Per quale motivo ha deciso di creare
un sito web dedicato a Benito Mussolini? Tengo conto che Lei sia una persona giovane e non ha un legame diretto o un'esperienza politica con il sistema del fascismo.
Quando nacque in me l’idea di creare un sito internet su Mussolini e il Fascismo frequentavo ancora la scuola. Su internet si riesce a trovare quasi di tutto, c’erano tanti siti sul Duce anche allora, ma nessuno studiava in maniera seria e approfondita il fenomeno “fascismo”.
Mancava qualcosa di davvero completo e qualificato così un giorno mi misi al lavoro e iniziò questa fantastica avventura che dura ormai da quattro anni.
Credo che per fare ciò che ho fatto non occorre avere un legame diretto con il fascismo, non è indispensabile aver vissuto quei tempi, ma credo sia sufficiente essere un appassionato di storia, quella vera!
Il fascismo, qualche anno fa, rappresentava per me qualcosa di sconosciuto, non avevo idea di cosa fosse, quel poco che sapevo proveniva dai libri di scuola. Nessuno infatti nella mia famiglia è o è stato in passato fascista.
Iniziaì così a studiare ma più andavo avanti nel mio lavoro, più non mi rendevo conto di come fosse possibile che un “dittatore” restasse al potere per più di venti anni e che però al tempo stesso venisse osannato dal suo popolo;
Molti italiani pur condannando la guerra vivono ancora nel ricordo della persona magnifica che Mussolini rappresentava per tutto il popolo; quindi evidentemente c’era qualcosa che non quadrava. Ciò che sentivo dalla gente veniva smentito dai libri di storia. Chi diceva quindi la verità?
La risposta è quanto mai scontata: purtroppo molti libri, adottati oggi e in passato dagli istituti scolastici, sono scritti da storici di sinistra, omettendo spesso numerosi particolari e descrivendo del fascismo, aggravandoli, i lati negativi, tralasciando del tutto o sottovalutandone gli aspetti positivi che sono di gran lunga superiori.
Chi sono i suoi collaboratori? Appartenenti all'ideologia fascista oppure gli intelettuali indipendenti da ogni ideologia?
Assolutamente nessuno di quelli menzionati. I collaboratori del sito sono dei comuni ragazzi che come me hanno iniziato a studiare il fascismo per il solo piacere di conoscere la storia. Magari alcuni di essi (non tutti) sono successivamente diventati fascisti, ne hanno abbracciato l’ideologia ma ciò è avvenuto solo dopo molto studio in quanto è estremamente difficile scrollarsi di dosso i luoghi comuni e le falsità che per sessant’anni ci sono state raccontate dalle forze politiche antifasciste. La collaborazione al sito è comunque aperta a chiunque desideri apportare il proprio contributo, quindi non abbiamo uno staff permanente vero e proprio, ma ci serviamo del lavoro di chi ha a cuore la storia italiana del ventesimo secolo. Questa particolarità fa si che il sito non si cristallizzi su posizioni politiche ma che compia analisi storiche asettiche da qualsiasi giudizio personale. Accade spesso infatti, che oltre agli insulti di numerosi personaggi di sinistra, ne riceviamo alcuni da parte di gente che si professa fascista perché non è d’accordo con la linea da noi adottata. Nell’esporre i fatti storici cerchiamo di essere dal lato della verità.
E' possibile, secondo la legge italiana, promuovere pubblicamente i simboli, le persone ed i messaggi del fascismo?
Qui Lei tocca un tasto dolente. Rispondo affermativamente alla sua domanda. Infatti nella democrazia moderna, quella democrazia che andiamo ad esportare con le bombe in Iraq e in Afganistan, a noi fascisti non è permesso professare i nostri ideali. In Italia infatti esistono delle leggi che oltre a vietare la ricostituzione del partito fascista, vietano qualsiasi forma di espressione del proprio pensiero. Sono naturalmente delle leggi costruite ad arte nel senso che vengono applicate solo ed esclusivamente quando fa comodo al sistema; le faccio un esempio pratico: il Movimento Sociale Italiano nato nel 1946 e formato dai reduci sopravvissuti alla Repubblica di Salò e dai fascisti rimasti in giro per l’Italia, per trent’anni ha avuto il 3-4%; quando negli anni ’70 raggiunse l’8% i suoi dirigenti furono accusati di ricostituzione del Partito nazionale fascista. Strano: l’MSI esisteva già da trent’anni però!
Proprio in materia ilduce.net ha preso parte a un comitato promotore di un referendum popolare per l’abrogazione di tali leggi liberticide del nostro pensiero e del nostro ideale. Sul sito è disponibile infatti il modulo per la raccolta delle firme necessarie ad indire un referendum.
