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"...finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.."
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"I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria"
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"..Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita"

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UN VIZIO TUTTO AMERICANO

 

Esistono due tipi di persone: quelli che si “bevono” tutto quello che i Media raccontano, entrando a far parte della massa dei “permanentemente ubriachi” e quelli che fanno di tutto per “non bere“. A rigor di logica, a questa seconda categoria dovrebbero appartenere le persone “migliori” dal punto di vsta del senso critico. In quanto tali nel momento in cui iniziano a controbattere pubblicamente le tesi del “politicamente corretto” diventano subito soggetti come minimo “incomodi”. Prendendo spunto da quanto scritto, in questo articolo vorrei parlare di una brutta quanto secolare abitudine americana che purtroppo solo pochissimi riescono a soppesare correttamente.

 La storia degli Stati Uniti, nelle sue vesti di potenza mondiale e in quelle ben piú pericolose di clava militare planetaria in mano ai poteri forti, comincia alla fine del 19 secolo, con la breve ma importantissima guerra ispano-americana del 1898. Questo conflitto, che vedrá gli Stati Uniti vittoriosi, segnerá la fine del secolare controllo Spagnolo su territori strategicamente importanti come Cuba e Portorico nell’Atlantico, l’isola di Guam e le Filippine nel Pacifico.

Ma quali furono i motivi che portarono alla guerra Ispano-americana? Un rilevante maggioranza di storici, oggi concorda sul fatto che tale guerra fu scatenata da un pretesto il cui artefice fu lo stesso futuro presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt (da non confondersi con Franklin Delano Roosevelt). Roosevelt, Ministro della Marina, già da tempo aveva preparato l'invasione navale dell'isola di Cuba, restando in attesa di una qualsiasi scusa per entrare in azione,  scusa che venne fornita da una improvvisa (quanto provvidenziale) esplosione a bordo dell'incrociatore U.S.S. Maine, che affondò in pochissimo tempo portando con sè piu di duecento marinai americani, del tutto ignari di ciò che stava accadendo.

http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/295/img/21.jpgIl fatto “curioso é che la nave saltó in aria mentre si trovava nella baia antistante al porto di l’Avana, ma ancora piú “curioso” é che al momento dell’esplosione nessun ufficiale si trovava a bordo. Senza perdere tempo gli Stati Uniti accusarono gli spagnoli di aver piazzato una bomba a bordo, ma ovviamente gli spagnoli, ignari di tutto, non solo negarono ogni responsabilità, ma chiesero una commissione mista per indagare sulle vere cause dell'affondamento. Dal momento che tale attentato faceva parte di un “giochino sottile”, per tutta risposta gli USA, molto sbrigativamente, dichiararono guerra alla Spagna... ecco come inizió il conflitto.  Come abbiamo detto la Spagna venne sconfitta e fu costretta ad andare ai trattati di pace di Parigi senza poter porre alcuna condizione. Fu così che gli spagnoli persero praticamente tutto quello che restava del loro potente impero marittimo, le cui origini risalivano addirittura ai tempi di Cristoforo Colombo.

L’incrociatore americano Maine

Roosevelt, approfittando della vittoriosa campagna di guerra, si fece fotografare in tutte le pose in sella al suo cavallo preferito, riuscendo così a conquistarsi, grazie alla complicità degli "yellow papers" di Pulitzer (i tabloid dell'epoca) una notorietà sufficiente a vincere con facilità le susseguenti elezioni presidenziali.

Dovranno passare ben 89 anni perché una speciale commissione d'inchiesta americana stabilisse, nel 1987, che in realtà gli spagnoli non ebbero alcuna responsabilità nell'attentato e che l'esplosione sarebbe avvenuta "a causa di esplosivi stivati troppo vicino alle caldaie". Una spiegazione tanto ridicola che solo l’arroganza e la stupiditá americana potevano partorire. Chiunque sia stato a bordo di una unitá navale da guerra sa benissimo che gli esplosivi e il munizionamento sono stivati in appositi locali dotati di particolari requisiti di sicurezza. È evidente che il “responso” della commissione fu un modo tanto ipocrita quanto beffardo incastellato per nascondere (maldestramente) la veritá.  In realtá furono gli stessi americani a piazzare l’splosivo e a causare l’affondamento del loro incrociatore, prima vittima di una lunga serie di operazioni che la futura C.I.A. chiamerá...operazioni “False Flag.

