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"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
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"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

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a cura di Alessandro Buda

Il Fascismo

PREMESSA

Scrivendo questo testo la mia intenzione non è quella di fare propaganda o trarne vantaggi personali. Se scrivo ciò su questi fogli è per voi, intendo infatti tirarvi fuori dalla mente quelle idee ipocrite, banali e soprattutto false che l’opinione pubblica partigiana, e quindi soprattutto l’attuale scuola di sinistra, vi ha inculcato nella mente.
Detto questo, lettori e lettrici, vi auguro una buona lettura.

BREVI CENNI STORICI

La nascita del primo movimento fascista viene datata il 23 marzo 1919 dopo una riunione tenuta da Benito Mussolini nella scala del circolo degli industriali in piazza S.Sepolcro in Milano, dove il (futuro) Duce rese pubblica ai sui simpatizzanti e compagni di partito la costituzione dei Fasci Italiani di Combattimento.

Mussolini divenne poi capo del Governo nel 1922 dopo che il re Vittorio Emanuele III, in seguito alla marcia su Roma del 28 ottobre del 1922, gli diede l’incarico di formare il nuovo Governo. La vera Italia fascista nacque, però, nel 1924: denunciati in parlamento i brogli del Partito Fascista (diventato nel 1921 PNF, ovvero Partito Nazionale Fascista) per vincere le elezioni del corrente anno, il deputato socialista Giacomo Matteotti fu rapito da un gruppo di squadristi ed ucciso. Nell’estate del ’24 il suo corpo fu ritrovato così, i deputati dell’opposizione, per protesta, abbandonarono il parlamento nella famosa Secessione dell’Aventino (giugno 1924). Da questo momento iniziò il Regime totalitario fascista.
Allora Mussolini, con un discorso tenuto alla camera il 3 gennaio del 1925, si assunse la responsabilità politica, morale e storica dell’accaduto.

L’Italia fascista era ormai iniziata; Mussolini limitò un poco le libertà degli italiani, soprattutto per quanto riguardava la propaganda e l’informazione, in cambio però di un’Italia sociale, sicura ed unita: diciamo l’Italia che manca tutt’ora; nacquero infatti lo stato sociale e lo stato nazionale del lavoro e le varie classi diedero vita ad una vincente cooperazione che fece splendere l’Italia per ben 20 anni.

Episodi rilevanti nella storia del fascismo furono: l’autarchia (1936), che prese il via dopo le sanzioni infertaci dalla Società delle Nazioni in seguito alla conquista dell’Etiopia; il Patto d’Acciaio (1936), sancito con la Germania Nazionalsocialista, per far fronte alle sanzioni; le leggi razziali (1938), le quali furono solo leggi di ghettizzazione per gli ebrei che avevano meno meriti civili e militari; ma queste leggi non furono MAI applicate in senso pratico nell’Italia del regime fascista (fino al 25 luglio del 1943), ma restarono attive solo sulla carta, infatti non vi furono mai campi di concentramento fatti costruire da Mussolini stesso (i vari campi che ci furono in Italia furono costruiti dai tedeschi), il quale, anche, non fece mai deportare un solo ebreo, ma, al contrario di ciò che si pensa, gli ebrei che subirono violenze di ogni genere, logicamente dopo l’armistizio del ‘43, furono vittime di gruppi più o meno autonomi e non direttamente legati al Partito Fascista Repubblicano. Questi patti, infatti, servivano solo per dimostrare la fedeltà dell’Italia nei confronti della Germania.

L’Italia, entrò, poi, nella tragica seconda guerra mondiale (10 giugno 1940) che non ci portò mai veri trionfi.

Tutt’ora molta gente pensa che la guerra fu voluta da Mussolini, ma non era così (tanto che il Duce riuscì a rimanere neutrale per circa un anno), infatti erano le circostanze che lo imponevano, come ad esempio il patto d’acciaio; che lasciava ben poco potere decisionale all’Italia, anche perché quest’ultima non poteva affrontare una Guerra del genere.