Avete avuto qualche problema con la legge in Italia, oppure avete incontrato qualche volta le critiche da parte di sinistra o da qualche gruppo politico?
No, non abbiamo avuto assolutamente alcun problema in quanto il nostro sito rispetta la legge italiana. Esso infatti non è un sito politico, non esalta i metodi del fascismo, i suoi simboli, né i suoi personaggi, ma si limita ad essere un sito esclusivamente storico in cui si espone il fenomeno fascismo in maniera assolutamente obiettiva. Sul duce.net non si inneggia al fascismo ma lo si racconta solamente. In passato ebbi modo di dire che per tessere le lodi del fascismo è sufficiente solo parlarne; basterebbe solo dire quanto di buono in Italia è stato fatto dal regime. Non credo che ciò corrisponda a violare la legge.
Per quanto riguarda le critiche da parte di esponenti della sinistra italiana è ovvio, ci sono state. Accuse naturalmente senza senso che provengono in parte da gente poco istruita che non ha inteso spendere cinque minuti del proprio tempo per dare una veloce lettura al sito per accorgersi che non è un sito politico, e in parte da coloro che vorrebbero nascondere la verità al popolo italiano; gente per cui esiste solo il metodo di narrare la storia a proprio piacimento. Occorre però ammettere che molta gente avversa al fascismo e altri esponenti di sinistra hanno avuto invece modo di apprezzare il nostro lavoro per il modo in cui questo è stato condotto e viene ancora portato avanti.
Su chat de "ILduce net" ho trovato anche i messaggi di una croata che "adora Duce". Sarebbe una collaborazione internazionale tra i fascisti dai due paesi vicini?
Collaborazione non è il termine esatto. Il sito ha un suo forum e quella a cui Lei si riferisce è una ragazza croata che è venuta soltanto per scriverci sopra. I visitatori del sito provenienti dalla Croazia sono appena lo 0.04% (appena 200 su un totale di 560.000). Ilduce.net ha dato alla luce una comunità virtuale attraverso il suo forum di discussione nel quale scrivono tantissime persone. Naturalmente la quasi totalità degli iscritti sono italiani ma esistono anche molte persone che scrivono dall’estero (Argentina, Cile, Brasile, Stati Uniti, Australia, Svizzera, Croazia, Spagna, etc.). Ogni mese riceviamo molte e-mail da paesi oltreoceano.
Il Fascismo è stato un fenomeno che non ha interessato solo l’Italia ma tantissimi paesi (anche se ritengo errato definire fascisti molti regimi stabiliti all’estero proprio perché sono davvero pochi i punti in comune con il fascismo italiano). Tuttavia la collaborazione è oggi possibile in vista della costruzione di un’Europa delle Nazioni, dei popoli; non ci divide più la questione nazionale, poiché essa adesso si trasferisce su di un livello ulteriore, di “blocchi” continentali, in cui non ci sarà spazio per diatribe concernenti i confini tra gli Stati europei.
Ciò che unisce un Italiano e un Croato, per tradizione e cultura, è molto più grande di ciò che divide entrambi da un Americano o un Arabo.
Benito Mussolini ha affascinato milioni di persone e continua ancora oggi ad esercitare un’attrazione particolare verso giovani e meno giovani. Così molti paesi che non hanno conosciuto il fascismo presentano però diversi ammiratori del Duce italiano e non è detto che queste persone siano per forza fasciste.
Lei e fascista dal punto di vista politico?
Molti girerebbero attorno a questa domanda evitando alla fine di dichiararsi apertamente fascisti. Io le rispondo in modo diretto: Si! Purtroppo molti personaggi politici oggigiorno sono riluttanti a definirsi fascisti proprio perché ciò potrebbe nuocere alla loro immagine politica. Io non ho questa paura perché non temo i luoghi comuni. Essere fascisti non significa essere violenti, essere razzisti o amare la dittatura; Oggigiorno essere fascisti significa stare dalla parte del proprio paese, della propria gente, essere orgogliosi delle proprie origini. Essere fascisti non significa indossare una camicia nera o fare il saluto romano: questi sono purtroppo quei luoghi comuni che fanno sì che molti deficienti si avvicinino alla nostra area senza sapere però cosa significhi socializzazione, sistema corporativo e quant'altro! Posso portarle un esempio: al fascismo è stato accostato il razzismo: questa è una delle più grandi falsità della storia, che non sta né in cielo né in terra, che però viene portata avanti da ignoranti che sono entrati nel nostro ambiente senza conoscenza alcuna dell'argomento, convinti da decenni di propaganda antifascista che essere fascista è sinonimo di razzista.
