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spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
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Il Verbale della
prima riunione del Governo Mussolini
a cura di:
Shaman78
1 NOVEMBRE 1922
Presiede Mussolini.
Presenti: Diaz, Tahon [sic] de Revel, Federzoni, Carnazza, Tangorra,
Gentile, De Capitani, Di Cesarò, Giuriati, Oviglio, Rossi, Cavazzoni, De
Stefani.
Acerbo - Segretario.
Il Presidente Mussolini annuncia che l'esodo dei
fascisti da Roma è quasi compiuto.
La situazione va normalizzandosi rapidamente ovunque in Italia. Conta che
entro domani tutto il Paese sarà tranquillo. Annuncia che il Parlamento
si aprirà il 1 [sic] Novembre. Ciascun Ministro gli presenterà, prima
del 10 un pro-memoria delle direttive che ciascuno seguirà. Le direttive
del Ministero sarebbero le seguenti:
Per la politica estera già si nota un miglioramento nei riguardi della
valutazione dell'ascesa fascista al potere. Espone lo stato delle
relazioni fra Italia e Serbia [sic].
Annunzia che il 4 Novembre sarà con solenne austerità celebrata la
ricorrenza del milite ignoto.
Sulla quistione di Fiume parlano le E. E. Giuriati, Federzoni, de Stefani.
Il primo sulla situazione di polizia, il secondo sulla necessità di una
rapida soluzione dei problemi minori, il terzo sulla questione doganale
proponendo l'ammissione doganale all'Italia. Tahon [sic] rileva la grave
questione industriale di Fiume. Sulla proposta de Stefani parlano pure
Tangorra, Carnazza. De Stefani illustra la sua proposta - Sullo stesso
argomento parlano pure De Capitani, il quale porta altri elementi
comprovanti la gravissima situazione commerciale e industriale della città.
Fa rilevare pure il grave disservizio che regna nei pubblici poteri con
sperpero del pubblico denaro. Cavazzoni crede che per oggi non sarebbe il
caso di accettare la proposta de Stefani.
Il Presidente crede che si possa incaricare De Stefani di elaborare un
progetto. Egli lo esaminerà, fiducioso che possa essere approvato.
Il Consiglio dei Ministri approva.
Tangorra ricorda che a Dicembre deve fare l'esposizione finanziaria. Ha
necessità di tutti gli elementi di bilancio. Entro il 30 corr. devono
essere presentati alla Camera tutti i bilanci. Prega i colleghi di
notificargli subito le proposte di economie che credessero fare. Mancano
finora i Bilanci delle Colonie e delle Ferrovie, e della Guerra.
Tutti gli elementi del Bilancio dell'Entrata sono già in suo possesso.
Egli li vaglierà subito.
Inoltre ricorda che ci sono molti fondi autorizzati per legge non
pubblicate. Sarà bene riesaminarli per vedere se sia possibile eseguire
le economie.
Il Consiglio prende atto di ciò.
Carnazza crede che notevoli economie potranno essere introdotte nei
bilanci delle Ferrovie e dei LLPP. Proporrebbe di esaminare prima le
posizioni specifiche dei singoli bilanci d'accordo col Ministro del
Tesoro, acciocché si possano presentare elementi concreti al Presidente
per le dichiarazioni che dovrà fare alla Camera.
Federzoni assicura che subito sarà presentato il Bilancio del Tesoro
[sic].
Cavazzoni crede che sia necessario non privare i Gabinetti delle piccole
spese necessarie.
Inoltre dice che la domanda di esercizio provvisorio debba essere
tempestivamente presentata.
Il Presidente assicura che subito dopo le dichiarazioni del Governo sarà
presentata la domanda dell'esercizio provvisorio.
Colonna di Cesarò dice che vi sono alcuni servizi pubblici [che] potranno
dare sensibili economie se affidati all'industria privata. Domanda il
giudizio del Consiglio dei Ministri.
De Stefani crede che la quistione centrale politica sia oggi quella
finanziaria. È d'accordo con la richiesta dell'on. Di Cesarò. Crede che
si possano effettuare economie sulla gestione di varii servizi se affidati
all'industria privata. Ma quali direttive politiche potrà seguire il
Ministero?