A riprova di ciò abbiamo una lettera spedita a Franco dal Duce:

“L’Italia non può rimanere neutrale per tutta la durata della guerra, senza dimissionare dal suo ruolo, senza squalificarsi, senza ridursi al livello di una Svizzera moltiplicata per dieci. Il problema non è quindi sapere se l’Italia entrerà o non entrerà in guerra perché l’Italia non potrà fare a meno di entrare in guerra, si tratta soltanto di sapere quando e come; si tratta di ritardare il più a lungo possibile, compatibilmente con l’onore e la dignità, la nostra entrata in guerra: a) per prepararci in modo tale che il nostro intervento determini la decisione; b) perché l’Italia non può fare una guerra lunga, cioè spendere centinaia di miliardi come sono costretti a fare i Paesi attualmente belligeranti”.

La mattina del 25 luglio 1943, in seguito ad una seduta del Gran Consiglio del Fascismo il Duce venne destituito e venne fatto portare a tradimento in prigione sul Gran Sasso dal Re Vittorio Emanuele III.

Così, l’8 settembre 1943 il Maresciallo Badoglio firmò l’Armistizio di Cassibile, dove si impegnava a proseguire la guerra accanto alle potenze dell’Intesa (Gran Bretagna, Francia, Russia) ed il Re lo nominò capo del Governo.

In seguito, Mussolini, venne fatto liberare dai nazisti e portato nei pressi di Salò, dove, sempre nel 1943 fondò la RSI, o più precisamente Repubblica Sociale Italiana (volgarmente chiamata la Repubblica di Salò). Si può dire che, in questo periodo storico, non essendo legato dai lacci del re Mussolini potè ritornare al vero fascismo sansepolcrino e originale, molto più popolare e socialista di quello degli ultimi anni del regime, tanto che, il fascismo raggiunse la sua apoteosi: le imprese vennero socializzate: vi era così, una vera e propria cooperazione tra classi, e il lavoratore poteva così “dialogare” con il datore annullando la notevole spaccatura  formatasi tra lavoro e capitale: il capitale era mezzo del lavoro e non il contrario, eliminando così le insidie della rozza lotta di classe comunista e della schifosa schiavitù capitalista.

La RSI cadde il 25 aprile 1945, data ufficiale della “liberazione (?????)” dell’Italia dai nazi-fascisti. Mussolini venne ucciso, in circostanze tutt’ora ignote, insieme alla sua amante Claretta Petacci, poco tempo dopo, ovvero il 28 aprile dello stesso anno sul lago di Como in circostanze ignote. Il giorno dopo i loro corpi vennero appesi pubblicamente a testa in giù, insieme a quelli di altri gerarchi, nella milanese piazzale Loreto, dove furono oggetto di un terribile, vergognoso e disumano scherno pubblico.

Durante il Ventennio fascista l’Italia conobbe progressi politici, sociali e tecnologici che fino ad ora non aveva mai visto, in più Mussolini fece erigere grandiose opere pubbliche ed attuare piani di grande ed avanzata ingegneria che diedero spessore alla considerazione dell’Italia all’estero, come ad esempio la formidabile bonificazione della pianura pontina e l’edificazione di nuovi centri abitati, come Latina e Littoria, oppure per quanto riguarda l’aspetto socio-politico, Mussolini, poi, istituì la prima organizzazione di previdenza sociale che l’Italia ebbe mai visto: l’INAM (Istituto Nazionale Assistenza Malattie), un vero e proprio prototipo delle ASL attuali; oppure le organizzazioni giovanili del partito, prima ONB (Opera Nazionale Balilla), poi GIL (Gioventù Italiana del Littorio).

Queste sono quelle riforme ed istituzioni di estrema rilevanza, emanate da Mussolini delle quali avvertiamo le conseguenze ancora oggi: 

_La costruzione di alcuni dei parchi nazionali maggiori d’Italia (Gran Paradiso, Abruzzo, Circeo, Stelvio), infatti secondo il Fascismo, le risorse naturali, prima di essere parte dello stato, erano parte della Nazione.

_Tutela del lavoro di donne e fanciulli: con questa legge veniva alzata l’età lavorativa dei giovane con un minimo di 14 anni e venivano migliorate le loro condizioni lavorative con orari e diritti fatti appositamente per loro; mentre per le donne vengono decisi i lavori a loro adatti, venne introdotta la non licenziabilità delle donne durante la maternità, un periodo di attesa per la maternità e vennero migliorate le loro condizioni lavorative.