Qual'e la Sua posizione politica sulla sponda orientale adriatica che durante il regime di Mussolini, in una parte, apparteneva all'Italia (Istria, Quarnero, Zara...). Lei ritiene che sia possibile un giorno il ritorno di quel territorio all'Italia?
Oggigiorno è impensabile ridiscutere i confini orientali dell’Italia: il passaggio dei nostri territori sotto il tallone di Tito e la pulizia etnica anti – italiana nelle antiche Terre di Roma e di San Marco rimangono una ferita aperta nella storia patria; sarebbe però altrettanto ingiusto, oggi, forzare nuovamente il corso degli eventi e l’ormai consolidata geografia europea per porre rimedio al danno subito: ciò creerebbe una ulteriore ingiustizia, poiché si farebbero pagare le conseguenze di un crimine comunista (italiano e jugoslavo) agli attuali popoli di Slovenia e Croazia, ormai maggioritari nelle Terre di Istria e Dalmazia. Si forzerebbe l’evidenza risultante dai censimenti in quelle Terre, ormai popolate quasi interamente da Slavi.
L’unico rimedio possibile, oggi, è trovare una soluzione al problema delle minoranze: in Italia le minoranze slave godono di benefici di legge inimmaginabili per i nostri connazionali d’oltreconfine, e questo a noi pare una grave ingiustizia, di cui però accusiamo soprattutto il nostro governo, disinteressato e incapace di imporsi a livello europeo per pretendere la concessione di leggi favorevoli agli Italiani e la soluzione del problema dei risarcimenti ai profughi Istriani e Dalmati.
A prescindere dalle considerazioni “morali”, anche dal punto di vista materiale sarebbe comunque impensabile, per qualsiasi mente dotata di un minimo di raziocinio e realismo, il ritorno di Istria e Dalmazia all’Italia.
Nell'ottobre del 2004, in un intervista al nostro quotidiano, Gianfranco Fini ha dichiarato: "L'Istria, Fiume e Dalmazia sono da sempre terre italiane". Questa dichiarazione ha suscitato in Croazia le reazioni bollenti da parte dell'opposizione politica. Cosa ne pensa?
Istria, Fiume e Dalmazia hanno, in effetti, una storia che affonda
inequivocabilmente le proprie radici nella più profonda italianità: vale quanto detto sopra, dovendosi aggiungere che non solo nel periodo mussoliniano, bensì già dall’antichità romana (si pensi solo all’imperatore Diocleziano, di Spalato), passando per la grandezza di Venezia, i dominatori di quelle Terre sono sempre stati “Italiani”.
Ciò non significa, però, la possibilità di proporre oggi un ritorno all’Italia: le dichiarazioni di Fini sono semplicemente strumentali all’acquisizione di consenso presso quella parte di Italiani che hanno nel cuore la propria Patria ma che, in realtà, non ambiscono a un ritorno alle terre irredente, bensì alla conservazione della memoria storica.
Dico ai croati e all’opposizione di non preoccuparsi e di tenere conto del soggetto che ha fatto queste dichiarazioni. Fini, che nel frattempo è diventato Ministro degli Esteri italiano non si permetterebbe mai di ripetere una cosa simile oggi ad appena 3 mesi di distanza. Dieci anni fa, era lui stesso a definire Mussolini “il più grande statista del ‘900” mentre nel 2003 definì il fascismo “male assoluto” . Come si può vedere da questo esempio è in grado di dire tutto e il contrario di tutto.
L’On. Fini è solito parlare alla gente in un modo, e poi agire in un altro presso le sedi istituzionali, ignorando totalmente la questione dei nostri profughi che, è bene ripeterlo, sono stati perseguitati dal regime di Tito e dai suoi fanatici partigiani comunisti, non certo dagli autentici popoli di Croazia e Slovenia.
Come Lei apprezza Gianfranco Fini? Come erede del fascismo italiano o come tradittore del fascismo vero?
Fini non è né l’erede, né un traditore del Fascismo attenzione! Fini non è mai stato fascista. Forse si dovrebbe dar la colpa per questo equivoco chi mise nelle sue mani il Movimento Sociale Italiano che nel frattempo ha saputo ben trasformare in una pattumiera. L’On. Fini è solo ed esclusivamente un anticomunista; il che è ben diverso dall’essere fascista. Se apprezzo Fini? Non scherziamo: la mia stima per il Ministro si ferma all’uomo politico ma non all’uomo come persona.