Federzoni crede che il Governo debba riesaminare tutti i problemi che
finora sono stati risoluti nominalmente dagli altri Governi. Ad esempio il
problema burocratico.
Giuriati crede che sia il problema dei pubblici servizi sia quello
burocratico sono intimamente legati a quello dell'emigrazione.
Rossi è d'accordo con Giuriati. Si deve semplificare il meccanismo del
deflusso delle correnti emigratorie. La Commissione dell'Emigrazione
praticamente non ha risolto nulla. Propone che il Consiglio dei Ministri
nomini un piccolo Comitato interministeriale per studiare i problemi.
Il Presidente ritiene che il Consiglio dei Ministri sia d'accordo nei
seguenti punti:
1) sistema rigida economia. 2) Ritorno industria privata dei pubblici
servizi. 3) Politica di emigrazione legata ma non impastoiata alle
formalità di legge. L'emigrazione temporanea deve essere regolata, e cosí
pure altre correnti emigratorie. 4) Riesame problema burocrazia, con la
richiesta dei pieni poteri al Parlamento.
Cavazzoni chiede che venga esaminata la posizione del Commissario
Emigrazione.
Il Presidente annunzia che già è stata revocata la proibizione
telegrafica per l'estero. Occorrerà solo per alcuni giorni la censura.
Di Cesarò propone che l'ambasciatore Sforza venga revocato.
Inoltre propone
1) di applicare integralmente il regolamento di disciplina ai pubblici
impiegati.
2) di non evadere pratiche che non siano di carattere generale.
3) di revocare i congedi che normalmente si concedono ai gabinettisti. De
Stefani è d'accordo col secondo punto: Propone un ordine del giorno.
Carnazza ricorda che la retribuzione del lavoro
straordinario è contraria alla legge; propone che il Consiglio dei
Ministri possa ridurla gradualmente, prima di sopprimerla interamente. Cosí
pure nei riguardi delle Commissioni consultive che producono fortissimo
onere allo Stato, e sono cause di gravi inconvenienti.
Cavazzoni crede che le questioni di dettaglio debbano essere prospettate
in altra seduta; perciò propone la sospensione dell'ordine del giorno De
Stefani. Pel prossimo Consiglio dei Ministri la Presidenza presenterà
proposte concrete. Cosí si stabilisce.
Il Consiglio dei Ministri si dichiara di massima favorevole alle varie
proposte Di Cesarò, Carnazza.
De Stefani domanda il pensiero del Governo sulla nominatività dei titoli.
Il Presidente si dichiara contrario.
Tangorra, che fu relatore della legge, è contrario anch'egli, oggi che la
situazione politica e finanziaria del Paese è mutata.
Carnazza crede che per quanto riguarda i titoli di Stato è
favorevolissimo ai titoli al portatore, anche per ragioni di ordine
morale. Per quanto riguarda i titoli industriali crede che la questione
merita un esame particolarissimo; oggi i possessori di questi sono
diventati solamente operatori di borsa. Un correttivo si rende necessario.
Oggi non esiste una forma di società che lega l'industriale alla sua
industria, mentre leggi analoghe esistono in altri paesi.
Il Consiglio dei Ministri si è dichiarato unanimemente contrario ad
imporre la nominatività dei titoli pubblici al portatore anche in forma
indiretta.
Federzoni richiama l'attenzione del Consiglio sulla situazione dei poteri
politici nelle nuove Provincie. Esprime il voto che nel prossimo Consiglio
dei Ministri il Presidente possa esprimere il suo pensiero. Il Presidente
prende atto di ciò.
Il Sen. Thaon de Revel domanda che il Commissario Aviazione non inizi il
suo lavoro prima di aver preso contatto col Ministero Marina. Il
Presidente assicura.
Su proposta di Di Cesarò si revoca il Decreto 26.1.22 che istituisce
presso il Ministero delle Poste una Commissione sulla unificazione della
legislazione relativa a servizi postali. Si revoca pure il R. Decreto che
stabilisce le limitazioni da recarsi all'uso della categoria C. delle
tariffe telefoniche, di cui all'art. 7 del R.D.-Legge 23.11.1921 - n.
1824.