_Assistenza ospedaliera per i poveri: grande riforma, tra le prime in Europa e nel Mondo; in questo modo anche i meno abbienti avevano una completa assistenza sanitaria.

_Assicurazione di invalidità e vecchiaia.

_Riforma della scuola o riforma “Gentile”:oltre le normali istituzioni scolastiche vennero istituite scuole di avviamento al lavoro e venne riformato il sistema scolastico.

_Costruzione degli acquedotti del Pugliese, Monferrato, Perugino; Nisseno, Velletrano: l’acqua veniva così portata dove scarseggiava e l’agricoltura mutò da una misera agricoltura di sussistenza in una rigogliosa e fertile agricoltura.

_ONB, GIL e colonie estive: grazie a questi piani i giovani erano indirizzati vero un genuino trascorrimento della vita sin dalla tenera età:

Maschi:

0-8 anni “Figli della lupa”
8-11 anni “Balilla”
11-14 anni “Balilla moschettiere”
14-16 anni “Avanguardista”
16-18 anni “Avanguardista moschettiere”
18-21 anni “Giovane fascista”.

Femmine:

0-8 anni “Figlie della lupa”
8-14 anni “Piccola italiana”
14-18 anni “Giovane italiana”
18-21 anni “Giovane fascista”.

_OND (Opera Nazionale Dopolavoro), dopo la nascita di questa istituzione tutti i lavoratori potevano trovare svago in centri e circoli fatti appositamente per loro.

_Centrali Idroelettriche e rete Ferroviaria: con l’incremento delle centrali idroelettriche si incrementava la produzione di energia pulita nella nazione; mentre con l’incremento della rete ferroviaria si contribuiva all’efficienza ed allo splendore della nazione.

_Reale Accademia d’Italia, istituzione fondata per dare lustro ed ingegno alle qualità artistiche e culturali proprie degli italiani, contrastando, così, le altre culture mondiali. Non fu un caso che, dopo la soppressione di questa dalle politiche della resistenza l’Italia divenne terra di conquista culturale degli USA, per quanto riguarda la borghesia, e dell’URSS per quanto riguarda le frazioni della sinistra socialcomunista.

_Bonifiche dell’Agro Pontino, dell’Emilia, della bassa Padana, di Coltano,della Maremma Toscana, del Sele, della Sardegna e colonizzazione del latifondo siciliano.

_Attribuzione della facoltà di indagine alla polizia tributaria.

_ONMI (Opera Nazionale Maternità ed Infanzia): grazie a questa istituzione venivano tutelate tutte le neo mamme con i loro fanciulli, sia nella vita famigliare che non.

_Assistenza agli illegittimi, abbandonati od esposti, la quale tutelava e difendeva i fanciulli illegittimi, abbandonati ed orfani.

_Carta del lavoro, con la quale venne rivoluzionato il mondo del lavoro attraverso anche l’alternativa corporativa.

_Esenzioni tributarie per le famiglie numerose e meno abbienti, un altro spunto per lo Stato sociale.

_Ulteriore incremento e miglioramento di autostrade, ferrovie e porti.

_Creazione delle aree industriali, che riunivano, appunto, in comprensori le industrie della nazione, le quali potevano godere di assistenza tecnica gratuita, creando così una sinergia tra impresa pubblica ed impresa privata; anche attraverso due opere, sempre fasciste di ricostruzione e tutela delle industrie: IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) ed IMI (Istituto Mobiliare Italiano). Nacquero, quindi, consecutivamente, quartieri popolari fatti appositamente per gli operai ed i lavoratori lavoranti in questi siti.

_I patti del Laterano, ovvero il concordato dell’11 febbraio del 1929 tra stato e Chiesa; grazie a questi il papa non si “sentiva” più prigioniero dentro la città di Roma e finalmente dopo 59 anni riconosceva lo Stato Italiano.

_La proclamazione dell’Impero, nel 1936, dopo l’entrata in Addis-Abeba (Etiopia) si formò l’Impero italiano formato da Italia, Albania, Etiopia, Libia, Eritrea, Somalia. A causa della conquista dell’Etiopia, però, dipesero le sanzioni da parte della Società delle Nazioni.

