggi e sono chiamate “Banche di
Credito Cooperativo”.
_Istituzione dello
IACP (Istituto Autonomo delle Case Popolari), creato per dare una casa
quei ceti operai e più poveri, dimenticati dai governi borghesi e
speculati dalle sinistre.
Questa istituzione,
prima, si chiamava ICP, infatti, non godeva dell’autonomia, datagli da
Mussolini per sottrarla al capitale privato ed ai lacci della burocrazia
promuovendo così una politica della casa (sia in affitto che di
proprietà). Si creò, anche, poi, l’Ente Nazionale Case per gli Impiegati
Statali per risolvere l’analogo degli, appunto, impiegati statali.
Questa si rivelò una
istituzione vincente, basti pensare alle case popolari del primo
hinterland milanese.
Dopo la caduta del
Regime Fascista queste istituzioni vennero “usate” dai governi della DC
e dai vari “palazzinari”.
_Riforma e
rinnovamento dei Codici legislativi, dalla quale nacquero alcune delle
basi dei piani penali della civiltà attuale, come la “capacità di
intendere e di volere”, i vari gradi di imputabilità, l’innalzamento
dell’età di imputabilità da 9 a 14 anni, fu istituito il tribunale dei
Minorenni, furono varate le Leggi sulle Cambiali e sull’Assegno, le
Leggi sul Consiglio di Stato, le Leggi di Pubblica Sicurezza, le Leggi
Sanitarie, approvò il nuovo Codice Penale, riconobbe la Carta del
Lavoro, il Codice di Procedura Civile, la Legge Falimentare.
Anche se con qualche
modifica, queste leggi rappresentano ancora oggi il quadro di
riferimento dell’inero ordinamento giuridico Italiano.
_Legge urbanistica, in
poche parole stabilisce cosa sia lecito ed illecito nello sviluppo
urbanistico rimettendo alla condotta della amministrazioni locali, ai
controlli delle autorità e della Magistratura la responsabilità diretta
di situazioni non conformi alle norme stabilite.
_ Istituzione dell’INAM
(Istituto Nazionale Assistenza Malattie), attraverso il quale tutte le
famiglie dei lavoratori italiani potevano curare le loro malattie a
titolo gratuito, al contrario di ciò che succedeva prima, infatti i
ricchi potevano godere di tutte le cure mediche che volevano, mentre le
classi povere dovevano “conservare” in caso di malattia. In questo modo,
quindi, la salute era sancita in modo egualitario per tutti i cittadini.
Questo sistema di
salute pubblica fu uno dei primi nel mondo e viene tutt’ora copiato.
_Socializzazione (ne
parleremo più avanti quando affronteremo lo Stato Nazionale del Lavoro).
_Lotta alla Mafia, la
quale espropriò il disastrato latifondo siciliano e costrinse la Mafia o
alle carceri o a rifugiarsi negli USA.
Il fascismo non fu
solo una parentesi italiana, infatti questo fu solo la branca di quell’ideale
socialista nazional-popolare che accomunò molti altri paesi dell’Europa
e del Mondo.
-Il
nazionalsocialismo in Germania andò al potere con lo NSDAP (Partito
Nazional-socialista dei lavoratori), il quale era fortemente
caratterizzato da un aspro antisemitismo. Il NSDAP fu alleato
dell’Italia fascista.
-Vi era poi la
Falange, partito fascista di ispirazione cattolica che, sotto la guida
del generale spagnolo Francisco Franco andò al potere in Spagna dal 1936
fino alla metà degli anni ’70.
-Anche in Giappone vi
fu una forma di fascismo, che, insieme all’Italia e la Germani firmò il
Patto dell’Asse Roma, Tokio, Berlino o Patto anti Commintern.
-In Austria salì al
potere nel 1932 il fronte patriottico di Engelbert Dollfuss, filo
fascista ma anti-nazista, essendo contrario all’Anschluss.
-Nel 1934, poi, il re
Boris III creò un regime autoritario.
-In Grecia salì poi al
potere Joannis Metaxas, creando uno Stato puramente fascista. Mussolini,
però, durante la guerra lo attaccò, così Metaxas si dovette schierare
con le forze antifasciste.
-In Polonia, poi, per
paura dell’URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche), nacque
un partito autoritario, anticomunista e antinazista allo stesso tempo.
-In Romania, per
difendere il paese dal comunismo, nacque la “Guardia di Ferro”, una
milizia fondata da Corneliu Zelea Codreanu, per aiutare il re Carol a
fondare una ditatura.
-In Ungheria
l’ammiraglio Horty guidò la controrivoluzione schierandosi con l’Asse.
-In Portogallo dal
1932 al 1974 vi fu al potere un regime militare con a capo il Primo
Ministro Antonio De Oliveira Salazar .
-Ancora nel 1935 salì
al potere in Belgio, con Leon Degrelle, il movimento Rexista:
Nazionalsocialista, antisemita e cattolico. Venne però scomunicato dalla
Chiesa.