Il Ministro Fini è infatti un ottimo politico che però si è adeguato all'odierna politica della poltrona contro la politica dell'ideale nella quale io forse anacronisticamente mi riconosco. Personalmente Fini è da me equiparato a qualsiasi altro avversario politico per il quale nutro un profondo rispetto pur non condividendo assolutamente le sue scelte.
Una cosa è crederle certe cose, altro è farle per opportunismo politico. Dovrebbe forse chiedermi cosa ne penso di quella parte dell'elettorato e di quei componenti del suo partito che ad oggi nel 2004 continuano a definirsi fascisti nonostante votino o militino in un partito che col fascismo non ha niente a che vedere. E' a loro che chiedo coerenza e non a Fini. Il ministro non è un fascista e ha fatto le sue scelte; chi però dice di esserlo dovrebbe farle di conseguenza e non trincerarsi dietro menzogne solo perché aspira a far carriera. Queste persone che non hanno il coraggio delle proprie azioni sbagliano quindi a considerarsi fasciste.
In Croazia e vietato per legge promuovere le idee ed i simboli del fascismo. Recentemente la polizia ha fatto un indagine contro un gruppo di "ustascia" (fascisti croati) che passeggiava per le strade di Zara. Tutti coloro erano in divisa nera e portavano un grande quadro di Ante Pavelic, lider degli ustascia dal 1941 a 1944. Suo commento?
Purtroppo il termine “fascista” è di uso molto inflazionato. Pavelic era il leader del movimento dei nazionalisti croati; spesso si tende a confondere il fascismo con il nazionalismo. Nulla di più sbagliato: il fascismo è intriso di nazionalismo ma non si ferma assolutamente ad esso. Quindi un movimento nazionalista non è necessariamente fascista.
Gli scrittori, a proposito delle vicende di quelle terre, fanno ampio riferimento ai massacri perpetrati dagli ustascia, dilungandosi con particolari e cifre immani e non confermate. Occorre distinguere la verità dalla propaganda politica. Il regime comunista di Belgrado utilizzò tutti i modi per screditare il nazionalismo croato e ci riuscì.
Non so quali connotazioni possano avere gli odierni ustascia ma di certo non è giusto impedire ad alcuni l’espressione delle proprie idee politiche, sempre che questa espressione avvenga rispettando l’ordine pubblico.
Ciò che non possiamo concepire è, aldilà delle considerazioni politiche e ideologiche, come sia possibile che uno Stato autoproclamatosi “democratico” si arroghi il diritto, in Croazia come in Italia, di “sospendere” le garanzie democratiche, in palese contraddizione con i propri principi fondanti, solo nei confronti dei fascisti.
Nelle odierne democrazie tutti, persino i criminali più incalliti, si vedono riconoscere dei diritti e delle garanzie; ai fascisti, invece, non è concesso nemmeno esprimere le proprie idee o esporre i propri simboli! Come se un quadro del Poglavnik o del Duce potessero uccidere qualcuno!
Per esempio, che cosa succederebbe ad un grupo dei fascisti italiani se facessero la stessa cosa in Italia? Per esempio se si faccessero vivi per la strada con le divise nere e con il quadro di Duce nelle mani?
Guardi che in Italia accadono spesso manifestazioni del genere alle quali partecipa qualche migliaio di persone. Ogni anno il paese natale di Mussolini è preso d’assalto dai suoi “fedeli”. Durante questa manifestazioni non accade mai nulla eccetto qualche scontro con aggressori e provocatori di sinistra che non mancano mai in queste occasioni. Lei potrà contestare il fatto che io prima abbia detto che ci sono leggi che vietano ciò: è vero, ma vengono applicate molto raramente e solo quando fa comodo. L’Italia d’altronde è un paese strano.
Lei potrebbe aggiungere qualcosa che ritiene interessante per i lettori in Croazia............
Vorremmo tranquillizzare il popolo croato circa i nostri sentimenti assolutamente benevoli nei suoi confronti, improntati alla voglia di unirsi sotto una comune bandiera: il nostro appello è rivolto a tutti i veri Croati, che amano la propria Terra e la vogliono libera da ingerenze extra – continentali, per unire le forze nella comune battaglia, volta a costruire una grande Europa delle Nazioni, libera, indipendente, forte e consapevole di essere portatrice di una grande cultura e di tradizioni millenarie, vero orgoglio dell’Occidente oggi ubriacato di democrazia d’importazione.
Il nostro auspicio è che entrino in Europa popoli nostri fratelli come quello croato anziché aprire la porta a chi nulla ha a che fare con le nostre radici come la Turchia.