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"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
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"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

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Achille Starace: Lo stile di un fascista

 

Sul finire del 1939 a cura del Partito Nazionale Fascista, venne pubblicato un libro dal titolo Vademecum dello stile fascista. Esso conteneva i Fogli di disposizioni del segretario Achille Starace, giudicati di grande importanza per insegnare agli italiani - come scriveva nella prefazione Asvero Gravelli - quali dovevano essere lo stile e le norme di vita dei veri fascisti. E' da questa raccolta - certamente non maliziosa - che sono tratti i brani che seguono. 
(I Fogli staraciani uscirono quasi quotidianamente dalla fine del 1931 all'ottobre del 1939).
- Alla parola "comizio" d'ora innanzi prego di sostituire la parola "raduno di propaganda". Il comizio ci ricorda tempi superati per sempre.
- Il saluto romano non impone l'obbligo di togliersi il cappello.
- Non frequentare di giorno, e meno di notte, i cosiddetti locali di lusso. Andare il più possibile a piedi e quando è necessario adoperare la macchina utilitaria. Meglio la moto.
- Nelle cerimonie ufficiali niente tubi di stufa sulla testa, ma la semplice camicia nera della rivoluzione.
- Annunziata la chiusura delle iscrizioni al PNF sono spuntati gli immancabili ritardatari. Uno di costoro mi ha scritto di essersi deciso a entrare nei ranghi per evitare interpretazioni malevoli. Poi ha aggiunto testualmente: "Non so mentire! Desidero rimanere quale sono stato sempre, liberale di destra, della gloriosa destra che pur dette uomini eminenti." A mia volta, sulla stessa lettera ho scritto "fesso ritardario".
- Spesso in luogo del prescritto pantalone nero lungo, o del pantalone nero corto, con stivali neri, viene indossato un pantalone a righe, residuo di tight!!! Il commento è superfluo.
- Il verbale di una vertenza fra camerati è stato chiuso con la formula: "Si sono riconciliati con una stretta di mano". La formula da adottare deve invece essere questa: "Si sono riconciliati salutandosi romanamente".
- Ricordo il divieto di retrodatare l'anzianità di iscrizione e di consegnare tessere con cerimonie solenni. Una sola è la tessera che si consegna, quella numero uno destinata al Duce!
- Ho letto in un mezza colonna di giornale sette volte il nome di un segretario federale.
- Nella corrispondenza tra camerati, anzichè "all'Egregio", "all'Ill.mo", ecc. si scriva "al Fascista". Noto in proposito che la parola "fascista" pur essendo di natura aggettivale, quando si adopera come sostantivo va scritta con la iniziale maiuscola; va scritta minuscola quando invece si adopera come aggettivo.
- E' fatto assoluto divieto di portare il collo della camicia nera inamidato.
- In qualche angolo morto, non solo si è rimasti ancorati alla stretta di mano, ma accade anche che qualcuno resti mortificato quando gli si fa notare che si saluta romanamente. Sono tipi da studiare, come quelli che, salutando romanamente con molta cautela, fanno anche la riverenza.
- Ricordo che l'anno fascista, quello che interessa, è cominciato il 29 ottobre.
- In questi giorni nelle cronache si è fatto largo uso del verbo "insediarsi". Che un gerarca debba come primo suo atto dare l'impressione di mettersi a sedere, proprio no. Si dica invece: "Ha assunto la carica o l'ufficio, o le funzioni, ecc.". Anche il frasario è un tratto del fronte sul quale, prima o poi, bisognerà decisamente puntare.
- Bisogna decidersi a fare piazza pulita dei circoli, circoletti culturali e simili, nei quali si annidano spesso residuati dell'afascismo, se non dell'antifascismo.
- Noto che da qualche tempo a questa parte si criticano, generalizzando, i cosiddetti "gerarchetti". Premesso che i "gerarchetti" non esistono, debbo rilevare che la trovata è di cattivo gusto. Ammetto che fra tanti ve ne possa essere qualcuno non all'altezza, ma confondere l'eccezione con la regola significa vivere fuori della realtà o, peggio, essere affetti ad insita malevolenza. Nell'uno e nell'altro caso, in materia di requisiti fascisti, siamo all'oblativo assoluto.
- Alcuni elementi della cosiddetta "buona società" si abbandonano a melanconiche considerazioni contro l'incremento demografico che "rende più intensa la crisi" o contro la prole numerosa che "altera la linea". Si tratta di soggetti precocemente invecchiati che allo sport preferiscono il poker o il bridge, con relative bevande non certo di marca italiana. Costoro sono individui forse più infelici che colpevoli, ma il loro contegno diventa colpa delittuosa quando riveste carattere di propaganda contro la sanità e la potenza della stirpe.
- Non approvo che negli Istituti fascisti di cultura siano invitati a tenere conferenze Fascisti che domandano compensi.
- "Dedito alla stretta di mano", ecco la nota caratteristica da segnare nella cartella personale di chi persista in questa esteriorità caratteristica di scarso spirito fascista. L'annotazione è necessaria. L'esperienza fatta in questo campo ha dato eccellenti risultati per la valutazione di alcuni tesserati.
- Da qualche tempo a questa parte si vanno inventando "sabati" di ogni genere: dell'arte, della musica, della primavera, ecc. Ricordo che c'è solo il "sabato fascista".
- Titoli. "Il Segretario del Partito è giunto stamane a...". Questo è un titolo di stile fascista. "S.E. il Segretario del Partito Achille Starace è giunto...". Siamo allo stile fascista fortemente annacquato. "Starace è giungo stamane a...". Titolo di pessimo gusto!!
- La corrispondenza deve essere aggiornata. Niente caro camerata, caro Tizio, cara eccellenza. L'indirizzo in testa alla lettera è sufficiente. Niente saluti cordiali, saluti fascisti, o peggio devoti saluti fascisti, veve e deferenti cordialità fasciste, che fanno pensare al saluto romano con la riverenza.
- 20 aprile 1938-XVI E.F. Faccio mia la proposta della Cronaca Prealpina sull'adozione del "tu" e del "voi".
- Ricordo che i gerarchi hanno l'obbligo di ricevere non soltanto i Fascisti, ai quali spetta la precedenza, ma anche tutti coloro che non militano nel PNF.
- L'uso di annunciare "la posa della prima pietra" ricorda vecchi tempi. Il Fascismo annuncia l'inizio dei lavori o il primo colpo di piccone: annuncio dinamico e concreto.
- Chissà perchè ci si attenda ancora a considerare la fine dell'anno al metro del 31 dicembre piuttosto che a quello del 28 ottobre. L'attaccamento a questa consuetudine è indice di mentalità non fascista.
- La pressione che alcuni esercitano per ottenere la qualifica di squadrista trova la sua ragione anche nell'entità del premio.
- I Fascisi e coloro che militano nelle organizzazioni del Regime validi, non bevano caffè o ne riducano al minimo il consumo. In questo modo fregheremo i paesi che, per vendercelo, vorrebbero il nostro oro.
- Vieto ai Fascisti di inoltare raccomandazioni di qualsiasi genere a favore di giudei.
- E' assurdo e riprovevole che dopo quanto è stato detto e scritto, anche dai gironali si stenti qua e là ad adottare il "voi" e a respingere nettamente il "lei". Avvero che d'ora innanzi non è da escludere che, individuati i soggetti ostinatamente recidivi, si proceda a loro carico.

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