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"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
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"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

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Quando Hitler adorava Mussolini

Nell'archivio segreto del Duce era forse conservato il famoso carteggio Mussolini-Churchill di cui si è parlato molto in questi ultimi anni. Esso avrebbe contenuto delle lettere dell'uomo politico britannico risalenti all'epoca (1933) in cui Churchill parlava pubblicamente del Duce in questo tenore: "Il genio romano, impersonato in Mussolini, ha mostrato a molte nazioni che si può resistere all'incalzare del socialismo...". Ma, come è noto, questo carteggio è misteriosamente scomparso da tempo. E' rimasto invece nell'archivio un piccolo "dossier" dedicato a Hitler.
Questi documenti si riferiscono tuttavia alla prima apparizione di Hitler sulla scena politica, ossia dal 1931 al 1938.
La prima nota è del console Capasso di Monaco: "Il signor Hitler gradirebbe una fotografia del Duce con dedica". Segue un appunto di Mussolini: "Provvedete".
Poi la posizione politica di Hitler si rafforza, tanto che Mussolini decide di inviare a Berlino il maggiore Giuseppe Renzetti col compito di mantenere i contatti col partito nazista. 
Le relazioni di Renzetti sull'attività di Hitler sono dettagliate e precise. Mussolini gli risponde spesso suggerendo consigli politici da riferire a Hitler. Patetico appare infine il manifesto desiderio di Hitler di incontrarsi con Mussolini. Ogni relazione di Renzetti contiene sempre questa richiesta.
"Hitler chiede insistentemente di essere ricevuto dal Duce verso il quale manifesta grande venerazione" (e Mussolini annota: "Fategli sapere che non è ancora il momento").
"Ieri Hitler è stato ricevuto dal Presidente Hindenburg il quale gli ha quasi promesso di affidargli la formazione del governo. Rinforzato da questa promessa, Hitler rinnova ancora una volta l'invito di essere ricevuto dal Duce". Mussolini, questa volta acconsente e Renzetti scrive: "Hitler si dice felicissimo di poter venire a rendere omaggio al Duce. Ha già fatto il programma. Partirebbe la sera dell'11 dicembre 1931 per essere a Roma il 12. Vorrebbe portare con sè Goering e il suo segretario Hess".
Ma Mussolini cambia idea e prega Renzetti di "far capire" a Hitler che il viaggio non è opportuno.
Renzetti risponde: "Hitler è molto dispiaciuto, ma ha detto di comprendere il motivo. Io comunque consiglierei di invitare almeno Goering, magari in forma privata. Costoro muoiono dalla voglia di vedere Roma e il Duce".
Poi, il 9 maggio 1932, Mussolini decide di invitare Hitler per la prima metà di luglio. E Renzetti da Berlino: "Hitler non vede l'ora di essere ricevuto dal Duce. Segnalo che Hitler è vegetariano, non beve vino, ama immensamente la musica e vorrà visitare tutti i monumenti".
Ma anche questa volta il viaggio deve essere rimandato. Motivo: Mussolini è occupato dalla Conferenza di Losanna. Scrive allora Renzetti: "Hitler è molto addolorato, ma ha capito. Egli aveva già fatto il progetto di giungere in volo da Monaco a Verona per poi proseguire in auto verso Firenze, Roma e Napoli".
Il 31 gennaio 1933, appena nominato cancelliere, Hitler convoca Renzetti e questi riferisce: "Hitler insiste per avere un colloquio col Duce. Ora posso andare dove voglio, ha detto, e la prima visita intendo farla a Roma".
Questa volta sarà accontentato.
Alla data 18 maggio 1933, nel "dossier" dedicato a Hitler appare improvvisamente questa nota:
"Intercettazione di comunicazione telefonica fatta dallo studio dell'avvocato Orlandi di Roma".
Orlandi: Una persona che non è Hitler - perchè Hitler non va nominato - effettua dei depositi al Credito Marittimo. La persona che dovrebbe figurare come garante nei confronti del Credito è il dottor Morini, segretario del sindacato. E' dunque il Marini che prega il credito di dare questa garanzia. L'accordo non deve essere tenuto segreto: non si deve sapere che viene da Hitler, è chiaro?
Voce ignota: D'accordo.
Orlandi: Ma siccome ci sono già molte persone che lo sanno... il primo a parlare sarà sicuramente quel chiacchierone di Battistoni.
La strana segnalazione incuriosisce Mussolini che annota in rosso: "Indagare subito".
Segue la risposta: "Le verifiche fatte a Bolzano hanno dato esito negativo". L'ipotesi che Hitler avesse provveduto a mettersi da parte i soldi in Italia resta dunque ancora aperta.
Mescolate a queste carte ci sono poi varie segnalazioni di polizia relative a delle manifestazioni antinaziste registrate in Italia. Una dice: "Gli studenti di Padova hanno manifestato per le strade. Uno di questi si era camuffato da Hitler. Interrogato, lo studente ha però dichiarato che era sua intenzione imitare Charlot, ma poichè esibiva una grossa chiusura lampo sul retro dei pantaloni risulta chiaro che ha mentito".
Seguono infine numerosi rapporti sull'attività di Hitler mirante ad annettere l'Austria al Reich tedesco. Mussolini, come è noto, si oppose dapprima a questa operazione giungendo persino a inviare le truppe italiane al Brennero. Ma poi, come è noto, lasciò libero Hitler di annettersi il Paese indifeso.
La gratitudine del capo nazista verso Mussolini - che, per la verità, non venne mai meno fino alla fine della guerra - fu manifestata in quell'occasione da un famoso telegramma che il Duce conservò sempre gelosamente fra le sue carte private.
Eccolo: 
"Linz, 13 maggio 1938, ore 11. Mussolini, io non dimenticherò mai questo. Hitler".

 

 

 

 

 

 

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