-Altri movimenti
fascisti, che però non ebbero mai il potere furono: in Gran Bretagna le
camicie nere di Oswald Mosley, in Francia, invece, vi era il movimento
delle croci di fuoco.
LA DOTTRINA FASCISTA
Il fascismo è la
sintesi per eccellenza, questa idea infatti riesce a sintetizzare in se
gli estremi opposti della nostra vita, spirituale e pratica, creando
così una soluzione unica al di sopra dei partiti, al di sopra della
destra e della sinistra. Questa idea sintetizza, infatti, in se pensiero
e azione, lavoro e capitale, classi borghesi con classi povere,
arrivando così ad un risultato che va oltre la banale lotta di classe
comunista, le oziose lobbies borghesi e lo schiavismo capitalista.
Il fascismo, oltre ad
essere un ideale politico, è anche un ideale filosofico avanguardista,
che comporta uno stile di vita cameratesco, spartano, sprezzante della
vita comoda e amante del lavoro e della fatica, essendo la fatica, nel
suo culmine a portare la gloria; lo stile di vita fascista è poi
sprezzante del pericolo e ridente in faccia alla morte, infatti secondo
il fascismo il vero uomo è l’uomo guerriero, onorevole e virile. Il
fascista CREDE nel suo ideale, OBBEDISCE agli ordini del suo condottiero
e COMBATTE per la sua idea, la sua patria ed il suo “Duce”. Da qui
nacque il famoso CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE. Il fascismo, quindi,
impone, uno stile di vita militare e di partito.
Passiamo ora al
fascismo politico.
L’ideale fascista a se
stante (quindi ideologicamente) è frutto del primo socialismo, che non
ha nulla a che vedere con quelli russi, cinesi o cubani; che
rappresentano una visione distorta di questo ideale.
Come movimento
Nazional-popolare il fascismo è fortemente nazionalista ed europeista
e si prefigge la creazione di uno “Stato Sociale”e di uno
“Stato Nazionale del Lavoro”, nei quali è essenziale la
preservazione della proprietà privata (vi è quindi il bisogno di
creare situazioni di “giustizia” nella vita sociale e lavorativa senza
cadere nei minacciosi tentacoli delle malvagie piovre comuniste e
capitaliste, che, rispettivamente, vogliono creare, o uno stato senza
gerarchie, meritocrazie e proprietà privata, eliminando così il frutto
della fatica e del duro e onesto lavoro dell’uomo; o creare una vera e
propria, ma soprattutto ingiusta, sfruttatrice, oppressiva e
speculatrice dittatura borghese, la quale distrugge ed opprime i diritti
dell’uomo e del lavoratore); della conservazione, salvezza e
creazione della famiglia, essendo questo il nucleo centrale dal
quale ha vita lo Stato, non a caso, infatti, i tre valori principali del
fascista sono DIO, PATRIA e FAMIGLIA.
Dai punti sopra
elencati dipende poi, anche, un riscatto dell’economia nazionale.
Nazionalismo ed
europeismo.
Il nazionalismo è
quell’ideologia esaltante e che si prefigge il miglioramento e lo
sviluppo della la nazione intesa come collettività omogenea, ritenuta
depositaria di valori tradizionali tipici ed esclusivi, del patrimonio
culturale e spirituale nazionale.
Il fascismo è
nazionalista soprattutto perché è dalla compattezza della nazione che
nasce la gloria di questa ed un popolo, per essere glorioso, deve essere
unito avere un identità ed avere uno spazio vitale. Il popolo deve
combattere per la sua indipendenza, la sua identità ed il suo
territorio.
Oltre al nazionalismo,
da sempre base del fascismo, nei movimenti soprattutto neofascisti si
sta accentuando il fenomeno dell’”europeismo”: una sorta di nazionalismo
su scala europea; il quale vuole far si che l’Europa arrivi ad acquisire
un indipendenza sociale, politica, economica ed antropologica, oltre che
dagli altri continenti, soprattutto dagli oppressori statunitensi;
arrivando cosi a creare quella mitica Europa unita e socialista.
Arrivando così al
nocciolo possiamo dire che il nazionalismo e l’europeismo sono contrari
al falso mito delle società (nazionale e continentale) multirazziale e
multiculturale, che non fa altro che indebolire la nazione e distruggere
la sua identità culturale originale.
Stato
sociale.
Lo Stato sociale è un
sistema di norme attraverso le quali si cercano di eliminare le
disparità sociali tra i cittadini, cercando quindi soprattutto di
aiutare quelle classi povere e meno abbienti a condurre una vita
tutelata e dignitosa.
Per creare lo Stato
sociale è indispensabile statalizzare quegli elementi facenti parte
dell’economia che riguardano il popolo in prima persona (come scuola,
sanità, energia, trasporti, servizi idrici ecc..) facendoli così
sfuggire dalle grinfie dell’anonimo, usuraio e speculatore capitale
privato, al quale interessano solo ed esclusivamente i bisogni della
borghesia.
Lo stato sociale è
universale, questo non fa differenze di censo, occupazione, situazione
economica ecc…, come ho detto è universale.