Oviglio legge il saluto inviato alla Magistratura. Espone poi a grandi
linee il suo programma di riforma; crede che debba essere aumentato lo
stipendio ai magistrati.
Tangorra crede che in proposito il Consiglio dei Ministri non possa
prendere alcuno impegno. Analogamente il Presidente.
Federzoni espone la situazione in Tripolitania. Ricorda l'operazione
militare del Gennaio scorso ed i suoi scopi. L'occupazione riuscí bene ma
suscitò una grande controffensiva dei dissidenti. Necessità di una
ulteriore e piú energica azione, la quale riuscí completamente con
l'occupazione del Ghebel occidentale. In seguito a ciò si allontanarono
dalla Tripolitania i piú pericolosi agitatori arabi i quali cercarono di
prendere rivincita in Cirenaica. Furono prese le necessarie precauzioni, e
decisa un'azione energica verso i dissidenti stessi nella zona pedemontana.
Nei giorni scorsi sono state compiute brillanti operazioni.
Egli ha l'impressione che la politica seguita in Tripolitania dal Conte
Volpi è stata consona agli interessi dei Paese. Le operazioni ora in
corso costituiscono un risultato politico veramente straordinario. Si è
riusciti ad ottenere una rapida mobilitazione dei nostri battaglioni
indigeni. Le truppe metropolitane si restringono ai servizi costieri. Lo
spirito degli ufficiali è altissimo. Ritiene che per la situazione della
Tripolitania non si debba nutrire nessuna preoccupazione. Per i ribelli
non vi è possibilità alcuna di rifornimento di armi e logistici.
Riguardo alla questione politica, i ribelli non trovando piú alcun
credito all'estero tentano ora di creare il mito dell'emirato unico. In
proposito crede che il Governo italiano abbia compiuto un errore nel
concedere una definizione e situazione stabile al Senusso. Anche a Bengasi
la situazione è confortante ma egualmente movimentata, piú che altro per
la presenza dei partiti locali.
La colonia deve essere rifornita dei necessari contingenti di forza.
Comunque nel complesso la situazione generale non è preoccupante.
Chiede l'autorizzazione di significare la soddisfazione del Governo verso
il Governatore.
Il Consiglio approva.
Il Presidente fa rilevare che la situazione della Tripolitania è
situazione di movimento. Comunque conviene regolarizzare la posizione del
Conte Volpi.
Federzoni ricorda che il Volpi andò in via provvisoria in Tripolitania.
Ora è a Roma pur mantenendo il contatto continuo con la Colonia. Egli
ritornerebbe fra giorni in Tripolitania ove rimarrebbe fino al
consolidamento dei risultati ottenuti (occupazione di Misurata città).
Pel Governatore della Cirenaica si riserva di parlare nel prossimo
Consiglio dei Ministri.
Nelle altre 2 colonie vi è tranquillità perfetta.
Giuriati domanda alcuni schiarimenti.
Il Presidente crede che la politica orientale debba essere favorevole al
movimento islamitico.
Sarà tenuta una seduta speciale per l'esame del problema finanziario.
S. E. Gentile è proposto per la nomina a Senatore.
Inoltre il Consiglio decide sulle seguenti nomine e trasferimenti:
Il Senatore Lusignoli è nominato Ministro di Stato, restando per ora
Prefetto a Milano.
Ferrara Gr. Uff . Dr. Alfredo, Prefetto di Ascoli P. collocato a
disposizione Ministero Interni.
Wenzel Comm. Umberto è nominato Prefetto di Ascoli.
Guadagnini Dr. Giuseppe, Prefetto a disposizione è destinato ad
esercitare le funzioni sulla Venezia Tridentina.
Gasti comm. Giovanni, Questore è nominato Prefetto di Pavia, ed è
collocato poi a disposizione del Ministero Interni.
S. E. il Presidente raccomanda a tutti i Ministri di intervenire al
completo nei Consigli dei Ministri.
Il Consiglio approva infine uno schema di decreto relativo ad indennità
agli agenti e alle Truppe in servizio di Pubblica sicurezza, per il quale
occorre, la registrazione con riserva.
IL SEGRETARIO
Acerbo
IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Mussolini
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