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"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
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"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

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CIAO DOMENICO...e grazie!
E' morto Leccisi, fascista. Diede l'eterno riposo al Duce

 

Dopo tanta attesa è tornato dal suo Duce.
E' morto nella notte tra il 3 e 4 novembre 2008 Domenico Leccisi l'uomo che in un'altra notte, ma stavolta di 62 anni fa "rubò" un cadavere dal cimitero del Musocco a Milano. Una tomba anonima la n. 7 rimasta indenne in quegli anni in cui i criminali partigiani ancora assetati di sangue si riversavano al calar delle tenebre in quei sacri luoghi a depredare e distruggere le tombe di tanti altri giovani con cui non condividevano molte cose tra cui l'onore ed il coraggio.

Voleva dare l'eterno riposo Domenico al suo Duce e con questo sentimento operò! Impiegò però altri undici anni la salma di Mussolini per arrivare a Predappio ma alla fine ce la fece. Domenico fece un paio di anni in carcere e fece rimanere l'Italia con il fiato sospeso.

La storia della salma nascosta inizia dopo il 30 aprile 1945, quando il corpo viene sepolto al cimitero di Musocco, a Milano, in tomba anonima per impedire i pellegrinaggi dei nostalgici. Lì vi resta fino all'aprile '46 quando, nella notte tra il 22 e il 23, Domenico Leccisi scavalca il muro del campo santo con due complici e trafuga il corpo, che nell'operazione perde una gamba e le falangi di una mano. Non sapendo dove mettere il corpo, lo portano a Madesimo (SO), dove uno dei tre ha una casa in affitto, e qui lo nascondono.
In Italia scoppia lo scandalo e ben presto si viene a sapere che quella è la salma di Mussolini e via alle leggende più assurde come al solito. Iniziano le indagini e Leccisi viene arrestato con i suoi complici e condannato a scontare due anni di carcere. Intanto lo Stato italiano è deciso a non far ripetere più un simile evento che aveva ridato fiducia e orgoglio a molti fascisti nel paese (disse Leccisi: "un gesto per far sentire che eravamo più vivi che mai!").

Viene incaricato così di nascondere la salma, ironia della sorte, l'ex capo della guardia di Mussolini Vincenzo Agnesina, che la consegna al convento dei frati cappuccini di Cerro Maggiore. Intanto Domenico Leccisi dal carcere scrive al Presidente della Repubblica: "Si illude di aver stroncato il movimento fascista perché è stata recuperata di nuovo la salma di Mussolini. Non è vero: l’idea non muore!"

Aveva ragione Leccisi. Nel frattempo infatti diventerà deputato del Movimento Sociale Italiano e proprio nel 1957 la Democrazia Cristiana tiene in piedi il governo per un solo voto con presidente del consiglio Adone Zoli, anche lui di Predappio. Ed è qui che Leccisi rientra in gioco: il sostegno alla Dc in cambio del ritorno a casa della salma del Duce. Stavolta Domenico ha vinto la sua battaglia: il 30 agosto del 1957 Benito Mussolini riabbraccia la sua amata Predappio e trova degna sepoltura.

Grazie Domenico, in fondo tutti noi ti siamo riconoscenti per il tuo coraggio, il tuo ardore, la tua fede!

Camerata Leccisi, presente!

Giuseppe Minnella
Direttore Responsabile Ilduce.net

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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