::.. Pagina Iniziale ..::
- L'Editoriale del mese
- Scrivi al Direttore
:: Benito Mussolini ::
- Introduzione- Biografia- Fotografie- Discorsi- Video- L'ultima intervista- La Morte del Duce- Il Testamento:: Il Fascismo ::- Introduzione- La Storia del Fascismo- Dottrina- I Programmi- I Personaggi- Frasi e Motti- La Propaganda- Il Confino- Storia II° Guerra Mondiale- Gli Speciali sul Fascismo- La Tragedia delle Foibe- Scritti da voi:: Area Download ::- Mp3 Canti Fascisti- Sfondi e Suonerie- Calendario Duce:: Area Interattiva ::- Benito Mussolini Forum- Chat Ilduce.net- Newsletter- Collabora al sito- I nostri sondaggi:: Altre Sezioni ::- Le nostre Recensioni- Il Pensiero di Dagonavy- Esclusive Ilduce.net- Parlano di noi- Eventi- Chi Siamo- Siti Amici


"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -

"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

  Pagina Iniziale  Preferiti  Forum

 

 Fai conoscere Ilduce.net ai visitatori del tuo blog o del tuo sito. Scarica i nostri loghi e banner e diffondili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il colpo di mano nazista in Austria fa infuriare Mussolini

Alle 12 del 25 luglio 1934, 154 elementi dell'89° "Standarte SS", con indosso false divise dell'esercito austriaco, entrano nella "cancelleria federale" di Vienna, salgono al primo piano, irrompono nello studio di Engelbert Dollfuss, riempiono di piombo il cancelliere. La notizia di questo brutale assassinio raggiunge Mussolini, in quel momento "protettore ufficiale" dell'Austria, verso le sei di sera a Riccione, nello stesso istante in cui Dollfuss muore in ospedale: e viene appresa da Hitler a Bayreuth, durante l'annuale Festival wagneriano. Immobile nel suo palco, ascoltando con gli occhi socchiusi le potenti note dell'Oro del Reno, Hitler riceve le informazioni che via via i suoi aiutanti gli danno senza tradire la minima emozione. Dopo la rappresentazione, ordina con cura il pranzo al ristorante, poi si fa condurre a spasso per la città mormorando ai suoi fidi: "Devo farmi vedere in giro per un'ora: altrimenti penseranno che ho qualcosa a che fare con questa faccenda". All'alba del giorno dopo, Mussolini è a Roma, mentre in tutta Europa cresce lo sgomento per un atto che sembra gravido delle più funeste conseguenze. Eccitatissimo, von Papen, nominato nella notte ambasciatore tedesco a Vienna, appena appreso il fallimento del "colpo di mano" nazista, che doveva avere inizio appunto con l'assassinio del cancelliere, afferma che "si è ad una nuova Sarajevo". E Hitler, contrariato dalla "inettitudine" dei congiurati, ritorna sui suoi passi, diramando comunicati nei quali deplora il "barbaro assassinio". Il nuovo cancelliere austriaco, Schuschigg, ha infatti agito celermente, bloccando i congiurati e facendoli arrestare per poi impiccarne tredici. A mezzogiorno del 26 luglio, le alte cariche militari italiane vengono convocate a palazzo Venezia ed un'ora dopo gli ordini di Mussolini raggiungono le truppe. Già in serata gli avamposti di quattro divisioni si schierano alla frontiera del Brennero, manifestando chiaramente la precisa volontà di Roma: nessuno può intaccare la libertà e l'indipendenza dell'Austria. Nessuno può compromettere i risultati militari che l'Italia si è assicurata alle frontiere in conseguenza della vittoria del 1918 sull'Impero austro-ungarico.
In questo atteggiamento, Mussolini può pensare di avere le spalle abbastanza sicure. L'indipendenza dell'Austria è stata solennemente garantita dal trattato di Versailles, in più accettata, sempre per trattato, dalla Germania: ancora, oltre alle vecchie stipulazioni di Locarno, che risalgono al 1925, c'è l'accordo tra le tre potenze - Inghilterra, Francia ed Italia per il mantenimento dell'indipendenza dell'Austria, la cui firma risale appena al 17 febbraio del 1934. Così, nella giornata del 26 luglio, Mussolini attende il consenso delle altre due potenze per centuplicare la forza persuasiva della propria azione. 
Rimane amaramente deluso, perchè l'Inghilterra fa sapere, con qualche imbarazzo, che non prevede "impegni nuovi" sul continente. E la Francia, che non ritiene di essere abbastanza forte per intervenire: in altre parole, pare chiarissimo, dai rapporti diplomatici, che le due grandi potenze sono state poco colpite dal tentato putsch in Austria, e da ciò esso chiaramente sottintende. Mussolini incassa il colpo, ed appena può farlo senza perdere prestigio ritira le sue divisioni dalla linea di confine. L'opinione pubblica italiana rimane favorevolmente impressionata da questo mussoliniano "atto di forza" del luglio-agosto 1934: analizzando gli avvenimenti conclude che Mussolini, unico e solo in tutta Europa, ha fermato Hitler: uno "stop" che è realmente servito a dirottare l'azione tedesca da quel vitale crocevia strategico e politico che è Vienna e, in definitiva, a bloccare la rinascente potenza tedesca. Oggi, dopo l'ultima guerra, una tal convinzione si è ulteriormente precisata: fino al 1939, si dice, un solo uomo osò i piani di Berlino e non con le parole, ma coi fatti. E quest'uomo fu Mussolini. Colpa delle democrazie, se non si associarono a un gesto, che avrebbe potuto salvare la pace in Europa e stroncare per sempre il nazismo ancora agli albori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Duce] [Fascismo] [Forum] [Chat] [Newsletter] [Scrivici] [Sfondi e Suonerie]
[
Storia] [Frasi e Motti] [Chi Siamo] [Personaggi] [Siti Amici] [Recensioni] [Sostieni Ilduce.net]


Copyright © 2001 - 2008 Giuseppe Minnella - Contatti: Info@ilduce.net -

Dichiarazione ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62.
Questo sito non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare".
Gli aggiornamenti consistono in migliorie/approfondimenti a quanto già pubblicato