_INFAIL (Istituto Nazionale Fascista Infortuni sul Lavoro), questo istituto garantiva una totale copertura assicurativa su coloro che subivano infortuni sul posto di lavoro o contraeva malattie date dal lavoro praticato. In questo modo lo Stato riconosceva il servizio datogli dai lavoratori ed assicurava un futuro decoroso a coloro che erano nell’impossibilità di lavorare a causa di situazioni spiacevoli accadutegli proprio sul posto di lavoro, senza che essi dipendessero dalla carità.

_Istituzione del libretto di lavoro, la quale viene attuata per contrastare il “lavoro nero” e gli abusi del lavoro come sfruttamento delle categorie deboli ed il non rispetto degli orari di lavoro, mancato pagamento dei contributi ecc…per questo il libretto è obbligatorio per lavorare, essendo necessario per la tutela del lavoratore e per il controllo nazionale delle imprese.

_INPS ex INFPS (Istituto Nazionale FASCISTA di Previdenza Sociale) nasce come ente di previdenza sociale dei lavoratori autonomo, e quindi fuori dall’interesse del capitale privato, garantendo le pensioni, le assicurazioni sugli infortuni sul lavoro.

_Riduzione dell’orario di lavoro a quaranta ore settimanali, umanizzanti il lavoro e facenti parte di quelle leggi culminanti con la Socializzazione.

_Istituzione dell’ECA (Ente Comunale di Assistenza), in ogni comune del Regno, per aiutare le famiglie e gli individui in caso di necessità e controllare gli altri enti con lo stesso scopo.

_Assegni familiari, istituiti per finanziare quell’organo principale della nazione, che è la famiglia. Venivano emessi dallo stato e spettavano a quelle persone a carico del capofamiglia, erano dovuti ai figli di 18 e 21 anni se studenti medi, di 26 se studenti universitari, ed ad infortunati sul lavoro.

_Casse rurali ed artigiane, ovvero piccole banche cooperative che avevano il compito di assistere finanziariamente le classi rurali ed artigiane, alle quali erano “lontani” i servizi finanziari delle grandi banche, facenti, questi ultime, soprattutto gli interessi delle grandi imprese. Queste casse nacquero per ausiliare ed aiutare le piccole e medie imprese che sono ed erano la colonna portante dell’economia nazionale.

Anche se questi “istituti” erano aperti a tutta la nazione avevano un forte “tallone” di Achille: erano sparse a macchia di leopardo sul territorio nazionale. Si può dire, però, che in complesso sono una grandissima istituzione. Queste banche sono presenti ancora oggi e sono chiamate “Banche di Credito Cooperativo”.

_Istituzione dello IACP (Istituto Autonomo delle Case Popolari), creato per dare una casa  quei ceti operai e più poveri, dimenticati dai governi borghesi e speculati dalle sinistre.

Questa istituzione, prima, si chiamava ICP, infatti, non godeva dell’autonomia, datagli da Mussolini per sottrarla al capitale privato ed ai lacci della burocrazia promuovendo così una politica della casa (sia in affitto che di proprietà). Si creò, anche, poi, l’Ente Nazionale Case per gli Impiegati Statali per risolvere l’analogo degli, appunto, impiegati statali.

Questa si rivelò una istituzione vincente, basti pensare alle case popolari del primo hinterland milanese.

Dopo la caduta del Regime Fascista queste istituzioni vennero “usate” dai governi della DC e dai vari “palazzinari”.

_Riforma e rinnovamento dei Codici legislativi, dalla quale nacquero alcune delle basi dei piani penali della civiltà attuale, come la “capacità di intendere e di volere”, i vari gradi di imputabilità, l’innalzamento dell’età di imputabilità da 9 a 14 anni, fu istituito il tribunale dei Minorenni, furono varate le Leggi sulle Cambiali e sull’Assegno, le Leggi sul Consiglio di Stato, le Leggi di Pubblica Sicurezza, le Leggi Sanitarie, approvò il nuovo Codice Penale, riconobbe la Carta del Lavoro, il Codice di Procedura Civile, la Legge Falimentare.

Anche se con qualche modifica, queste leggi rappresentano ancora oggi il quadro di riferimento dell’inero ordinamento giuridico Italiano.

_Legge urbanistica, in poche parole stabilisce cosa sia lecito ed illecito nello sviluppo urbanistico rimettendo alla condotta della amministrazioni locali, ai controlli delle autorità e della Magistratura la responsabilità diretta di situazioni non conformi alle norme stabilite.