Neanche a dirlo, sará ancora una volta l'affondamento di una nave, il Lusitania (e di altre navi mercantili) ad iniziare la scalata per l’ingresso in guerra degli Stati Uniti, al fianco di Francia e Inghilterra contro l'Impero Germanico, nella prima Guerra Mondiale. La nave, che batteva bandiera britannica, viaggiava da New York a Liverpool con oltre milleduecento passeggeri. Il Lusitania fu colpito il 15 Maggio 1915 al largo delle coste Irlandesi da un siluro dell’ “U-20”, un sommergibile tedesco sotto il comando dal capitano Walther Schwieger.

I marinai superstiti testimoniarono di aver sentito chiaramente due esplosioni, e che la seconda si rivelò quella fatale per l’affondamento. Perché un solo siluro provocò 2 esplosioni? Oggi è dato per certo che il Lusitania trasportasse un carico segreto destinato all'Inghilterra, si trattava di armi di vario calibro e di 5000 proietti di artiglieria … ecco la seconda esplosione. La nave affondò in soli 18 minuti. Tra equipaggio e passeggeri, il Lusitania aveva a bordo quasi 2000 persone, se ne salveranno 764, gli altri morirono tutti, tra di essi anche 123 americani. All’ammiragliato britannico verranno mosse aspre critiche per non aver mandato navi di scorta al Lusitania. Gli inglesi sapevano benissimo, che quel tratto di mare era considerato zona di guerra , per il semplice fatto che ció  era stato reso noto dai tedeschi a tutti i naviganti, (gli inglesi non decisero alcun tipo di protezione perché sapevano che in presenza di navi di scorta difficilmente l’U-20 avrebbe attaccato il Lusitania).

L’affondamento del Lusitania ha lasciato un ricordo talmente vivo che in tempi recenti alcune spedizioni hanno effettuato dei sopralluoghi all’interno del relitto, che giace a soli 93 metri di profondità. Stranamente peró, dai sopralluoghi effettuati non è trapelato nulla.

 Ed è proprio quest’esito che testimonia in modo inoppugnabile che i tedeschi avevano ragione.

Il Lusitania trasportava armi e munizioni destinati all’Inghilterra!

Tuttavia, diversamente da ció che tutti credono, non fu l’affondamento del Lusitania a fare entrare in guerra l’America. A questo affondamento, (che a differenza di altri avvenuti in quello steso contesto, fará molto scalpore nelle cronache dell’epoca) se ne aggiungerá un altro, si tratta dell’affondamento della nave statunitense Sussex, avvenuto il 3 febbraio 1917. Sará questo episodio che porterá, il 6 aprile successivo, il presidente americano Wilson a dichiarare guerra alla Germania.

Ufficialmente non si è mai saputo perchè si sia deciso di colpire il Sussex, ma per i tedeschi l’incidente venne provocato dagli stessi americani, …quasi che essi cercassero il pretesto per entrare in guerra …e che la nave trasportasse armi destinate alle forze dell’Intesa. A queste affermazioni della diplomazia tedesca gli americani risponderanno che essi si sentivano in diritto di solcare i mari del mondo con qualsiasi merce a bordo ... la classica arroganza del guerrafondaio.  Come si puó facilmente notare, anche in questa vicenda abbiamo l’elemento che  riconduce al “solito vizietto americano”, gli armamenti trasportati (non troppo) "segretamente" in modo da istigare l’attacco. Voglio ricordare che essendo l’America ancora “Paese neutrale” non poteva fornire (come satabilito dalle leggi internazionali di guerra) nessun tipo di supporto a qualsiasi belligerante.

pearl-harbour-attacks-3Da quel l’affondamento sono passati 24 anni e la Marina degli Stati Uniti diventa ancora una volta un bersaglio, ma stavolta del Giappone, nel noto attacco del 1941 alla base navale di Pearl Harbour, che fornirá  agli americani il pretesto per entrare in guerra contro i Paesi del patto tripartito Italia-Germania-Giappone. Peccato che, come nel caso dell’incrociatore Maine e del Lusitania, anche i fatti di Pearl Harbour portano il timbro di quel brutto “vizietto americano”. Il Governo degli Stati Uniti decretò, anche stavolta, la morte di tanti americani e, in questo evento, anche la distruzione di quasi tutta la flotta del americana del Pacifico , pur di entrare in guerra. Anche qui l’obiettovo é raggiunto, un’altra operazione “False Flag” é finita e l’America é in guerra a fianco di Gran Bretagna Francia e Unione Sovietica. Con l’entrata in guerra di America e Giappone la guerra in atto diventa letteralmente “Mondiale”

In questa foto, scattata durante l’attacco giapponese, l’operatore fotografa ció che sta accadendo. Si noti sulla parte alta della foto un aereo giapponese in allontanamento.

