|
|
||||||
|
|
|
|||||
|
|
||||||
|
"L'intrepido Balilla"
Durante il Ventennio, Balilla erano i ragazzini che inquadrati e in divisa sfilavano davanti al Duce sorridente. Il nome "Balilla" non ha come molti credono origini fasciste ma derivano da un evento storico di secondo piano, addirittura ignorato da molti libri di scuola. Esso infatti deriva dalla rivoluzione di Portoria del 1746. Ecco la descrizione dei fatti:
5 dicembre 1746: la rivoluzione di
Portoria
Ma il suo tentativo fallì per l'antica rivalità con i Savoia; questi ultimi, in compenso degli aiuti che avrebbero prestato all'Austria, ebbero da Maria Teresa la promessa della cessione di diverse terre tracui il marchesato di Finale acquistato dai Genovesi da Carlo VI per una rilevante somma. «Una sottigliezza formale è che Genova entra in guerra contro il Piemonte, non contro l'Austria...» scrive Teofilo Ossian De Negri. Ai Genovesi non rimase che allearsi con gli spagnoli e i francesi, attirandosi le ire degli austriaci. E mentre all'inizio della guerra pareva che le sorti fossero propizie agli alleati genovesi, più tardi la situazione si invertì e Genova rimase da sola alle prese contro il nemico. Gli Austriaci sotto il comando del generale Brown superata la Bocchetta scesero a Campomorone e il 4 settembre 1746 entrarono in San Pier d'Arena. Il giorno 6 settembre i Genovesi dovettero accettare le gravosissime condizioni imposte dal generale austriaco Botta Adorno. Una volta padroni gli austriaci chiesero con prepotenza grandi quantità di denaro e armi che la Repubblica possedeva per la sua difesa. Era il 5 dicembre 1746 sul tramontare quando un drappello di soldati austriaci trascinava per la via di Portoria il mortaio «Santa Caterina» prelevato alla Cava dalle alture di Carignano. Ad un certo punto la strada sprofondò sotto il peso del mortaio. I soldati chiesero in malo modo un aiuto alla gente del posto e quando un caporale alzò il bastone contro un uomo per farsi ubbidire, finalmente il popolo perdette la pazienza. E quando, gridando «Che l'inse?» (ovvero "che la incominci?" o forse "che la rompo?"), un ragazzo, il Balilla, lanciò il primo sasso, una pioggia di altri sassi venne scagliata sugli invasori austro piemontesi che furono costretti ad abbandonare il mortaio e a darsi alla fuga. Una lapide ricorda l'avvenimento: si può scorgerla all'angolo di via XX Settembre e via 5 Dicembre, strada di Portoria che è stata denominata proprio con la data dell'inizio della rivoluzione contro l'oppressore austro piemontese. Balilla
|
||||||
|
|
||||||
[Duce]
[Fascismo]
[Forum]
[Chat]
[Newsletter]
[Scrivici]
[Sfondi
e Suonerie]
[Storia]
[Frasi
e Motti] [Chi
Siamo] [Personaggi]
[Siti
Amici] [Recensioni]
[Sostieni
Ilduce.net]
Copyright © 2001 - 2008 Giuseppe Minnella - Contatti: Info@ilduce.net -
Dichiarazione
ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62.
Questo sito non è un
"prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare".
Gli aggiornamenti consistono in migliorie/approfondimenti a quanto già
pubblicato