_ Istituzione dell’INAM (Istituto Nazionale Assistenza Malattie), attraverso il quale tutte le famiglie dei lavoratori italiani potevano curare le loro malattie a titolo gratuito, al contrario di ciò che succedeva prima, infatti i ricchi potevano godere di tutte le cure mediche che volevano, mentre le classi povere dovevano “conservare” in caso di malattia. In questo modo, quindi, la salute era sancita in modo egualitario per tutti i cittadini.

Questo sistema di salute pubblica fu uno dei primi nel mondo e viene tutt’ora copiato.

_Socializzazione (ne parleremo più avanti quando affronteremo lo Stato Nazionale del Lavoro).

_Lotta alla Mafia, la quale espropriò il disastrato latifondo siciliano e costrinse la Mafia o alle carceri o a rifugiarsi negli USA.

 Il fascismo non fu solo una parentesi italiana, infatti questo fu solo la branca di quell’ideale socialista nazional-popolare che accomunò molti altri paesi dell’Europa e del Mondo.

 -Il nazionalsocialismo in Germania andò al potere con lo NSDAP (Partito Nazional-socialista dei lavoratori), il quale era fortemente caratterizzato da un aspro antisemitismo. Il NSDAP fu alleato dell’Italia fascista.

-Vi era poi la Falange, partito fascista di ispirazione cattolica che, sotto la guida del generale spagnolo Francisco Franco andò al potere in Spagna dal 1936 fino alla metà degli anni ’70.

-Anche in Giappone vi fu una forma di fascismo, che, insieme all’Italia e la Germani firmò il Patto dell’Asse Roma, Tokio, Berlino o Patto anti Commintern.

-In Austria salì al potere nel 1932 il fronte patriottico di Engelbert Dollfuss, filo fascista ma anti-nazista, essendo contrario all’Anschluss.

-Nel 1934, poi, il re Boris III creò un regime autoritario.

-In Grecia salì poi al potere Joannis Metaxas, creando uno Stato puramente fascista. Mussolini, però, durante la guerra lo attaccò, così Metaxas si dovette schierare con le forze antifasciste.

-In Polonia, poi, per paura dell’URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche), nacque un partito autoritario, anticomunista e antinazista allo stesso tempo.

-In Romania, per difendere il paese dal comunismo, nacque la “Guardia di Ferro”, una milizia fondata da Corneliu Zelea Codreanu, per aiutare il re Carol a fondare una ditatura.

-In Ungheria l’ammiraglio Horty guidò la controrivoluzione schierandosi con l’Asse.

-In Portogallo dal 1932 al 1974 vi fu al potere un regime militare con a capo il Primo Ministro Antonio De Oliveira Salazar .

-Ancora nel 1935 salì al potere in Belgio, con Leon Degrelle, il movimento Rexista: Nazionalsocialista, antisemita e cattolico. Venne però scomunicato dalla Chiesa.

-Altri movimenti fascisti, che però non ebbero mai il potere furono: in Gran Bretagna le camicie nere di Oswald Mosley, in Francia, invece, vi era il movimento delle croci di fuoco. 

LA DOTTRINA FASCISTA

Il fascismo è la sintesi per eccellenza, questa idea infatti riesce a sintetizzare in se gli estremi opposti della nostra vita, spirituale e pratica, creando così una soluzione unica al di sopra dei partiti, al di sopra della destra e della sinistra. Questa idea sintetizza, infatti, in se pensiero e azione, lavoro e capitale, classi borghesi con classi povere, arrivando così ad un risultato che va oltre la banale lotta di classe comunista, le oziose lobbies borghesi e lo schiavismo capitalista.

 Il fascismo, oltre ad essere un ideale politico, è anche un ideale filosofico avanguardista, che comporta uno stile di vita cameratesco, spartano, sprezzante della vita comoda e amante del lavoro e della fatica, essendo  la fatica, nel suo culmine a portare la gloria; lo stile di vita fascista è poi sprezzante del pericolo e ridente in faccia alla morte, infatti secondo il fascismo il vero uomo è l’uomo guerriero, onorevole e virile. Il fascista CREDE nel suo ideale, OBBEDISCE agli ordini del suo condottiero e COMBATTE per la sua idea, la sua patria ed il suo “Duce”. Da qui nacque il famoso CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE. Il fascismo, quindi, impone, uno stile di vita militare e di partito.