Golfo del Tonchino, luglio 1964.

Il cacciatorpediniere americano, U.S.S. Maddox, viene preso di mira da siluri vietnamiti. Questo incidente provocherá la rapida escalation che porterá il presidente americano Lindon Johnson a dichiarare guerra al Viet-Nam del Nord. Come in tutti gli altri casi storici, anche in questo caso si tratta di una operazione “false flag” gestita dai servizi segreti americani. Infatti poco tempo dopo  l’allora Segretario alla Difesa americana Robert McNamara, in una intervista riconobbe che si trattò di una plateale  messinscena. Fino ad allora infatti l'appoggio militare statunitense, iniziato sotto la presidenza Kennedy era stato puramente esterno...La lunga e tormentata guerra del Viet-Nam, che costerá agli Stati Uniti circa 60.000 morti, si rivelerá la prima di una lunga serie di sconfitte militari americane nella storia. Ciononostante “il vizietto” americano continuerá ad essere autore di altre guerre e di altre tragedie.

Il cacciatorpediniere americano “Maddox”

Siamo nel 1962, in piena guerra fredda, Cuba non era ancora passata ufficialmente sotto l’ombrello sovietico. I vari progetti per riprendersi l’isola sono iniziati nel ’59, subito dopo la rivoluzione di Fidel Castro, quando l’allora vice-presidente di Eisenhower, Richard Nixon, gettò le basi, con gli uomini della CIA appunto, di quella che in seguito( sotto la presidenza Kennedy) sarebbe diventata l'operazione “Baia dei Porci”. Nixon, contando di stravincere nelle elezioni del '60, si era in realtà preparato il piano per sè stesso, ma poi le elezioni le vinse Kennedy, a dimostrazione che la vera politica estera la fanno le Grandi Lobby del potere finanziario internazionale, che sono i veri capi del Pentagono e della Cia, non la politica americana. Le spinte per riprendersi Cuba si erano fatte a quel punto incontenibili: gli interessi economici da una parte (zucchero, turismo e casinò), e l’importanza strategica dall’altra, facevano sì che bisognasse agire al più presto.

Quello che segue è il prezioso documento della CIA declassificato di recente, che riguarda proprio la “Operation Northwoods",  operazione “false flag” con cui l’amministarzione americana voleva a tutti i costi la guerra contro Fidel Castro. Qui sotto, potete vedere la fotografia di una pagina di quel documento, le voci A e B sono una parziale traduzione, di quel documento stilato per presentare una serie di proposte alternative di invasione, preparate dalla CIA su richiesta del Comandi Riuniti delle Forze Armate.

Come è noto, Kennedy finì invece per sottoscrivere "Baia dei Porci", con le conseguenze che tutti conoscono.

I paragrafi  suindicati con le lettere A  e  B dicono:

(A) 1. Su richiesta del comando operativo del Progetto Cuba si chiede ai Comandi Riuniti di descrivere, in maniera breve ma precisa, dei possibili pretesti che essi considerano sufficienti a fornire giustificazioni per un intervento armato degli USA su Cuba. 

2. E' chiaro che qualunque azione che diventi pretesto per un intervento armato dovrà portare [prima] ad una decisione politica, la quale determinerà a sua volta un’azione militare.................

(B)
5. I vari corsi di azione suggeriti, come descritti nell’allegato A, si basano sulla premessa che l’intervento militare americano risulterà da un periodo di prolungata tensione con Cuba, che avrà messo gli Stati Uniti nella posizione di potersi rivalere giustificatamente per dei torti subiti.

L’opinione pubblica mondiale e l’assemblea delle Nazioni Unite, dovrebbero assumere un atteggiamento favorevole [nei nostri confronti] in seguito ad una campagna che dipingesse il governo di Cuba come irruento ed irresponsabile, e come un inquietante ed imprevedibile minaccia alla serenità dell’Occidente.

Alla luce di tutti i fatti storici menzionati, quanti di noi si sono domandati:<< "Ma é  possibile che gli americani abbiano fatto tutto questo a se stessi"?>>. ...E qual’é la risposta che ci siamo dati? In molti hanno pensato che ci deve pur essere un’altra spiegazione, non ritenendo possibile che gli americani una sequela di azioni infamanti contro il loro stesso Paese. È ovvio che rimanendo senza risposta (per il semplice motivo che il comune cittadino, tenuto allo scuro di tante realtá, non riesce a trovarne) ha comunque allontanato i dubbi che portano verso la colpevolezza di questi gravissimi avvenimenti storici agli stessi Stati Uniti, magari ipotizzando astrattamente qualcosa di diverso, rimanendo un pó perplesso su cosa pensare, finendo cosí per non pensare piú a questo argomento.

