 



                                      

"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si
spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi
vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
- - - -
"I fascisti che
rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini
esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà
darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente
costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo
possibile, le ferite della Patria"
- - - -
"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa
umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho
potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano
contro la mia vita"
 |
Pagina
Iniziale
Preferiti
Forum |
|
Fai
conoscere Ilduce.net ai visitatori del tuo blog o del tuo
sito. Scarica i nostri loghi e banner e diffondili.

|
|






|
|
|
Le CITTA' del DUCE
CARBONIA
il materiale per questa sezione ci è stato fornito da Stefano Brai
Situata
nel territorio del Sulcis, Carbonia venne fondata con Regio Decreto n.
2189 del 5 novembre 1937 da re Vittorio Emanuele III e inaugurata,
davanti ad una folla oceanica, da Mussolini il 18 dicembre 1938.
Essa rappresentò uno dei fiori all’occhiello del regime arrivando ad
essere il sito minerario per l’estrazione di carbone più grande
d’Europa, dopo quello tedesco della Ruhr, e dava lavoro a migliaia di
lavoratori. Obiettivo per l'Italia: raggiungere l'autosufficienza
energetica in virtù della proclamata autarchia.
Da sempre Mussolini aveva rivolto il proprio interesse verso le capacità
del sottosuolo sardo e al contributo che lo stesso avrebbe potuto dare
ad un'Italia estremamente povera di materie prime. Fu così che in soli
300 giorni il regime riuscì a mettere in piedi una città intera:
Carbonia.
Essa costò allo Stato 325 milioni di lire e in appena due anni la sua
popolazione arrivò a 29 mila unità diventando così la terza città della
Sardegna dopo Cagliari e Sassari. La città fu costruita seguendo i
dettami dell'architettura fascista ed ancora oggi è possibile
distinguerne in modo estremamente chiaro l'origine.
Oggi Carbonia conta
circa 30 mila abitanti, da pochi anni è capoluogo di provincia ma
nonostante ciò non riveste più l'importanza avuta in passato a causa del
crollo dell'industria mineraria. Dopo la guerra inizia il lento ma
inesorabile declino della Carbonia fascista che oggi testimonia con il
suo museo del carbone, con le vecchie miniere, i fasti del suo glorioso
passato.
Gallerie Fotografiche della
costruzione e inaugurazione di Carbonia
|