 Passiamo ora al fascismo politico.

L’ideale fascista a se stante (quindi ideologicamente) è frutto del primo socialismo, che non ha nulla a che vedere con quelli russi, cinesi o cubani; che rappresentano una visione distorta di questo ideale.

Come movimento Nazional-popolare il fascismo è fortemente nazionalista ed europeista e si prefigge la creazione di uno “Stato Sociale”e di uno “Stato Nazionale del Lavoro”, nei quali è essenziale la preservazione della proprietà privata (vi è quindi il bisogno di creare situazioni di “giustizia” nella vita sociale e lavorativa senza cadere nei minacciosi tentacoli delle malvagie piovre comuniste e capitaliste, che, rispettivamente, vogliono creare, o uno stato senza gerarchie, meritocrazie e proprietà privata, eliminando così il frutto della fatica e del duro e onesto lavoro dell’uomo; o creare una vera e propria, ma soprattutto ingiusta, sfruttatrice, oppressiva e speculatrice dittatura borghese, la quale distrugge ed opprime i diritti dell’uomo e del lavoratore); della conservazione, salvezza e creazione della famiglia, essendo questo il nucleo centrale dal quale ha vita lo Stato, non a caso, infatti, i tre valori principali del fascista sono DIO, PATRIA e FAMIGLIA.

Dai punti sopra elencati dipende poi, anche, un riscatto dell’economia nazionale.

 Nazionalismo ed europeismo.

Il nazionalismo è quell’ideologia esaltante e che si prefigge il miglioramento e lo sviluppo della la nazione intesa come collettività omogenea, ritenuta depositaria di valori tradizionali tipici ed esclusivi, del patrimonio culturale e spirituale nazionale.

Il fascismo è nazionalista soprattutto perché è dalla compattezza della nazione che nasce la gloria di questa ed un popolo, per essere glorioso, deve essere unito avere un identità ed avere uno spazio vitale. Il popolo deve combattere per la sua indipendenza, la sua identità ed il suo territorio.

Oltre al nazionalismo, da sempre base del fascismo, nei movimenti soprattutto neofascisti si sta accentuando il fenomeno dell’”europeismo”: una sorta di nazionalismo su scala europea; il quale vuole far si che l’Europa arrivi ad acquisire un indipendenza sociale, politica, economica ed antropologica, oltre che dagli altri continenti, soprattutto dagli oppressori statunitensi; arrivando cosi a creare quella mitica Europa unita e socialista.

Arrivando così al nocciolo possiamo dire che il nazionalismo e l’europeismo sono contrari al falso mito delle società (nazionale e continentale) multirazziale e multiculturale, che non fa altro che indebolire la nazione e distruggere la sua identità culturale originale.

 Stato sociale.

Lo Stato sociale è un sistema di norme attraverso le quali si cercano di eliminare le disparità sociali tra i cittadini, cercando quindi soprattutto di aiutare quelle classi povere e meno abbienti a condurre una vita tutelata e dignitosa.

Per creare lo Stato sociale è indispensabile statalizzare quegli elementi facenti parte dell’economia che riguardano il popolo in prima persona (come scuola, sanità, energia, trasporti, servizi idrici ecc..) facendoli così sfuggire dalle grinfie dell’anonimo, usuraio e speculatore capitale privato, al quale interessano solo ed esclusivamente i bisogni della borghesia.

Lo stato sociale è universale, questo non fa differenze di censo, occupazione, situazione economica ecc…, come ho detto è universale.

Lo stato sociale garantisce diritti come:

-Assistenza sanitaria pubblica (facendo diventare la salute un diritto e non un affare);

-Scuola pubblica;

-Indennità di disoccupazione e sussidi alle famiglie povere ed in momenti di povertà o crisi economica;

-Accesso agevolato alle risorse culturali;

-Assistenza alle classi più deboli come invalidi e pensionati;

-Difesa dell’ambiente;

-Abbassamento dell’IVA sui prodotti di prima necessità (come medicinali e cibi).