Lo stato sociale
garantisce diritti come:
-Assistenza sanitaria
pubblica (facendo diventare la salute un diritto e non un affare);
-Scuola pubblica;
-Indennità di
disoccupazione e sussidi alle famiglie povere ed in momenti di povertà o
crisi economica;
-Accesso agevolato
alle risorse culturali;
-Assistenza alle
classi più deboli come invalidi e pensionati;
-Difesa dell’ambiente;
-Abbassamento dell’IVA
sui prodotti di prima necessità (come medicinali e cibi).
Inoltre il Fascismo
proporrebbe un esteso controllo statale dell’economia “popolare”, vale a
dire le istituzioni sanitarie, energetiche, bancarie, telecomunicazioni
ecc. in modo da creare un monopolio statale, che al contrario del
monopolio privato, non andrebbe contro gli interessi di una frangia dei
consumatori.
Purtroppo tutt’ora, al
contrario di quello che ci vogliono far credere, non vi è un vero stato
sociale, tanto per citare un esempio: vi pare giusto che in una Azienda
Sanitaria Locale (ASL) per farsi una lastra ci voglio sei mesi? Che gli
ospedali pubblici siano sporchi e mal curati? E che al contrario le
cliniche private siano pulite e perfettamente agibili solo perché
vengono pagate?
Qui non stiamo
parlando di un bel vestito o di una macchina, bensì della salute
nazionale!
Stato Nazionale del Lavoro
Lo Stato Sociale del
Lavoro è quella condizione che si crea quando in uno Stato viene
raggiunta la giustizia lavorativa.
Come ho gia ribadito
molte volte questa condizione non si può raggiungere né attraverso il
capitalismo, attraverso il quale tra datore e lavoratore si crea una
situazione simile a quella padrone-schiavo, né attraverso il comunismo,
dove non ci sono né gerarchie né proprietà privata ed il lavoro del
singolo non può essere consacrato.
A questo punto occorre
trovare delle terze vie alternative: corporativismo e socializzazione.
La dottrina
corporativa è un sistema politico che vuole la rappresentanza politica
in base al ruolo lavorativo. In poche parole si può dire che la
corporazione era un gruppo nel quale erano inquadrati i lavoratori di
uno stesso ramo. L’insieme delle “Corporazioni delle arti e dei
mestieri” faceva si che i lavoratori, dal più al meno umile, potessero
esporre le loro ragioni facendole diventare un vero e proprio interesse
primario nazionale. In questo modo si può far si che siano i lavoratori
a star veramente al centro della politica.
La Socializzazione, in
poche parole, è quel sistema economico che fa si che gli utili di
un’impresa vengano ripartiti tra tutti i lavoratori, i quali possono
accedere ai consigli di amministrazione dell’impresa e alla cogestione
(insieme all’imprenditore) di quest’ultima.
Tutto ciò deve però avvenire dentro la piramide gerarchica lavorativa
dei diritti, dei doveri e del ruolo che ognuno ha dentro
l’organizzazione dell’impresa. Si creano così delle industrie
cooperative.
Grazie a
corporativismo e socializzazione vengono abbattuti il capitalismo ed il
comunismo, macellai del lavoro, dando così i veri meriti che spettano ai
lavoratori grazie alla cooperazione che nasce tra questi ed il loro
datore.
Il capitale diventerà,
così, da “padrone” del lavoro a “strumento” di quest’ultimo.
Per preservare poi lo
Stato Nazionale del Lavoro è necessaria la Proprietà Privata, essendo
quest’ultima il vero frutto del sacrosanto lavoro, frutto intoccabile ed
eternamente sacro.
Anche la gerarchia è
importante in tutto ciò: infatti é grazie a questa che un singolo
individuo viene consacrato socialmente in base al suo operato ed al
compimento dei suoi doveri.
Politica
della famiglia
Come già ho detto, che
ci piaccia o no, la famiglia è il punto di partenza della gloria della
Nazione (infatti, senza la famiglia non ci sarebbe quest’ultima) ed il
fulcro delle relazioni sociali umane ed in tutta la sua sacralità va
difesa e tutelata a spada tratta, soprattutto di questi tempi, dove è
minacciata dalle varie perversioni omosessuali, dalla ormai prossima
approvazioni dei PACS (soprattutto da parte delle sinistre), dagli
incoscienti affidamenti alle coppie omosessuali e dai folli esperimenti
in laboratorio, che danno vita ai più strani incroci, attentando così la
vera, naturale, tradizionale e genuina famiglia.
Per questo la famiglia
tradizionale e naturale va tutelata, soprattutto per mezzo delle
politiche sociali e della casa(come ad esempio le esenzioni tributarie
per le famiglie povere e/o numerose, l’assistenza delle mamme in
maternità, l’istituzione delle case popolari ecc…), nascenti proprio dai
movimenti socialisti nazional-popolari e non delle sinistre
speculatrici, come in realtà ci vogliono far credere.
Alessandro Buda