Si é portati a pensare in questi termini perché quando si punta il dito sull’America si é automaticamente portati ad identificare come autore di questi misfatti  “il Governo Americano”  ed é naturale che la cosa stoni un pó. La cosa da capire é che qui non si sta parlando degli americani come come governo e quindi come societá, stiamo parlando di un ristretto gruppo di persone molto particolari, insinuate da ben diversi secoli nei vari governi che hanno amministrato l’America. Gente che sta ai massimi livelli del potere mondiale. Loschi figuri che vedono il mondo da un punto di vista completamente diverso da come lo vediamo noi comuni mortali. Gentaglia che opera al difuori della legalitá e che puó contare su appoggi (occulti o meno), in moltissimi altri Paesi del mondo. Per loro non esistono i confini nazionali o continentali, essi considerano i politici dei sudditi e i popoli degli autentici schiavi. Per loro, dieci, mille  o centomila morti non fanno una gran differenza di fronte ai progetti di continua "ristrutturazione geopolitica" o meglio “geofinanziaria” del mondo intero, che modificano a loro piacimento ogni qual volta i loro interessi ne facciano comparire l’esigenza. In pratica questa gentaglia considera l’intero pianeta una sua proprietá, per cui si sente in diritto di usarlo e modificarlo secondo il loro insindacabile giudizio.

Ritornando ai fatti qui menzionati, le foto delle  due pagine del documento denominato “Operation Northwoods”, risalente a cinquant'anni fa, oggi risulta piu attuale che mai, dal momento che l’America ha continuato imperterrita in questa sua criminale condotta con le sue innumerevoli  operazioni “False Flag”.

Dai fatti degli anni ’90, con prima guerra del Golfo contro l’Iraq e la guerra in Somalia (tutte ufficialmente autorizzate dall’ONU). Quali sono gli interessi Americani in Somalia? Approfittare della situazione per vendere armi (ricordate tutti la fine dei giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, e la fine che hanno fatto le indagini sul loro omicidio?). Il 2001 lo ricorderemo sempre per i fatti dell’11 settembre (che guarda caso molti politici americani hanno soprannominato “la Pearl Harbour del nuovo secolo”). Tragedia dalla quale scaturirá una nuova guerra contro con l’Iraq e subito dopo contro l’Afganistan con la scusa di ricercare Osama Bin Laden, capo dell’organizzazione terroristica islamica Al Qaeda. (Osama Bin Laden, ricchissimo personaggio di nazionalitá Saudita aveva sempre fatto buoni affari con la famiglia Bush e con altre famiglie di quel calibro.)  

Adesso, nonostante le batoste prese costantemente dall’America fin dalla lontana guerra del Vietnam, gli Sati Uniti, ai quali si é unito anche Israele, stanno tentando oggi, con ogni appiglio e con ogni pretesto, a cercare un’altra guerra, stavolta  contro  l’Iran e Siria. A questo punto é utile sapere che ulteriori notizie tendenti a mettere in cattiva luce l’Iran, sono state divulgate da Wikileaks, il cui capo é l’ormai noto giornalista Julian Assange, che ha promesso di mettere in piazza i segreti di Cia, Massoneria, Scientology, ecc.ecc.  In realtá, si é giá capito che quella di Assange, altro non é che l’ennesima operazione mediatica per buttare fumo negli occhi della popolazione mondiale dandole in pasto quelle che lui definisce “notizie bomba” rivelatesi poi notizie senza alcuna rilevanza, i classici “Segreti di Pulcinella”. Operazione dalla quale peró, escono fuori (guarda caso) sempre notizie tendenti a screditare l’Iran e qualche altro Paese di quell’area. Non ci é voluto molto per sapere che Assange é in realtá un uomo guidato dal Mossad israeliano, per condurre la solita campagna denigratoria verso paesi dell’area mediorientale, per preparare una nouva guerra; oggi tocca  all’Iran o alla Siria ... a chi toccherá domani?. 

È chiaro adesso cosa intendo quando parlo di quel brutto vizietto “Tutto americano”?

                                        Vincenzo Ballerino

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