Inoltre il Fascismo proporrebbe un esteso controllo statale dell’economia “popolare”, vale a dire le istituzioni sanitarie, energetiche, bancarie, telecomunicazioni ecc. in modo da creare un monopolio statale, che al contrario del monopolio privato, non andrebbe contro gli interessi di una frangia dei consumatori.

Purtroppo tutt’ora, al contrario di quello che ci vogliono far credere, non vi è un vero stato sociale, tanto per citare un esempio: vi pare giusto che in una Azienda Sanitaria Locale (ASL) per farsi una lastra ci voglio sei mesi? Che gli ospedali pubblici siano sporchi e mal curati? E che al contrario le cliniche private siano pulite e perfettamente agibili solo perché vengono pagate?

Qui non stiamo parlando di un bel vestito o di una macchina, bensì della salute nazionale!

Stato Nazionale del Lavoro

Lo Stato Sociale del Lavoro è quella condizione che si crea quando in uno Stato viene raggiunta la giustizia lavorativa.

Come ho gia ribadito molte volte questa condizione non si può raggiungere né attraverso il capitalismo, attraverso il quale tra datore e lavoratore si crea una situazione simile a quella padrone-schiavo, né attraverso il comunismo, dove non ci sono né gerarchie né proprietà privata ed il lavoro del singolo non può essere consacrato.

A questo punto occorre trovare delle terze vie alternative: corporativismo e socializzazione.

La dottrina corporativa è un sistema politico che vuole la rappresentanza politica in base al ruolo lavorativo. In poche parole si può dire che la corporazione era un  gruppo nel quale erano inquadrati i lavoratori di uno stesso ramo. L’insieme delle “Corporazioni delle arti e dei mestieri” faceva si che i lavoratori, dal più al meno umile,  potessero esporre le loro ragioni facendole diventare un vero e proprio interesse primario nazionale. In questo modo si può far si che siano i lavoratori a star veramente al centro della politica.

La Socializzazione, in poche parole, è quel sistema economico che fa si che gli utili di un’impresa vengano ripartiti tra tutti i lavoratori, i quali possono accedere ai consigli di amministrazione dell’impresa e alla cogestione (insieme all’imprenditore) di quest’ultima.
Tutto ciò deve però avvenire dentro la piramide gerarchica lavorativa dei diritti, dei doveri e del ruolo che ognuno ha dentro l’organizzazione dell’impresa. Si creano così delle industrie cooperative.

Grazie  a corporativismo e socializzazione vengono abbattuti il capitalismo ed il comunismo, macellai del lavoro, dando così i veri meriti che spettano ai lavoratori grazie alla cooperazione che nasce tra questi ed il loro datore.

Il capitale diventerà, così, da “padrone” del lavoro a “strumento” di quest’ultimo.

Per preservare poi lo Stato Nazionale del Lavoro è necessaria la Proprietà Privata, essendo quest’ultima il vero frutto del sacrosanto lavoro, frutto intoccabile ed eternamente sacro.

Anche la gerarchia è importante in tutto ciò: infatti é grazie a questa che un singolo individuo viene consacrato socialmente  in base al suo operato ed al compimento dei suoi doveri.

 Politica della famiglia

Come già ho detto, che ci piaccia o no, la famiglia è il punto di partenza della gloria della Nazione (infatti, senza la famiglia non ci sarebbe quest’ultima) ed il fulcro delle relazioni sociali umane ed in tutta la sua sacralità va difesa e tutelata a spada tratta, soprattutto di questi tempi, dove è minacciata dalle varie perversioni omosessuali, dalla ormai prossima approvazioni dei PACS (soprattutto da parte delle sinistre), dagli incoscienti affidamenti alle coppie omosessuali e dai folli esperimenti in laboratorio, che danno vita ai più strani incroci, attentando così la vera, naturale, tradizionale e genuina famiglia.

Per questo la famiglia tradizionale e naturale va tutelata, soprattutto per mezzo delle politiche sociali e della casa(come ad esempio le esenzioni tributarie per le famiglie povere e/o numerose, l’assistenza delle mamme in maternità, l’istituzione delle case popolari ecc…), nascenti proprio dai movimenti socialisti nazional-popolari e non delle sinistre speculatrici, come in realtà ci vogliono far credere.

                                                                                                                              Alessandro Buda


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